giovedì 31 maggio 2012

BIOTECNOLOGIE MEDICHE E SFIDE BIOETICHE CONTEMPORANEE (II)

Roma, 29 maggio 2012, 17:10 - 18:40.

Master in Scienza e Fede - Ateneo Pontificio Regina Apostolorum - CONFERENZA TEMATICA all’interno del Modulo 8: Biotecnologie e questioni bioetiche dal titolo:

Biotecnologie mediche e sfide bioetiche contemporanee
Dott. Alberto Carrara (APRA, Roma)

Abstract
Il XX secolo, definito da numerosi studiosi “il secolo biotecnologico” [1], lasciando spazio al XXI ha sancito la diffusione globale delle tecnologie connesse con l’ingegneria genetica.

La scoperta e caratterizzazione della doppia elica del DNA, avvenuta nel 1953, ha confermato dal punto di vista molecolare i meccanismi dell’ereditarietà dei caratteri postulati dal fondatore della genetica Gregor Mendel. Ma fu soltanto grazie  all’isolamento e alla caratterizzazione di importanti enzimi, tra cui la DNA polimerasi I (1956), la trascrittasi inversa (1969), la DNA ligasi e il primo enzima di restrizione Eco RI (1970), che potè iniziare quell’epoca di manipolazione del materiale genetico, universalmente diffuso tra i viventi, che prese il nome di ingegneria genetica o tecnologia del DNA ricombinante (rDNA).

La possibilità di produrre in vitro molecole chimera di DNA, verificata già nel 1973, ha prodotto una “rivoluzione” senza paragoni nel contesto scientifico e medico. Le tecnologie del DNA ricombinante iniziarono ad avere una rapida e potente evoluzione sin dai primi anni ’70.

Se da un lato, proliferano oggigiorno le notizie sensazionistiche connesse con le biotecnologie: “cibi Frankestein”, premi Nobel per la letteratura raffiguranti improbabili ibridi uomo-maiale, clonazione umana, film a sfondo bio-terroristico, etc., l’altra faccia della medaglia, la più silente e reale, la meno nota, è quella dei grandi benefici che le biotecnologie mediche hanno e stanno apportando al  benessere e allo sviluppo umano.

Basti citare alcuni esempi forse poco noti, ma globalmente diffusi: l’insulina che le migliaia di diabetici si somministrano ogni giorno è un’insulina umana ricombinante, frutto delle biotecnologie mediche, commercializzata dal 1982 sino ad oggi; l’attivatore tissutale del plasminogeno, farmaco importantissimo nei casi di emergenze cardiovascolari è una proteina ottenuta ingegnerizzando, con il gene umano corrispondente, batteri in coltura.

Nel dibattito contemporaneo sulle biotecnologie il rischio che si può correre è quello di fornire giudizi frammentari ed emotivi, poggiati talora su notizie incomplete e non ben comprese, oppure si può cadere nella assuefazione agli annunci sensazionalistici, senza aver provato a farsi un’idea precisa della portata umana e culturale di ciò che sta accadendo dentro e fuori di noi.

Come ogni altra risorsa proveniente dalla scienza e dell’ingegno umano, le biotecnologie non devono essere demonizzate, ma impiegate per il bene comune di tutti gli uomini.

È a questo scopo che voglio cercare di avviare una riflessione documentata, pacata e obbiettiva e offrirla come doveroso contributo per l’informazione soprattutto ai non addetti ai lavori, al fine di far progredire la presa di coscienza attorno agli eventi scientifici e biotecnologici che contrassegnano il nostro tempo.


Schema conferenza:
1.      Introduzione
2.      Breve storia: “il Secolo Biotech” tra “antiche” e “nuove” Biotecnologie
3.      Green fluorescent pigs: un “frutto” dell’ingegneria genetica
4.      La tecnologia del DNA ricombinante (rDNA)
5.      Le biotecnologie: principi ed applicazioni della tecnologia del DNA ricombinante (rDNA)
6.      Aspetti antropologici ed etici delle Biotecnologie mediche
7.      Conclusioni


[1] J. Rifkin, Il secolo Biotech. Il commercio genetico e l’inizio di una nuova era, Baldini e Castoldi, Milano 1998.

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