sabato 9 giugno 2012

THE BEAUTIFUL BRAIN!

14 giugno 2012. Convegno: THE BEAUTIFUL BRAIN.
L’ATENA onlus, Associazione Terapie Neurochirurgiche Avanzate, organizza per giovedì 14 giugno alle ore 17:30 un interessantissimo Convegno dal titolo: “The Beautiful Brain” – Scienza ed Arte. Il ruolo del cervello e della mente nell’interpretazione del bello.





L’evento si svolgerà a Roma presso il Campidoglio, nella sala della Protomoteca.
Per confermare la partecipazione: atenaonlus@rm.unicatt.it o 06-45442785.
 

Notizie sull’Associazione.
L'Atena Onlus si adopera per favorire ricerche che permettano di arrivare alla cura di alcune gravi malattie neurologiche per le quali oggi le terapie sono limitate. Noi crediamo fortemente in questo progetto, ma per realizzare i nostri obiettivi abbiamo anche bisogno di coinvolgere persone che ci stimano e hanno fiducia nel nostro impegno. In questi anni le donazioni da parte dei sostenitori si sono rivelate determinanti per la realizzazione di numerosi progetti scientifici e lo saranno anche in futuro.
Il fondatore e presidente è il neurochirurgo Giulio Maira 68 anni, direttore della Neurochirurgia del Policlinico Gemelli e dirigente medico responsabile della Struttura complessa neurochirurgica (Uoc).

Di seguito la presentazione dell’evento.

