venerdì 13 aprile 2012

Quanti amici hai? Te lo dice il cevello



articolo di: Prof. Alberto Carrara, Docente Facoltà di Bioetica – Ateneo Pontificio Regina Apostolorum














Sembra che le dimensioni del nostro cervello indichino il nostro grado di socialità

Il celebre filosofo Baltasar Gracián sosteneva: “Ciascuno mostra quello che è dagli amici che ha”. Oggi invece, alla luce degli ultimi risultati sugli studi morfologici sul nostro cervello dovremmo meglio dire: “Ciascuno mostra quello che è dal cervello che ha”, o ancora, “dimmi quanto grande è il tuo cervello e ti dirò quanti amici hai”!

Sí, che il cervello sia al centro dell’opinione pubblica lo testimonia il simpatico e recente studio scientifico che cerca di dimostrare che il numero di amici che abbiamo dipende, in ultima analisi, da come è fatto il nostro cervello.

Sul portale State in Mind, Il giornale della scienze psicologiche (http://www.stateofmind.it/author/lindaconfalonieri/), la dottoressa Linda Confalonieri, psicologa cognitiva comportamentale, così titola lo studio realizzato da Robin Dunbar dell’Università di Oxford: Quanti amici hai? Te lo dice la Risonanza Magnetica Strutturale.

Lo studio, che ha visto la sinergia tra la prestigiosa Università britannica e i ricercatori della Liverpool University, della Manchester University e della Edinburgh University, cerca di evidenziare una correlazione tra la corteccia prefrontale (ormai citata in numerose sedi: dal neuro-diritto alla neuro-libertà) e il numero di amici che abbiamo, cioè la nostra capacità relazionale e di socializzazione.

La risposta sembra essere una via di mezzo tra la dimensione della corteccia prefrontale orbitale e la nostra capacità di mentalizzare e dimostrerebbe un’associazione tra la dimensione della corteccia prefrontale e il numero di amici: la corteccia prefrontale sarebbe di dimensioni significativamente maggiori in coloro che hanno molte amicizie.

Questa ricerca è stata pubblicata sul numero di febbraio 2012 diella rivista Proceedings of the Royal Society ed ha coinvolto 40 soggetti. La tecnica impiegata è la risonanza magnetica strutturale. [J. Powell, P. A. Lewis, N. Roberts, M. Garcia-Finana, R. I. M. Dunbar, Orbital prefrontal cortex volume predicts social network size: an imaging study of individual differences in humans, «Proceedings of the Royal Society », 2012; DOI: 10.1098/rspb.2011.2574 ]

Sulla scia della cosiddetta “social brain hypothesis” o teoria sociale del cervello, ripresa dal grande neuroscienziato Michael S. Gazzaniga nel suo libro The Ethical Brain e le sue lezioni intitolate The Social Brain,  questa ricerca  costituisce un tentativo di risposta alla domanda evolutiva sul perchè i primati, uomo compreso, possiedano cervelli di grandi dimensioni rispetto alle proporzioni corporee.

Questo studio ipotizza che le dimensioni dei gruppi sociali, cioè delle amicizie, sia direttamente proporzionale al volume della neo-corteccia. I ricercatori hanno applicato una strategia complessa per verificare tale ipotesi di lavoro: si tratta del metodo stereologico Cavalieri associato alla risonanza magnetica per determinare con precisione il volume della corteccia prefrontale (PFC, pre-frontal cortex) in modo da includere nella valutazione anche le regioni dorsali e orbitali. 

Il gruppo di Robin Dunbar ha rilevato una significativa associazione lineare tra il volume della regione orbitale della PFC (non quella dorsale) e le dimensioni della rete sociale dei 40 soggetti sani considerati nello studio.

Sulla scia di altri lavori di Robin Dunbar, questo studio rappresenta un ulteriore contributo per riflettere sui meccanismi evolutivi del sistema nervoso della nostra specie. Inoltre, queste evidenze sono a favore della teoria del “cervello sociale”, evidenziando anche che la relazione tra dimensioni della PFC e dei rapporti sociali è mediata dalle abilità cognitive e sociali dell’individuo.

Esperimenti del genere e loro interpretazioni, facenti parte dell’emergente disciplina denominata “neuroetica”, saranno oggetto di studio e riflessione quest’estate durante un corso internazionale di alto perfezionamento, organizzato dalla Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, dal tema: “Neurobioetica: la persona al centro delle neuroscienze, etica, diritto e società”.

Il corso si terrà dal 2 al13 luglio 2012. La finalità sarà quella di offrire a professionisti e studiosi provenienti da vari ambiti una metodologia di  approccio pluri- e interdisciplinare alle questioni etiche delle Neuroscienze e alle Neuroscienze dell’etica. Favorendo il confronto e il dibattito interno sugli argomenti di maggior rilievo, avvalendosi di un’analisi approfondita e critica dei dati neuroscientifici. Tale metodologia sarà integrata con l’apporto dei fondamenti filosofici e antropologici, secondo una visione personalista. In ultimo, il corso permetterà forme di “integrazione” dei saperi e delle loro applicazioni, essendo ciascuna Persona “una unità e una totalità di dimensioni biologiche, psicologiche, sociali spirituali”, anche quando fragile, malata o prossima alla morte naturale.

Se si è interessati a partecipare o ad avere maggiori delucidazioni in  merito potete consultare il sito www.uprait.org  o contattare il Dr. Emmanuele Di Leo via email edileo@upra.org  o al numero telefonico+39 06 66 54 39 31.

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