venerdì 3 febbraio 2012

I VERI NEMICI DELLA RICERCA SCIENTIFICA

Sarà certamente un successo! È appena uscito il nuovo libro “rosso” di Sergio e Beda Romano, intitolato niente meno che: La Chiesa contro, edito da Longanesi ed uscito pochi giorni fa. 250 pagine articolate secondo quest’indice generale e tematico:


Premessa - Prima parte. Le trincee della Chiesa - La nascita dello Stato costituzionale - Il Belgio: l'alleanza fra cattolici e liberali - La Svizzera e la guerra del Sonderbund - Il giurisdizionalismo austriaco - Come la Chiesa perdette l'Italia - Bismarck e il Kulturkampf - La Chiesa dopo Pio IX e l'elezione di Pio X - La Francia e il caso Dreyfus - Dopo Pio X - La Chiesa ridiventa Stato - La pace con la Francia - La Chiesa e la Germania da Weimar a Hitler - Il paganesimo nazista - La Chiesa e la Spagna - Il papato di Pio XII - I rapporti con gli Stati Uniti - L'apprendistato di Angelo Roncalli - Giovanni XXIII e la Ostpolitik - La Ostpolitik del papa polacco - Il Concilio - Il papa tedesco - La Chiesa e il Sessantotto - La rivoluzione sessuale e la Chiesa - I preti pedofili - Il confronto con gli Stati Uniti - La Chiesa e l'Italia - Qualche conclusione - Seconda parte. I nuovi costumi sessuali e la rivoluzione bioetica – Copenhagen. La procreazione assistita – Amsterdam. Il matrimonio gay - Monaco di Baviera. Gli uomini e le donne di Chiesa – Parigi. Lo Stato laico alla prova della modernità – Madrid. I trapianti – Londra. La ricerca sulle cellule staminali e la clonazione – Zurigo. L'eutanasia – Roma. Scienza e Chiesa – Ringraziamenti – Bibliografia - Indice dei nomi

Interessanti tematiche! Non c’è ombra di dubbio, specie perchè ampio spazio è stato dedicato alla bioetica. Anzi, tematiche scelte a pennello. Complimenti agli autori! C’è però un grande “MA” e “PERÒ”.

In questa sede, da scienziato e filosofo, vorrei soltanto accennare ad alcuni aspetti in materia di bioetica, dato che questo è il mio ambito di specializzazione, mentre per le tematiche di carattere storico, lascio la parola agli esperti.
Mi permetto riprendere alcune parole e considerazioni di Lucetta Scaraffia[1] (Osservatore Romano, 24 gennaio 2012) e di Assuntina Morresi[2] (Avvenire, 2 febbraio 2012).

Quando si parla di questioni bioetiche, si sa, gli animi si scaldano. I dilemmi della vita e della morte spaccano Parlamenti e opinioni pubbliche, segnano la storia di un Paese: il massimo rigore nel riportare i fatti è, dunque, d’obbligo. Vediamo allora se i due Romano hanno mantenuto il rigore scientifico.

Lascia, infatti,  molto perplessi l’approssimazione di tanti passaggi di questo nuovo libro.

Perchè questa perplessità?

Da scienziato non posso che sorridere ai grossolani errori presenti, per  esempio l’accusa alla Chiesa di contraddirsi, a proposito dell’aborto, quando ostacola «l’uso dei contraccettivi, come nel caso della pillola Ru64»: passi pure l’errore sulla sigla, che potrebbe essere un refuso. Meno perdonabile è invece definire la pillola abortiva Ru486 come un contraccettivo.

Più grave, invece, la parte sul Comitato nazionale per la bioetica italiano (Cnb). Vengono dedicate pagine a illustrare l’attività del Comitato etico francese, con dichiarazioni del segretario generale Mouneyrat, «un’elegante signora parigina» che illustra nel dettaglio il funzionamento dell’ organismo, sottolineando ne con forza l’indipendenza e l’autonomia. «I nostri membri non ricevono alcuna indicazione prima di una decisione e non devono rendere conto a nessuno dopo la pubblicazione di un parere. Le sessioni di lavoro sono private. La libertà di parola è assoluta. Ciascuno è presente a titolo personale. Ciascun membro accetta l’incarico a titolo gratuito…» sono alcune delle orgogliose asserzioni. Per il nostro Cnb poche righe, dove fra l’altro si legge che «non ha neppure un proprio sito Internet» e che «la maggioranza dei componenti è allineata sulle posizioni bioetiche della Chiesa cattolica». La Mouneyrat precisa poi, elegantemente, che il Cnb «è molto poco presente nel dibattito europeo, quasi non fosse interessato a confrontarsi con i suoi vicini».

