lunedì 19 marzo 2012

Esiste davvero il “cervello gay”? (I)

Con questo post inizio una serie di brevi articoli affrontando ogni lunedì (fino ad esaurimento della materia a disposizione) la tematica dell’omosessualità dal punto di vista prettamente scientifico ed antropologico.
Mi concentrerò in modo particolare sui dati neuroscientifici e genetici mirando ad una valutazione equilibrata di un tema così delicato.


Esiste davvero il “cervello gay”?

- fattori biologici e cerebrali nell’omosessualità -


Alberto Carrara


La giornalista Ann Landers, anni fa, lo assicurava e milioni di persone ci hanno creduto e continuano ad aver fede nelle certezza che: “si nasce gay” [1].  

Ci chiediamo allora: vi sono dati empirici che la scienza possa fornire per dimostrare in modo apodittico tale affermazione? In sintesi: omosessuale si nasce o si diventa?

Questo studio riassuntivo vuole confrontare nel modo più obiettivo possibile i dati che la neuroscienza e la genetica forniscono sul questa tematica. Mi concentrerò prevalentemente sulla prima parte dell’ultima domanda: “omosessuale si nasce?”.

Prima di trattare l’enigma se l’omosessualità sia una condizione determinata da fattori biologici, cioè, se sia una situazione compatibile con ciò che si suol denominare “normale” all’interno della stessa natura umana, bisogna premettere alcune distinzioni e chiarimenti utili.

Bisogna precisare che: una cosa è “sentire” una tendenza, altra cosa è “acconsentire” e assecondare tale tendenza mediante atti umani deliberati. Tutti gli studi scientifici condotti in materia di omosessualità per provare se tale condizione fosse determinata da fattori biologici e neurologici, hanno coinvolto persone che si definiscono “gay”, cioè individui che oltre a percepire una tendenza sessuale verso persone dello stesso sesso biologico, praticano atti omossessuali.

In questo studio verrà presa in considerazione la tesi secondo la quale l’omosessualità praticata risulterebbe qualcosa di “normale e naturale” dato che corrisponderebbe a specifici fattori genetici e a particolari conformazioni della struttura del sistema nervoso, in particolare, del cervello. I dati empirici che verranno presentati, serviranno per verificare la veridicità di questo nuovo ambito del determinismo neuroscientifico che comprende la sfera dell’orientamento della sessualità umana.



[1] Cf. J. Reisman, Kinsey and the homosexual revolution, «Journal of Human Sexuality» 21, 1996, pp. 24-31.

1 commento:

  1. +-Aunque existen muchas referencias bibliográficas que hoy nafirman que existen evidencias genéticas para la tendencia, no el "acting out", sobre todo basadas en los estudios genmelares y otros, a mí me parece desde la lógica, que así como en diversas culturas se aprende la libido hacia diferentes patrones culturales, más el aporte individual de la personalidad, sin duda alguna la homosexualidad no tendría que ser diferente. Pero aún si se llegara a demostrar no un "gen gay" sino una serie de combinaciones genéticas (ya que la conducta es demasiado compleja), se requeriría el medio ambiente adecuado para su desarrollo.

    Martha tarasco Universidad Anáhuac México

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