giovedì 24 aprile 2014

Maggiore istruzione e miglior recupero cerebrale

di Riccardo Carrara

Ieri, uno studio pubblicato online sul sito della rivista Neurology, dal titolo Functional recovery after moderate/severe traumatic brain injury, ha messo in relazione il livello di istruzione di 769 pazienti con il loro recupero dopo trauma cranico, mettendo in evidenza che i soggetti con un maggior grado di istruzione hanno una più alta probabilità di un recupero senza esiti. 

Gli anni di istruzione possono giocare un ruolo importante nell'organizzazione del cervello e nella sua plasticità? Cosa intendiamo per riserva cognitiva? Quanto risulta importante la lotta contro l'analfabetismo e l'impegno per favorire a più persone possibile un alto grado di istruzione?

Medicina neuro-rigenerativa e protesi cocleari

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN)

Combinare le moderne biotecnologie mediche (tecnologie del DNA ricombinante) con le più sofisticate tecnologie di interfaccia cervello-macchina (acustiche o protesi cocleari) allo scopo di indurre la rigenerazione neuronale è possibile!

Lo dimostra il recentissimo lavoro del gruppo del professor Gary Housley del UNSW (Translational Neuroscience Facility and Department of Physiology, School of Medical Sciences, University of New South Wales, UNSW Australia, Sydney, New South Wales 2052, Australia), pubblicato da poco sulla prestigiosa rivista scientifica Science Translational Medicine (J. L. Pinyon, S. F. Tadros, K. E. Froud, A. C. Y. Wong, I. T. Tompson, E. N. Crawford, M. Ko, R. Morris, M. Klugmann, G. D. Housley, Close-Field Electroporation Gene Delivery Using the Cochlear Implant Electrode Array Enhances the Bionic EarSci. Transl. Med. 6, 233ra54, 2014).

mercoledì 23 aprile 2014

Apprendimento e memoria: ecco le novità molecolari

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN)

Una nuova ricerca condotta da un gruppo di scienziati del TSRI, il Florida campus of The Scripps Research Institute (USA), ha individuato nuovi complessi proteici coinvolti nei meccanismi cerebrali di apprendimento e memorizzazione.

La ricerca, intitolata RGS7/Gβ5/R7BP complex regulates synaptic plasticity and memory by modulating hippocampal GABABR-GIRK signaling, pubblicata online lo scorso 22 aprile su eLife 2014;3:e02053 (Published April 22, 2014), mette in luce il ruolo chiave svolto dalla proteina denominata RGS7 nel processo di memorizzazione, come afferma lo stesso professor Kirill Martemyanov, docente associato del TSRI che ha guidato la ricerca.

martedì 22 aprile 2014

Rita Levi Montalcini: un ricordo e tante speranze

di Riccardo Carrara

"Nel 2001 ho avuto l'idea dell'EBRI [European Brain Research Institute]. Mi sono chiesta: in che cosa l'Italia ha sempre primeggiato? Nelle neuroscienze. Nel Settecento Galvani e Volta scoprirono l'elettricità animale; a fine Ottocento Golgi inventò la colorazione con l'argento delle cellule nervose; Vittorio Erspamer riuscì a isolare la serotonina e altri neurotrasmettitori e Giuseppe Levi, il mio professore, fu tra i primi a sperimentare la coltura in vitro". (Rita Levi Montalcini)

Ecco le motivanti parole di una delle più importanti neuroscienziate italiane, Premio Nobel per la medicina o la fisiologia nel 1986 insieme a S. Cohen, che ha sempre creduto nell'Italia e che ha sempre lottato intellettualmente per la ricerca scientifica e per i giovani.

