venerdì 30 dicembre 2011

Differenza uomo-donna? Le neuroscienze la confermano!

Che esistano differenze tra uomo e donna (e per fortuna!), lo sappiamo tutti, almeno credo, per esperienza.

Che tali differenze dipendano (in gran parte anche) dal cervello, forse è meno noto.
Il 29 dicembre 2011 il Corriere della Sera pubblicava un curioso articolo di Chiara Lalli intitolato: Nel cervello delle donne http://lettura.corriere.it/nel-cervello-delle-donne/ 

mercoledì 28 dicembre 2011

Neuroética práctica

Una ética desde el cerebro
Enrique Bonete
Desclée de Brouwer. Bilbao (2011)
192 págs. 13 .

Aceprensa, 9 noviembre 2011- n.º 83/11


Desde la que se suele considerar su presentación pública en el congreso organizado por la Dana Foundation en San Francisco, en el año 2002, el nombre de «neuroética» se ha ido afirmando en los últimos años para designar el estudio de los problemas éticos relacionados con los recientes progresos de la neurociencia. Enrique Bonete explora en su libro esta nueva disciplina, expone sus orígenes y los temas de que se ocupa, y muestra sus relaciones con la bioética, junto con las razones que la han llevado a configurarse como un ámbito de estudio distinto.

giovedì 22 dicembre 2011

Bedside solution for identifying individuals wrongly diagnosed as vegetative state (VS)

news from:
The Brain and Mind Institute, Natural Sciences Centre, The University of Western Ontario, London, Ontario, Canada
Researchers from The University of Western Ontario have discovered a practical and cost-effective method for assessing whether some patients who appear to be vegetative, may actually be conscious, but simply unable to respond. Their findings were described in The Lancet, the world’s leading general medical journal.

lunedì 19 dicembre 2011

Bedside detection of awareness in the vegetative state: a cohort study


Published online November 10, 2011 DOI:10.1016/S0140-6736 (11) 61224-5

Damian Cruse, Srivas Chennu, Camille Chatelle, Tristan A Bekinschtein, Davinia Fernández-Espejo, John D Pickard, Steven Laureys, Adrian M Owen

Summary
Background Patients diagnosed as vegetative have periods of wakefulness, but seem to be unaware of themselves or their environment. Although functional MRI (fMRI) studies have shown that some of these patients are consciously aware, issues of expense and accessibility preclude the use of fMRI assessment in most of these individuals. We aimed to assess bedside detection of awareness with an electroencephalography (EEG) technique in patients in the vegetative state.

sabato 17 dicembre 2011

Is “vegetative state” so vegetative?

Recent findings present “good evidence that at least some patients in the vegetative state are conscious” (The Lancet, 10th November 2011).

Published Online November 10, 2011 DOI:10.1016/S0140- 6736(11)61591-2 http://www.thelancet.com/

The vegetative state (VS) is a disorder that can be defined as wakefulness without conscious awareness of self and environment.


mercoledì 14 dicembre 2011

XXVI SEMINARIO INTERDISCIPLINARE DEL GRUPPO DI NEUROBIOETICA


Ateneo Pontificio Regina Apostolorum
Istituto Scienza e Fede
Cattedra Unesco di Bioetica e Diritti Umani
Gruppo di Neurobioetica


La coscienza, i suoi disturbi e la recente legge sul biotestamento

Consciousness, its Diseases and the New Italian End of Life Policies

XXVIº Seminario del Gruppo di Neurobioetica

Roma, venerdì 16 dicembre 2011
 ore 16:30-19:00

Ateneo Pontificio Regina Apostolorum
AULA TESI

Presentazione

venerdì 9 dicembre 2011

SEMINARIO: Rapporto mente-cervello nell’unità della persona umana - III

2.     L’attuale problematicità di un tema che è l’uomo stesso

Nel corso dell’ultima decade si è assistito ad un sempre maggiore interesse nei confronti dei progressi delle neuroscienze cognitive, un’intereresse non nuovo, ma sicuramente rinnovato, anche grazie alla possibilità, offerta dalle moderne e sempre più raffinate tecniche di neuro-immagine, o più comunemente neuroimmaging, di visualizzare i processi cerebrali attivi durante le funzioni più complesse dell’essere umano, dall’esperienza delle emozioni all’apprendimento[1]. Tuttora tali sviluppi richiedono notevoli approfondimenti interdisciplinari.