mercoledì 16 maggio 2012

NEUROBIOLOGIA DELLA MORALE (I) - libro

La settimana scorsa ho partecipato al IV Convegno Scientifico di Neuroetica presso l’Università degli Studi di Padova.
In quell’occasione, giovedì 10 maggio 2012, il professor Boniolo Giovanni (Università di Milano e Ifom), nel suo intervento intitolato: Tre considerazioni su scienza e morale naturalizzata, ha presentato un libro avvincente.

Si tratta dell’ultima opera della filosofa californiana Patricia S. Churchland, intitolato emblematicamente: Neurobiologia della morale (Raffaello Cortina Editore, Milano 2012).
Come al solito, è sempre utile rifarsi agli originali per cogliere le sfumature e quei dettagli che anche i migliori traduttori a volte, doverosamente, non riescono ad esprimere. Il titolo dell’opera, uscita nel 2011 dalla Princeton University Press, è il seguente: Braintrust. What Neuroscience Tells Us about Morality.
Il libro si compone di 237 pagine di testo, articolato in 8 capitoli suddivisi nel seguente ordine:
Ringraziamenti – Introduzione – Valori che hanno sede nel cervello – Cura di sé e cura degli altri – Cooperare e fidarsi – Fare rete: geni, cervelli e comportamento – Abilità per una vita sociale – Non come una regola – Religione e moralità.
Notevole la bibliografia che si articola in ben 28 pagine.
La tesi fondamentale del libro è che la morale, l’etica, abbia origine nella neurobiologia e particolarmante nella neurobiologia dell’attaccamento. Il legame moralità-neuroendocrinologia è per l’autrice un baluardo di notevole interesse.

Ne consiglio la lettura a tutti coloro che vogliano ampliare i loro orizzonti ed integrare in modo critico le loro conoscenze filosofiche, scientifiche e teologiche in una cornice più vasta dell’agire umano, sempre così complesso e articolato.
Nei prossimi post prenderò in considerazione le diverse parti del libro.

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