Rita Levi Montalcini, morta nemmeno due anni fa, nacque a Torino il 22 aprile 1909 e oggi ricorre l'anniversario della sua nascita.

venerdì 18 aprile 2014

Stati vegetativi: se si potesse sapere chi si risveglia e chi no?

di Riccardo Carrara

Uno dei drammi più forti per un medico e per i famigliari di persone in stati di alterazione della coscienza (stati vegetativi, stati di minima coscienza...) è il non sapere se il loro paziente, o il loro caro, potrà mai svegliarsi o potrà recuperare la comunicazione con il mondo esterno. Oggi, questa inquietudine potrebbe sparire.

Che cosa succederebbe e quali sarebbero le ripercussioni etiche se fosse possibile, con una particolare scansione del cervello, stabilire se e quando i pazienti in stato vegetativo si sveglieranno?

Ramachandran, la coscienza e la neuroetica

di Riccardo Carrara


Vilayanur S Ramachandran, neurologo indiano, professore di neuroscienze e psicologia presso l’Università della California a San Diego, direttore del Center for Brain and Cognition e professore aggiunto di Biologia al Salk Institute for Biological Studies è uno dei nomi più conosciuti nell'ambito delle neuroscienze.

Abbiamo parlato di lui qualche giorno fa in occasione del premio "scienziato dell'anno 2014", torniamo a parlarne oggi per analizzare quanto V.S. Ramachandran abbia a che fare con la neuroetica. Prendiamo in considerazione il suo libro "L'uomo che credeva di essere morto" e in modo specifico quanto scritto nell'epilogo (pp. 311-317).

giovedì 17 aprile 2014

Quando il cervello non è sufficiente a spiegare la coscienza

Riportiamo un estratto dell'intervista al neurochirurgo Massimo Gandolfini apparsa ieri su Zenit.

Quando il cervello non è sufficiente a spiegare la coscienza
Intervista al prof. Massimo Gandolfini, perito consultore neurochirurgo presso la Santa Sede, autore del libro "I volti della coscienza"

Roma, 16 Aprile 2014 (Zenit.orgElisabetta Pittino

“I volti della coscienza. Il cervello è organo necessario ma non sufficiente per spiegare la coscienza” è il titolo del libro del prof. Massimo Gandolfini, edito da Cantagalli, che, in 150 pagine, tratta un argomento enorme: la coscienza, un mondo che vale la pena esplorare. Gandolfini, è direttore del Dipartimento di Neuroscienze della Fondazione Poliambulanza di Brescia, vicepresidente nazionale dell’Associazione Scienza&Vita, oltre che perito consultore neurochirurgo presso la Santa Sede, membro di numerosi organi istituzionali a carattere bioetico.

mercoledì 16 aprile 2014

Emily Dickinson - Il Cervello è più esteso del Cielo

di Riccardo Carrara

Ecco una poesia sul cervello della misteriosa scrittrice americana Emily Dickinson (Amherst, 10 dicembre 1830 - Amherst, 15 maggio 1886), nota per la sua vita insolita e vissuta prevalentemente nella casa dove era nata.

I segni di riconoscimento della sua poetica sono: l'uso poco convenzionale delle maiuscole, le digressioni enfatiche, le lineette telegrafiche sparse qui e là, i ritmi da salmi, le rime asimmetriche, le voci multiple e le elaborate metafore.

Visse una vita di semplicità e solitudine, ma scrisse delle poesie piene di vita e di grande potenza e profondità. Con frasi breve e compatte ha espresso idee di ampia portata, come in questa poesia che potete legge qui sotto (sia in inglese sia in una traduzione italiana) dove Emily Dickinson presenta una serie di confronti davvero interessanti, abbastanza comprensibili, ma direi insoliti, come quello iniziale tra il cervello e il cielo... e forse lei aveva già intuito ciò che noi oggi stiamo sperimentando, la forza del cervello sulla nostra vita!

