Cosa ci fa una monaca carmelitana di clausura inginocchiata, con gli occhi chiusi in atteggiamento meditativo, collegata tramite decine di elettrodi ad uno strumento di elettroencefalografia?
Bella domanda, che se alquanto legittima, nasconde una risposta non per nulla semplice.
Nei fatti, numerose monache di clausura e monaci buddisti sono stati reclutati come volontari a partire dagli anni ’90 all’interno di studi sperimentali neuroscientifici sull’esperienza religiosa.









