sabato 30 aprile 2011

GIOVANNI PAOLO II e gli neuroscienziati


Domenica primo maggio  verrà beatificato il “santo subito”: il grande Giovanni Paolo II. Un Pontefice che ha saputo incarnare in sé, per moltissime persone sparse nei cinque continenti, il filosofo, il teologo, il mistico e l’uomo di Chiesa, oltre che il padre e l’amico.

 Ha scritto di tutto e su tutto. Questo grande pellegrino vestito di bianco amava anche la scienza e, particolarmente, stimava gli scienziati. Numerosi sono i suoi discorsi ai membri della Pontificia Accademia delle Scienze, da lui così anelata, voluta, potenziata. Premi Nobel per la medicina, per la fisica, etc. lo hanno incontrato, ascoltato, hanno discusso con lui. Giovanni Paolo II possedeva quella curiosità tipica del ricercatore scientifico, si lasciava cogliere piacevolmente dal senso di meraviglia dinnanzi alle scoperte sensazionali che hanno caratterizzato la fine e l’inizio del terzo millennio.

venerdì 29 aprile 2011

L’Unione Europea difenderà l’embrione umano? Vincerà la scienza o l'ideologia?

Il 10 marzo 2011 sarà considerato il giorno del “buon senso giudiziario”, particolarmente  necessario nelle sedi burocratiche e legislative dell’Unione Europea. Come mai? Yves Bot, avvocato generale del Tribunale di Giustizia dell’Unione Europea (UE) ha pubblicato una serie di conclusioni in merito alla liceità di patentare cellule staminali embrionali.
Il giurista chiede che si proibisca il rilascio di brevetti e patenti per cellule staminali se per ottenerle si è dovuto manipolare o distruggere, diciamolo pure, ammazzare, un embrione umano. Bot difende, nelle sue argomentazioni razionali, che le cellule totipotenti dell’ovulo fecondato hanno per se stesse la capacità di svilupparsi fino a formare un essere umano completo, pertanto devono essere considerate giuridicamente come embrioni umani.

giovedì 21 aprile 2011

¿Homeopáticos u homeomágicos?

Alberto Carrara, LC

En el mundo que conocemos, el experimento más sencillo nos enseña que diluyendo un colorante nunca se obtiene un color más intenso. Tampoco sucede que al añadir menos azúcar al café se vuelva más dulce y sabroso. ¡Ojalá fuese así! Esto lo saben muy bien, desafortunadamente, todos aquellos diabéticos que llevan una dieta limitada en glucosa y sus derivados.
Este principio tan intuitivo parece caer en el olvido cuando se habla de la panacea esperanzadora del siglo: la homeopatía. Son millones de hombres, mujeres y niños que confían en estas prácticas, y no podemos imaginarnos la cantidad de médicos que utilizan esta homeopatía como filosofía de vida. Existen también todas las farmacias, mejor dicho, para-farmacias, que añadieron el término “homeopáticas” en sus letreros, y numerosos hospitales denominados “homeopáticos”.

The Birth of Neurobioethics

We find ourselves in Spain in the middle of a bull fight.  The audience is applauding the undaunted bullfighter. In comes the famous beast which strikes fear in men’s hearts. It’s an enormous animal that would put any common mortal in a cold sweat.  The show has begun, but something strange happens.  At the sight of the red cape, the “brute” hesitates, then turns around and goes back indifferently to the door from whence it came. A brief silence ensues. The initial laughter of the crowd turns into cries of protest.  What’s going on with the bull?  Did it loose its head?

L'alleanza medico-paziente “umanizza” la sanità

È l’ennesima notizia di cronaca sanitaria quella che viene riportata sabato 9 aprile 2011 sulle pagine dei giornali. La sentenza della Cassazione numero 13476 è chiara: condannati tre medici, tra i quali l’ex primario pioniere della chirurgia microinvasiva, che nel 2001, presso l’Ospedale San Giovanni di Roma, avevano operato una signora di 44 anni, madre di due bambini, malata di cancro in fase terminale.
Su richiesta della paziente i medici avevano proceduto all’intervento chirurgico pur sapendo della sua inefficacia terapeutica e clinica. In effetti la paziente decedette poco dopo. Una domanda, a cui pochi vorrebbero trovarsi a dover rispondere, ha percorso i diversi gradi giudiziari fino a culminare in una sentenza definitiva: ha senso operare una persona in fase terminale pur sapendo che, dal punto di vista medico, non ce la farà?