A voi la poesia sul cervello di Emily Dickinson:

Decision-making e neuroetica

di Riccardo Carrara

Nei giorni scorsi gli scienziati hanno svelato lo schema delle reti cerebrali del cervello di un mammifero. Per la prima volta è stato mappato l'intero cervello di un roditore e gli esperti dicono che questo modello potrebbe essere usato per aiutare i neuroscienziati ad acquisire una maggiore e più profonda comprensione del cervello umano.

Il professor David Anderson del California Institute of Technology ha affermato alla presentazione della ricerca: "Queste informazioni forniscono un quadro di riferimento per ciò che vogliamo davvero capire: i 'modelli di traffico' del flusso di informazioni che viaggiano nel cervello durante le varie attività quali il processo decisionale, la mappatura dell'ambiente fisico, l'apprendimento e la memoria e altri processi cognitivi ed emotivi".

Il processo decisionale (decision-making) può essere considerato come il processo cognitivo che porta alla selezione di una credenza o ad una serie di azioni tra le diverse possibilità alternative. Ogni processo decisionale produce una scelta finale (1) che può richiedere azioni o meno. Come e quanto è interessato in tutto questo il nostre cervello? Dipende tutto dalla massa elettrica gelatinosa che abbiamo dentro di noi?

martedì 15 aprile 2014

Neuro-genere: cultura vs natura? - 1

di Alberto Carrara
Coordinatore Gruppo di Ricerca in Neurobioetica

Le edizioni San Paolo hanno finalmente tradotto all’italiano il bestseller di John Colapinto: Bruce Brenda e David. Il ragazzo che fu cresciuto come una ragazza.

Tre nomi propri: due maschili e uno femminile. Eppure si tratta di un unico individuo umano, cromosomicamente XY, cioè geneticamente e anche fenotipiamente maschio.

Una sola persona umana, tre volti. Quanti “generi”? Oggi su Il Giornale a pagina 26, una sintesi della vicenda.

Il «genere» è un fatto culturale?

Il Giornale, martedì 15 aprile 2014, p. 26

lunedì 14 aprile 2014

Ramachandran: neuroscienziato 2014!

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN)

La prestigiosa Fondazione americana ARCS, l’ Achievement Rewards for College Scientists, riunita in assemblea a San Diego, ha decretato e premiato, il neuroscienziato V.S. Ramachandran, direttore del Center for Brain and Cognition at UC San Diego, “scienziato dell’anno 2014” (2014 Scientist of the Year). La premiazione è stata resa nota lo scorso 4 aprile.

Come il cervello aiuta la nostra attenzione

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN)

How the Brain Pays Attention”, “Come il cervello fa attenzione”. In questo modo il portale di “neuro-notizie” NeuroscienceNews.com ha intitolato la recente pubblicazione dello studio Neural Mechanisms of Object-Based Attention apparso la scorsa settimana sulla rivista Science (Published online April 10 2014 doi:10.1126/science.1247003).

sabato 12 aprile 2014

Neurofotonica - 2

di Alberto Carrara, LC

Ieri abbiamo considerato il lavoro diretto da Ivo Lieberam e Linda Greensmith e pubblicato sulla rivista Science (Published online April 4 2014 doi:10.1126/science.1248523) con il titolo: Optical Control of Muscle Function by Transplantation of Stem Cell–Derived Motor Neurons in Mice, quale esempio di un nuovo campo di ricerca e riflessione neurobioetica: la neurofotonica.

Che cos’è la “neurofotonica”?

venerdì 11 aprile 2014

Quarto GdN: 11 aprile 2014


Link Istituzionale del GdN, Gruppo di Neurobioetica, QUI.

Luce e Cervello (la Neurofotonica) - 1

– una sintesi tra medicina neuro-rigeneratica e optogenetica
di Alberto Carrara, LC

Danni al sistema nervoso centrale (SNC) provocati da lesioni traumatiche o da disturbi neurologici possono portare alla perdita permanente della funzione motoria volontaria e a paralisi muscolare.

