lunedì 5 marzo 2012

SEMINARIO: Rapporto mente-cervello nell’unità della persona umana - V

Dopo aver considerato in modo introduttivo l’argomento nei 4 post precedenti: 1° novembre 2011, 3 novembre 2011 , 9 dicembre 2011 e 13 febbraio 2012, entriamo nel vivo degli autori, medici, filosofi e pensatori che hanno sviluppato sin dall’antichità la problematica del rapporto mente-cervello. Il primo pensatore da considerare è Alcmeone di Crotone.

ALCMEONE DI CROTONE
Considerato il “padre” fondatore della medicina antica e del metodo scientifico, Alcmeone, filosofo e naturalista greco, nacque intorno all'anno 560 a.C. a Crotone, in Calabria (sud Italia). Fu il primo a sezionare i corpi umani e animali per studiarne l'anatomia e sopratutto per cercare di capire quali fossero le cause delle malattie (autopsie). Non ci è dato sapere dove studiò. La sua arte medica si sviluppa da subito, tanto che all'arrivo di Pitagora a Crotone la fama di Alcmeone è già diffusa in tutta la regione.
Celebre è la sua dottrina sull’origine delle malattie, strettamente legata alla dottrina pitagorica. Per elaborare la sua teoria, egli studiò accuratamente il corpo umano e lo interpretò in analogia con il funzionamento della politica: per lui infatti malattia e salute corrispondevano a due precise situazioni politiche. La salute corrispondeva alla democrazia (più in particolare Alcmeone parla di "isonomia", uguaglianza di leggi), mentre la malattia alla monarchia. Come nel corpo si ha la salute quando c'è un equilibrio tra gli organi, così nella politica c'è la democrazia quando tutte le parti sono in equilibrio e tutte possono dire la loro. Invece, così come nel corpo umano c'è una malattia quando un organo prevale sugli altri impedendo loro di agire, così nella politica si ha la monarchia quando prevale un individuo sugli altri e viene a rompere l'equilibrio. Sono idee antitetiche non solo rispetto ai Pitagorici, ma anche a Platone stesso.
Bisogna notare che a quei tempi la medicina era una realtà ben differente dalla chirurgia: queste due attività erano addirittura tra loro in contrasto, basti pensare che nel giuramento dei medici di Ippocrate bisognava giurare di non far uso della chirurgia.
La fama di Alcmeone e dei suoi seguaci raggiunse presto le sponde di tutto il Mediterraneo, tanto che in altre isole della Grecia nascevano scuole mediche che s'ispiravano a quella del crotoniate che già cinquecento anni prima di Cristo diceva: “Ciò che mantiene la salute è l'equilibrio delle forze contrapposte: umido e secco, freddo e caldo, dolce e amaro e via dicendo, il predominio di una di esse genera malattie, la salute è mescolanza proporzionata delle qualità”.
Alcmeone scoprì nel cervello il centro motore delle attività umane: il medico crotoniate andava infatti dicendo che l'uomo sente tramite l'orecchio, ma capisce tramite il cervello, che gli animali sentono ma non capiscono perché non sono dotati del cervello umano.
Studiò attentamente i nervi e il sistema nervoso, intuendo anche le loro funzioni motorie. Affermò per primo che nel grembo materno si forma la testa come prima parte di un feto.
Alcmeone fece accurati esperimenti su animali e scoprì i nervi che collegavano il cervello ad altri organi vitali (per esempio agli occhi) e ipotizzò che esso svolgesse la funzione di coordinamento delle mansioni sensitive. Così Alcmeone fu il primo a dire che il cervello fosse l'organo più importante.
Alcmeone scrisse un trattato intitolato Intorno alla natura. Il testo purtroppo non ci è pervenuto, ma numerose sono le citazioni e i riferimenti in testi scritti da diversi autori greci, primo fra tutti Aristotele che lo cita spesso nella sua Metafisica. Proprio Aristotele, discorrendo nel suo libro, ci descrive il metodo scientifico del grande medico crotoniate, che se con Pitagora aveva in comune lo spirito d'osservazione e il rigore scientifico delle ricerche, per il resto si distaccava parecchio dalla filosofia di Pitagora, in quanto Alcmeone riteneva che l'uomo potesse al massimo fornire congetture e che la verità assoluta fosse cosa degli Dei.
Alcmeone non era un pitagorico, ma uno scienziato puro che riconosceva l'inscindibilità del corpo e dell'anima, l'uno complementare dell'altra. L’uomo ha una posizione intermedia rispetto agli dei.
La conoscenza umana sta tutta nello sfruttare gli indizi per tentare di comprendere ciò che non è immediatamente carpibile con i sensi. Alcmeone dice che gli uomini sono un gradino al di sotto degli dei, ma che essi sono comunque un gradino al di sopra degli animali (da qui il fatto che l'uomo si trovi in una posizione intermedia, tema che sarà centrale nel Rinascimento neoplatonico). Sia gli uomini, sia gli animali conoscono ciò che appare loro, ma gli uomini riescono a comprendere, a connettere i dati sensibili in ragionamenti: vi è proprio l'idea dello xuniemi, del comprendere visto come "prendere assieme": i singoli organi devono raccogliere e connettere gli indizi. Gli uomini organizzando il loro pensiero possono raggiungere le realtà più profonde.

1 commento:

  1. Molto interesante ed utile
    Prof Martha Tarasco
    Facoltá di Bioética
    Universitá Anáhuac
    Messico

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