mercoledì 27 marzo 2013

LIBRO: MANIPOLARE LA MEMORIA...è lecito farlo?

Segnalo oggi questo interessante e nuovo libro dell’amico Andrea Lavazza su una tematica d’avanguardia nella neuroetica. Il titolo: Manipolare la memoria. Scienza ed etica della rimozione dei ricordi.
«I ricordi traumatici possono distruggere l’esistenza. Presto potremo attenuarli o forse rimuoverli. Ma è lecito farlo?...


Nell’era dei grandi progressi delle neuroscienze, diviene concreto l’antico sogno di manipolare le esperienze scritte nella nostra mente». È questo in sisntesi l’argomento del corposo volume di oltre 300 pagine, ricco di una vasta e aggiornata bibliografia, che si snoda, dopo un’introduzione, in 7 capitoli: 1. I ricordi: come si formano e come se ne vanno 2. La società della memoria (esterna e pubblica) 3. Il ruolo dell’oblio: l’aspirazione del controllo 4. I traumi e la loro cura 5. La modulazione chimica della memoria 6. Neuroetica della cancellazione della memoria 7. Biologia e cultura: alla ricerca di un equilibrio.

Il testo
Procurare a piacimento l'oblio, tanto dolce quanto pericoloso, è uno scenario descritto fin nell'Odissea. I ricordi spiacevoli sono quelli che vorrebbe fare scomparire Macbeth dalla mente delle moglie tormentata dal rimorso. Ma la finzione letteraria sa anche che troppa memoria impedisce letteralmente di vivere.
Grazie all'elettronica, oggi siamo in grado di conservare, e di avere a portata di clic, quasi tutte le nostre esperienze. E lo spettro che inquieta la terza età è l'Alzheimer, che letteralmente ci ruba il passato. Eppure, per molti un ricordo doloroso è ciò che avvelena la vita, procura disturbi fisici e psicologici così gravi da impedire le normali attività. Per questo la ricerca scientifica si è impegnata nel tentativo di cancellare realmente alcune tracce dalla nostra mente e dal nostro cervello. Un obiettivo che oggi è più vicino e solleva questioni non solo tecniche. I primi risultati cominciano ad arrivare; negli animali è possibile rimuovere la paura appresa e nuovi scenari si affacciano anche per gli esseri umani.
Nell'era in cui tutto può essere memorizzato su supporti digitali, per paradosso diviene concreto l'antico sogno di manipolare quel poco che è scritto nella nostra mente.
Ma potremo assumere a cuor leggero una "pillola della dimenticanza"? Abbiamo un dovere della memoria verso noi stessi e gli altri? Sono questi gli interrogativi etici che suscitano le acquisizioni sperimentali. Per la prima volta, in questo libro si fa il punto sullo stato delle conoscenze circa la manipolazione dei ricordi; si ricostruisce un dibattito che è già acceso; e si mostra come la nostra cultura sia divisa tra l'aspirazione al nuovo e la volontà di conservare tutto quello che è accaduto. Un cortocircuito che le neuroscienze contribuiscono a evidenziare.

Destinatari
Studenti dei corsi di Laurea triennale e magistrale in Filosofia, Psicologia, Scienze cognitive. Cultori di neuroetica.  

Gli autori
Andrea Lavazza è studioso di scienze cognitive e di neuroetica, disciplina di cui è tra i promotori in Italia. Affiliato al Centro universitario internazionale di Arezzo, ha pubblicato, tra l'altro, L'uomo a una dimensione (Milano, 2008) e Il delitto del cervello. La mente tra scienza e diritto (con L. Sammicheli, Torino, 2012).
Silvia Inglese, laureata in Psicologia Clinica presso l'Università La Sapienza, svolge l'attività di psicologo clinico e neuropsicologo presso l'IRCCS Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. I suoi interessi si concentrano sui processi cognitivi e le patologie degenerative negli anziani.

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