Un gruppo di ricercatori del Medical Research Council (MRC) Centre for Developmental Neurobiology, King’s College London, Guy’s Hospital Campus, del MRC Centre for Neuromuscular Diseases, UCL Institute of Neurology e del Sobell Department of Motor Neuroscience and Movement Disorders, University College London (UCL) Institute of Neurology di Londra (UK), guidati da Ivo Lieberam e Linda Greensmith, hanno pubblicato un interessante lavoro nel campo di quella che si potrebbe considerare la “neurofotonica”.

Di cosa tratta il lavoro? E che cos’è la “neurofotonica”?

giovedì 10 aprile 2014

NeuroLeadership: un'introduzione critica

di Riccardo Carrara

"Credo che la ricerca neuroscientifica giocherà un ruolo decisivo nel ridisegnare il modo in cui definiamo la leadership, selezioniamo i leader e sviluppiamo i programmi di formazione della leadership. Esistono già una rivista incentrata sulle neuroscienze della leadership, un corso di formazione post-laurea e un summit annuale su questo campo" queste le parole di David Rock sulle pagine dell'Huffpost Healthy Living il 3 maggio 2012, e concludeva il medesimo articolo con queste parole: "I leader e gli studiosi di leadership del futuro potrebbero guardare il mondo in un modo tutto nuovo - con il cervello bene in mente. E questo viaggio è davvero solo all'inizio".

Ciò di cui sta parlando D. Rock si può riassumere con una parola: NeuroLeadership, di cui abbiamo parlato del post "NeuroLeadership: le reti neurali dei leaders". Oggi iniziamo una breve introduzione all'argomento cercando di evidenziare alcuni punti che possono interessare il dibattito in neuroetica.

mercoledì 9 aprile 2014

Neuroscienze e libertà: Eddy Nahmias - 1

di Alberto Carrara LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN)

Ieri, martedì 8 aprile, nella mia conferenza magistrale intitolata Neuroscienze e libertà, ho affrontato in maniera sintetica la vasta mole di pubblicazioni neuroscientifiche relative al libero arbitrio (free will). 

Tra gli autori che vorrei oggi presentarvi c'è un giovane professore di filosofia del Philosophy Department and the Neuroscience Institute presso l'Università Statale della Georgia (USA): Eddy Nahmias

martedì 8 aprile 2014

Neuroscienze e libertà: un'introduzione - 2

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN) *

* questa è la seconda parte della sintesi della conferenza magistrale che l'autore impartirà oggi, martedì 8 aprile 2014 alle ore 17:10 presso l'aula Master dell'Ateneo Regina Apostolorum a Roma. Il testo è tratto dall'articolo pubblicato sulla rivista Studia Bioethica, vo. 6, n. 1, 2013, pp. 21-24. 

Quali conclusioni possono essere desunte da questi dati sperimentali? 

È fuori discussione e bisogna riconoscere che, almeno a prima vista, questi risultati sono sorprendenti. Ciò che ci si aspetterebbe è che l’area mororia della corteccia premotoria non si attivasse prima del prendere coscienza della decisione di eseguire un certo movimento. D’altra parte, però, la sequenza temporale sembra indicare che il cervello prepara il movimento prima che diventiamo coscienti di deciderlo.

lunedì 7 aprile 2014

Neuroscienze e libertà: un'introduzione - 1

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN)*

* questo testo è tratto dalla prima parte dall'articolo dell'autore pubblicato sulla rivista Studia Bioethica, vol. 6, n. 1, 2013, pp. 21-24 ed è una sintesi della sua Lectio di martedì 8 aprile 2014.