Insomma, classico: “è sempre migliore il giardino del vicino”!

Volati in Francia per intervistare la signora, gli autori non si sono neppure presi la briga di cercare il sito del Cnb con Google. Peccato. Lo avrebbero trovato, naturalmente, in versione bilingue (italiana e inglese) e con la descrizione dell’attività istituzionale effettuata nell’ultimo mandato, compresa quella internazionale, molto corposa. Se poi Sergio e Beda Romano avessero banalmente telefonato a qualche membro della segreteria o addirittura a uno qualsiasi dei componenti del Cnb, avrebbero scoperto che il funzionamento dei due comitati è molto simile. Stessa libertà di parola, stessa indipendenza dei lavori. Con la differenza che in quello francese l’incarico gratuito «limita la selezione dei membri, che di conseguenza sono per la maggior parte pensionati o funzionari», mentre in quello italiano l’incarico gratuito è accettato soprattutto da esperti e professori universitari in ruolo. E magari avrebbero scoperto pure che l’attuale Cnb è stato confermato dal governo Berlusconi, mantenendo l’identica composizione di quello precedente, nominato dal governo Prodi. Una decisione tutt’altro che scontata, a dimostrazione dell’indipendenza del Cnb, e un esempio della capacità, per una volta, della politica di riconoscere l’autonomia e la serietà del lavoro svolto dal Comitato.

E se i due autori avessero persino letto qualche documento, si sarebbero accorti delle parzialità e delle omissioni in tante altre interviste raccolte nel loro libro, che finiscono per rendere confuse le informazioni scientifiche contenute (per esempio la parte che riguarda le cellule staminali).

Allora mi torna alla memoria la recensione che feci sulla Rivista Studia Bioethica, tempo fa, ad un altro simpatico libro, quello di Armando Massarenti, Staminalia. Le cellule «etiche» e i nemici della scienza[3].

Quante somiglianze! Le copertine sono poi così significative, dal colore alle immagini.
Insomma: da firme “prestigiose” ci saremmo aspettati più correttezza.

Errori grossolani, insieme a incredibili omissioni, fanno pensare più che altro a pregiudizi consolidati nei due autori, che non si sono neppure dati la pena di verificare davvero quello che già pensavano, prima di mettere nero su bianco.

Insomma, sarebbe stato più corretto, intitolare il libro Contro la Chiesa, l’autentico e scientifico argomento che emerge.

Certamente la ricerca scientifica seria non si costruisce con pubblicazioni del genere che offendono e indignano.

Ma la verità sempre emerge, basta non fare come lo struzzo e mettere la testa sotto la sabbia di pregiudizi e slogan facili a dirsi, ma così impossibili da dimostrare scientificamente alla prova dei fatti.

3 commenti:

  1. Ottime informazioni Alberto, occorre vigilare sempre, la corazzata laicista e anticattolica, è sempre più agguerrita e sempre più ampia. Sergio Romano che leggo di frequente sul corriere è un sottile e strisciante laicista, che non perde occasione per delegittimare il pensiero Cattolico.Buon lavoro prosegui in questo importante lavoro.

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  2. I veri nemici della ricerca scientifica sono tutti coloro che scelgono di basare le proprie scelte su pregiudizi. Quanto tempo occorrera' prima che il pregiudizio "religione = anti-scienza" venga riconosciuto come falso?

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  3. Ho deciso di modificare leggermete l'inizio di questo post perchè non mi sembrava degno di scientificità. Chiedo scusa se mi sono lasciato coinvolgere più dalla passione che dal raziocinio pacato. Il vecchio post iniziava così: “IGNORANTI COME DELLE CAPRE!”, così risponderebbe l’amico Vittorio Sgarbi, almeno a mio avviso, al leggere il nuovo “rosso” libro di Sergio e Beda Romano... ho ritenuto il caso di modificarlo per non cadere in quello stile "apologetico" da esaltati che purtroppo oggigiorno si trova in giro che che credo danneggi il dialogo. Grazie a tutti.

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