Il segreto del Dio di Michelangelo
di Maurizio Tortorella
Il primo fu Frank Lynn Meshberger, neurologo del St. John's Medical Center di Anderson, nell’Indiana. Nel 1990, sul Journal of american medical association, descrisse minuziosamente alcune sorprendenti corrispondenze tra l'anatomia del cervello umano e il Dio dipinto da Michelangelo sulla volta della Cappella Sistina. Le immagini, in effetti, sono quasi perfettamente sovrapponibili. 
Basta osservare due fotografie. Il contorno della volta s’inscrive alla perfezione nei confini tipici di un cervello; l'arco del braccio sinistro di Dio delinea quello che un qualunque neurologo indicherebbe come il «giro del cingolo»; il panneggiamento verde alla base della nuvola divina descrive il corso dell'arteria vertebrale; la schiena dell'angelo che sorregge Dio corrisponde al ponte di Varolio, mentre le sue gambe si prolungano a costituire il midollo spinale. Perfino il dettaglio della struttura dell'ipofisi, con i suoi tipici due lobi, è riprodotto fedelmente nel piede apparentemente bifido di un angelo; mentre la coscia dello stesso angelo ha il posto del chiasma ottico.
In quel lavoro, intitolato Un’interpretazione della Creazione di Adamo di Michelangelo basata su studi di neuroanatomia, Meshberger ipotizzò che Michelangelo avesse voluto indicare che ciò che Dio ha voluto trasmettere all’uomo è la razionalità e capacità cognitiva, il più straordinario dono fatto all’umanità. 
È possibile? Giulio Maira, 68 anni, direttore della Neurochirurgia del Policlinico Gemelli e dirigente medico responsabile della Struttura complessa neurochirurgica (Uoc), pensa di sì: “Giorgio Vasari e Andrea Condivi, biografi di Michelangelo, dicono che l’artista ebbe un intenso interesse nelle dissezioni anatomiche e nell’anatomia umana”. Maira ricorda che “Michelangelo iniziò a studiare i cadaveri tra i 17 ed i 19 anni nell’ospedale vicino al convento di Santo Spirito a Firenze. A quel tempo, la Chiesa proibiva la dissezione dei corpi permettendo alla sola Università di Bologna questa attività. Ma noi sappiamo anche che, dopo la fuga da Firenze, Michelangelo rimase alcuni anni a Bologna, dove, spinto dal suo desiderio d’imparare, avrebbe potuto avere l’opportunità di effettuare o di assistere a dissezioni su cadaveri”. 
Insomma, l’ipotesi è plausibile.
Alle prime intuizioni di Meshberger si sono poi aggiunti due anni fa gli studi di Ian Suk e Raphael Tamargo, due neurochirurghi della Jhons Hopkins University di Baltimora. Suk e Tamargo hanno analizzato un altro affresco della Sistina,  “La Separazione della luce dalle tenebre”, e vi hanno scoperto nuovi elementi relativi alla presenza di immagini di neuroanatomia negli affreschi di Michelangelo. Tra i nove pannelli che corrono lungo la parte centrale della cappella e descrivono scene della Genesi, questo pannello raffigura il primo atto della Creazione. Michelangelo probabilmente lo completò nell’estate del 1512, ultimo anno del progetto pittorico della Sistina. Quindi, il pannello della “Separazione della luce dalle tenebre” fu l’ultimo affresco dipinto dal maestro fiorentino, il suo capolavoro, come i critici d’arte lo hanno chiamato.
Suk e Tamargo, in uno studio pubblicato nel maggio del 2010 su Neurosurgery, una delle più prestigiose riviste internazionali di neurochirurgia, avevano segnalato come nella figura di Dio Michelangelo avesse riprodotto l’immagine del tronco dell’encefalo, di parte del midollo spinale anteriore con la fessura mediana, e del chiasma ottico (in forma di lettera “Y”) come riprodotto prima di lui da Leonardo nei suoi famosi disegni di anatomia.
Ma la sequenza di scoperte non finisce qui. Rivela Maira: “Adesso due neurochirurghi di Bucarest, i professori Ciurea e Moisa, analizzando questo stesso pannello hanno appena suggerito che l’intero motivo centrale dell’affresco “La Separazione della luce dalle tenebre” sia stato costruito a partire da strutture neurali assemblate insieme dall’immaginazione di Michelangelo”.
Il loro lavoro, intitolato “Michelangelo’s code: new ideas regarding the hidden anatomy in Michelangelo’s paintings”, è stato presentato per pubblicazione sulla stessa rivista Neurosurgery e segnala, tra i vari motivi di anatomia intuiti dai due autori, due aspetti particolarmente suggestivi. Il primo è relativo ad una stranezza nel disegno della figura di Dio che nell’affresco appare in posizione di tre quarti. Tutte le altre figure dipinte da Michelangelo nella Sistina nella stessa posizione mostrano la presenza di entrambe le cosce; invece, il Dio della Separazione della luce dalle tenebre mostra solamente la coscia destra, mentre la sinistra è sostituita da una profonda ombra. 
“Sappiamo” aggiunge Maira “che Michelangelo, nella realizzazione del corpo di Dio per questo pannello, fu ispirato dalla figura del Laocoonte, la magnifica scultura greca scoperta pochi anni prima in una vigna vicino al Colosseo e che Michelangelo potè esaminare, rimanendo colpito dalla sua bellezza. Se noi analizziamo l’anatomia delle gambe del Laocoonte, appare chiaro che nell’affresco rappresentante il Dio della Separazione Michelangelo la modificò significativamente, realizzando quell’immagine scura che sembra nascondere la gamba sinistra”. 
Conclude il professor Maira: “Sembra strano che nel suo capolavoro finale Michelangelo abbia trascurato un dettaglio così importante. Ma se si guarda con attenzione la forma della macchia scura si vede come essa sia piuttosto triangolare, con la base sulla coscia di Dio e con l’apice che punta verso l’alto e verso il bordo laterale destro dell’affresco”. 
Secondo i due neurochirurghi di Bucarest, il profilo di questo triangolo scuro riproduce in modo sorprendente l’anatomia di una parte molto importante del cervello, il IV ventricolo, struttura localizzata nella porzione posteriore, dov’è circondata dal cervelletto, e molto evidente in una sezione anatomica sagittale. La coscia destra di Dio allora può essere interpretata come la rappresentazione pittorica del tronco cerebrale, su cui poggia il IV ventricolo.
Di queste e di altre suggestive scoperte si parlerà giovedì 14 giugno, a Roma, nel convegno “The beautiful brain: scienza e arte, il ruolo del cervello e delal mente nella interpretazione del bello”. La manifestazione, organizzata dall’associazione Atena onlus di cui Maira è fondatore e presidente, si terrà alle 17,30 in Campidoglio, nella sala della Protomoteca.  

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