Sin dai tempi più remoti, il tema della libertà umana ha coinvolto l’interesse dei migliori pensatori. In un modo o nell’altro ci troviamo davanti alla contraddizione e allo scandalo tra determinismo e libero arbitrio.
Leon Tolstoi sintetizzava, nella seconda parte dell’epilogo della sua monumentale opera intitolata Guerra e pace, la conclusione filosofica a cui era giunto: “nel caso presente, è ugualmente necessario rinunciare a un’inesistente libertà e riconoscere una dipendenza che non sentiamo [1].  Il grande scrittore russo non poteva certamente immaginare che dopo più di un secolo, il suo stesso scetticismo relativo alla libertà umana sarebbe tornato di moda, alla ribalta tecnico-scientifica e mediatica, alimentato questa volta dalla “rivoluzione” in campo neurologico.

Neuroscienze e libertà: domani alla Regina Apostolorum di Roma


Domani, martedì 8 aprile, presso l'Aula Magna dell'Ateneo Regina Apostolorum di Roma, il prof. P. Alberto Carrara, LC, direttore di questo portale, impartirà una conferenza magistrale sulla tematica di frontiera che riguarda la libertà umana tra filosofia e sviluppi delle neuroscienze contemporanee
L'ingresso è libero. Si possono avere ulteriori informazioni sul sito istituzionale: QUI.

sabato 5 aprile 2014

Newsletter di marzo: quasi 40 post di neuroetica

Mappa mentale sulla neuroetica di Riccardo Carrara

Il blog italiano di NEUROETICA e NEUROSCIENZE
Un grazie a tutti i lettori che nel mese di marzo ci hanno permesso di superare le 5mila visite mensili

NEWSLETTER DI MARZO 2014
Quasi 40 articoli su Neuroscienze e Neuroetica a cura di Alberto e Riccardo Carrara
Buona lettura!

venerdì 4 aprile 2014

Larry Cahill: un breve profilo

Tratto dal sito istituzionale della DANA Foundation, QUI

Differenze sessuali nel cervello umano: "uguale" non significa "lo stesso"

di Alberto e Riccardo Carrara
Gruppo di Ricerca in Neurobioetica

Larry Cahill, Ph.D., professore di Neurobiologia e Comportamento presso il Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università della California (Irvine, USA), è l’autore dello studio intitolato Equal ≠ The Same: Sex Differences in the Human Brain pubblicato su Cerebrum la prestigiosa rivista mensile della DANA Foundation il 1° aprile 2014.

“Uguale” è diverso da “lo stesso”: le differenze sessuali nel cervello umano, è una preziosa sintesi sulle evidenze neuroscientifiche, particolarmente frutto dell’imaging cerebrale, che stanno confermando sempre più le differenze a livello cerebrale tra “cervello maschile” e “cervello femminile”.


giovedì 3 aprile 2014

Il primo atlante completo del connettoma di mammifero!


di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Ricerca in Neurobioetica

Un enorme contributo neuroscientifico è stato pubblicato ieri. L’hanno chiamato Connectivity Dot-o-Gram, il video promozionale prodotto dall’Allen Institute for Brain Science uscito ieri, mercoledì 2 aprile, in contemporanea all’edizione del primo atlante completo relativo al connettoma di mammifero, in particolare, di topo.

Neuroetica per Moheb Costandi

di Riccardo Carrara


Nel libro a cura di Moheb Costandi che riguarda il cervello e che fa parte della serie "50 grandi idee", l'ultimo capitolo (e quindi l'ultima grande idea) è proprio: la neuroetica. 
50 Human Brain Ideas You Really Need to Know, questo il titolo della versione inglese, è stato pubblicato in italiano dalla casa editrice Edizioni Dedalo nel febbraio 2014.

Il libro contiene 50 brevi capitoli, ciascuno dedicato a un'idea influente su come funziona il cervello, è pertanto una breve panoramica sulle moderne neuroscienze a disposizione di un qualunque lettore, anche il meno esperto.

Lo stesso autore, M. Costandi afferma che non ha potuto condensare tutto ciò che si sa attualmente sul cervello e su come funziona, poiché farlo in 200 pagine sarebbe stato impossibile per chiunque, ma ha cercato di riepilogare i concetti fondamentali per l'attuale comprensione di quel grumo elettrochimico meraviglioso che è all'interno di ognuno di noi. 

