giovedì 2 febbraio 2012

PILLOLA DELLA MORALITÀ CANCELLA LA LIBERTÀ?


Continuo la riflessione sulla tematica della neurolibertà pubblicando l’abstract dell’articolo apparso sulla rivista Science il mese scorso e che ha dato piede per le affermazioni di Peter Singer su un’ipotetica “pillola dell’empatia” capace di controllare la nostra moralità.

Davvero questi risultati minacciano l’esistenza del nostro libero arbitrio?

La conclusione che la libertà umana sia una mera illusione frutto del processo evolutivo del nostro sofisticato organo cerebrale è giustificata scientificamente in modo solido e inequivocabile?
Personalmente credo di NO! Ma continuerò a provarlo attenendomi ai FATTI SCIENTIFICI!   

Empathy and Pro-Social Behavior in Rats

Science 9 December 2011:
Vol. 334 no. 6061 pp. 1427-1430 DOI: 10.1126/science.1210789
  1. Inbal Ben-Ami Bartal1,
  2. Jean Decety1,2,4,
  3. Peggy Mason3,4
+ Author Affiliations
1.      1Department of Psychology, University of Chicago, Chicago, IL, USA.
2.      2Department of Psychiatry and Behavioral Neuroscience, University of Chicago, Chicago, IL, USA.
3.      3Department of Neurobiology, University of Chicago, Chicago, IL, USA.
4.      4Committee on Neurobiology, University of Chicago, Chicago, IL, USA.

Abstract

Whereas human pro-social behavior is often driven by empathic concern for another, it is unclear whether nonprimate mammals experience a similar motivational state. To test for empathically motivated pro-social behavior in rodents, we placed a free rat in an arena with a cagemate trapped in a restrainer. After several sessions, the free rat learned to intentionally and quickly open the restrainer and free the cagemate. Rats did not open empty or object-containing restrainers. They freed cagemates even when social contact was prevented. When liberating a cagemate was pitted against chocolate contained within a second restrainer, rats opened both restrainers and typically shared the chocolate. Thus, rats behave pro-socially in response to a conspecific’s distress, providing strong evidence for biological roots of empathically motivated helping behavior.


Alcune riflessioni:  

·        Nell’abstract si parla di “free rat”, mi chiedo se possa esistere un topolino “libero” dopo tanti sforzi di illustri neuroscienziati che affermano che neppure l’uomo possiede tale capacità. Ovviamente bisogna intendere il termine “free” nell’accezione di “libertà da costrizione” esterna.

·        L’abstract parla di “strong evidence”, cioè di evidenze significative, su esperimenti condotti su ratti. Questo significa che siamo dinnanzi a studi preliminari, non a prove inequivoche. Siamo ancora nel campo delle ipotesi di lavoro che si stanno verificando. Come si può da ciò inferire che il libero arbitrio sarebbe qualcosa di inesistente?


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