lunedì 20 febbraio 2012

ARRIVEDERCI PROF. DULBECCO!

È morto nella notte a La Jolla (California) Renato Dulbecco, premio Nobel per la medicina nel 1975, aveva 98 anni.
Calabrese di nascita, nato a Catanzaro nel 1914, si era laureato all'università di Torino in medicina, ma aveva proseguito le sue ricerche negli Stati Uniti sin dal 1947.
Le sue ricerche, compiute tra gli anni cinquanta e gli anni settanta, presso il laboratorio dell’Università di Bloomington, nell’Indiana, il prestigioso California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena, l’Istituto di virologia di Glasgow e infine il Salk Insitute di La Jolla in California, lo portarono alla scoperta del meccanismo d’azione dei virus tumorali nelle cellule animali; scoperta per la quale è stato insignito del Premio Nobel per la medicina nel 1975, insieme a David Baltimore e Howard Temin (“per le loro scoperte sull'interazione tra virus tumorali e materiale genetico nelle cellule”).
La personalità del grande scienziato, mai pago di conoscenza, lo portò ad immergere se stesso in un nuovo colosso della scienza moderna: il Progetto Genoma, con l’obiettivo di identificare tutti i geni delle cellule umane e il loro ruolo, in modo da comprendere e combattere concretamente lo sviluppo del cancro.
La tecnica adottata fin dagli esordi fu vincente: si trattava degli anticorpi monoclonali, ovvero anticorpi prodotti in laboratorio, fondendo una cellula tumorale con una plasmacellula attivata e diretti contro un unico antigene. La cellula così ottenuta (ibridoma) si moltiplica rapidamente e permette di produrre una notevole quantità dell’anticorpo specifico, che a sua volta si lega soltanto ad un tipo cellulare. Le ricerche iniziali furono condotte sulla ghiandola mammaria dei ratti e rivelarono la correlazione tra insorgenza di un tumore ed alterazione dell’espressione genica.
Conoscere tutti i geni dell’uomo era l’anello mancante di questa catena vitale, e l’unico modo per smuovere la titubante comunità scientifica fu quello di lanciare il progetto mediante una delle riviste scientifiche più autorevoli: Science. Nell’arco di pochi mesi, furono attuate numerose iniziative, la scintilla del nuovo “ordigno” della scienza era stata innescata.
ARRIVEDERCI CARO RENATO!

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