Non può certo passare inosservato che un intero capitolo, l'ultimo, sia interamente dedicato e intitolato: Neuroethics.

mercoledì 2 aprile 2014

Adam Gazzaley: Neurospace Lab e GazzLab

di Riccardo Carrara

Neuroracer, è un videogioco tridimensionale (a three-dimentional video game) in cui i giocatori guidano una macchina lungo una tortuosa strada collinare tramite il loro pollice, stando attenti ai cartelli che compaiono in modo casuale. Se il cartello ha una particolare forma e colore, i giocatori devono abbatterlo con il dito della mano destra. 

Fin qui, non sembra nulla di eccezionale al confronto con i moderni videogames che fanno impazzire giovani e adulti, se non fosse che Neuroracer è in realtà un videogame concepito come "intervento terapeutico" che potrebbe sostituire la terapia farmacologica non solo per gli anziani, ma per una serie di persone affette da demenza, autismo e ADHD.

L’enigma della coscienza nell’ultimo Neuroethics

di Alberto Carrara, LC
 
È uscito da poco l’ultimo numero della rivista Neuroethics (Volume 7, Issue 1, April 2014) e a prima vista emerge subito una delle tematiche dominanti: quella della “coscienza”, quell’enigma misterioso che da sempre ha affascinato la ricerca e la riflessione dell’essere umano. Dei 10 articoli di quest’ultimo volume, Neuroethics ne dedica, in modo esplicito, ben 2 a questa tematica.

All’interno di questo “forum per gli studi interdisciplinari di neuroetica e le questioni connesse alle scienze della mente”, significativi risultano gli articoli intitolati:

Attitudes of Lay People to Withdrawal of Treatment in Brain Damaged Patients a firma di Jacob GipsonGuy Kahane e Julian Savulescu

Clinicians’ Attitudes toward Patients with Disorders of Consciousness: A Survey degli italiani: Michele Farisco (amico e membro del nostro Gruppo di Neurobioetica, GdN), Enrico AllevaFlavia ChiarottiSimone Macri e Carlo Petrini

martedì 1 aprile 2014

Neuroetica o Neurobioetica? La commissione presidenziale USA di bioetica raccoglie informazioni

di Alberto Carrara, LC

Oggi scade la raccolta informazioni sulla.....Neuroetica!

La Neuroetica, meglio sarebbe denominarla Neurobioetica come noi facciamo, è sotto i riflettori e gli interessi del Presidente degli Stati Uniti e dei suoi collaboratori della Commissione di Bioetica.

Il Centro per le Neuroscienze e la Società (Center for Neuroscience & Society) dell’Università della Pennsylvania (USA) riporta, tra le “ultimissime notizie” in un riquadro a destra del suo portale istituzionale, la notizia relativa alla richiesta, da parte della Commissione Presidenziale (degli Stati Uniti) per lo Studio degli Argomenti relativi alla Bioetica (The Presidential Commission for the Study of Bioethical Issues), di commenti relativi al campo della “neuroetica”.

La mia vita con il Parkinson

di Riccardo Carrara

Dal 28 ottobre 2012 un neuroscienziato sta tenendo un blog molto originale, dove racconta la sua storia inconsueta. Nel primo post intitolato "My mind holds the key" (La mia mente possiede la chiave), possiamo leggere: "Sono un neuroscienziato con il morbo di Parkinson. Sono un professore che lavora in un laboratorio di ricerca in neuroscienze in una istituzione degli Stati Uniti. Non passa giorno che io non pensi al cervello e al suo funzionamento e a cosa succede quando non funziona come dovrebbe. Ora sto per avere un posto in prima fila per vedere come mio corpo, molto lentamente, inizierà a disobbedire alla mia volontà".