martedì 12 marzo 2013

NEUROECONOMIA: CONVEGNO 7 MARZO 2013

Pubblico il testo dell’introduzione al Convegno La CRISI ECONOMICA TRA INDIVIDUO E SOCIETÀ.  EFFETTI SULLA NEUROECONOMIA DEI PROCESSI DECISIONALI, incremento del giocO D’AZZARDO e deL RISCHIO suicidARIO tenutosi a Roma giovedì 7 marzo 2013 e che verrà riproposto a Milano sabato 16 marzo 2013.

di Alberto Carrara, LC


Innanzittutto un buon pomeriggio a tutti voi convenuti per questo seminario promosso dalla SISPI, Scuola Internazionale di Specializzazione con la Procedura Immaginativa, dalla Facoltà di Bioetica di quest’Ateneo Regina Apostolorum e dal Gruppo interdisciplinare di ricerca in Neurobioetica (GdN), all’interno della Settimana Mondiale del Cervello indetta dalla DANA Foundation. L’evento si colloca nel contesto del Master in Bioetica di questo Ateneo.

Ringrazio il Magnifico Rettore, Padre Pedro Barrajón per la fiducia e la stima accordata a quest’iniziativa, come pure al decano della Facoltà di Bioetica Padre Gonzalo Miranda per ospitare l’evento inserendolo all’interno del Master. Ringrazio il coordinatore del Master in Bioetica, dottor Massimo Losito per rendere possibile questo seminario.
Un ringraziamento a tutti i relatori convenuti, in particolare all’amico dottor Alberto Passerini, non soltanto mente e ideatore del progetto, ma anche professionista attento e sensibile alle problematiche contemporanee che toccano la nostra società e ci coinvolgono un pò tutti, chi più chi meno.

È un piacere presentarvi questo seminario, introdurvi i relatori e moderare questo pomeriggio.

Il titolo scelto per quest’evento:
La CRISI ECONOMICA TRA INDIVIDUO E SOCIETÀ.  EFFETTI SULLA NEUROECONOMIA DEI PROCESSI DECISIONALI, incremento del giocO D’AZZARDO e deL RISCHIO suicidARIO

mette in luce gli aspetti, spesso complessi ed articolati, nel contesto dell’economia e cerca di svilupparsi in modo interdisciplinare come vi potete rendere conto dai titoli e dalle competenze dei relatori che con estrema professionalità interverranno questo pomeriggio.

La tematica economica letta alla luce di diverse e distinte discipline: dalla filosofia alla neurologia, dalla patologia alla psichiatria, nel contesto attuale in cui ci troviamo, risulta di estrema attualità, direi, di estrema urgenza.

La crisi economica che attanaglia l’Occidente sta moltiplicando i casi di uomini e donne che vivono nella precarietà di non riuscire a trovare un posto di lavoro o di poterlo perdere da un giorno all’altro. È la cronaca di ogni giorno a raccontarci le storie di persone, famiglie ed aziende distrutte.

In un Editoriale della Civiltà Cattolica[1] di qualche mese fa si descriveva molto bene gli effetti da un punto di vista fenomenologico, si diceva: «sono storie di vite che non riempiono le cronache dei giornali, ma che nascondono una tensione e un carico di disagio che si riversano sia nelle scelte personali in ambito affettivo, familiare e relazionale, sia nel contesto sociale e politico»[2].

Questa dinamica, che attraversa l’esistenza umana, toccandola nel profondo, passa dal disagio lavorativo soggettivo alle tensioni familiari e può arrivare alle conseguenze più estreme: «la conseguenza ultima di questa situazione di incertezza e precarietà sta spingendo alcuni imprenditori e lavoratori dipendenti a compiere il gesto estremo di togliersi la vita»[3].

In effetti, questa recente crisi finanziaria ha causato un notevole aumento del numero di persone che, venendosi a trovare in condizioni economiche critiche, sono esposte a situazioni di stress elevato e diventano particolarmente vulnerabili a patologie depressive, sostituendo, alla passione per il proprio lavoro ed al tentativo di farcela, il fallimento e la disperazione, con conseguente aumento del rischio suicidario. 

In aggiunta a tutto ciò, la combinazione di situazione economica critica e stress elevato può anche rendere le persone facili prede dell’illusoria speranza data dal gioco d’azzardo. 

Alcuni dati possono aiutare a considerare la gravità della situazione: l’aumento dei suicidi nei senza lavoro, tra i maschi, è stato del 45,5% tra il 2008 e il 2010 (Rapporto Eures 2010) (ANSA 2012). Nel gioco d’azzardo l’Italia sembra essere il più grande mercato europeo nonchè uno dei più grandi al mondo (Reuters): i Monopoli di Stato, nel 2011, vi hanno ricavato  il 5% del PIL,  in aumento per l’anno successivo  di oltre il 12%.  I soggetti più vulnerabili appaiono essere i giocatori a basso reddito, minori, giovani adulti, soggetti con precedenti di dipendenza o con facile accesso al gioco d’azzardo.

La Neuroeconomia è una nuova disciplina con punti di contatto tra la neurologia e l’economia, la cui evoluzione può aiutare a comprendere anche il ruolo delle emozioni nelle scelte umane e individuare quali aree e circuiti neurali siano coinvolti nelle decisioni economiche. Essa è un settore della ricerca neuroscientifica di spiccato, a carattere interdisciplinare e rappresenta il punto d’incontro tra l’economia cognitiva e sperimentale, le neuroscienze, la microeconomia, la psicologia, l’epistemologia e la filosofia della mente.

I contributi di tutte queste discipline e altre ancora, sono estremamente utili, allo scopo di comprendere come il cervello elabora le decisioni e come esse siano influenzate dalle opzioni disponibili, dalla componente emotiva del comportamento, dal contesto socio-culturale nel quale le persone vivono, dalle interazioni con altri individui, e come il tutto incida sul sistema etico/valoriale personale e sociale.

Questo seminario rappresenta un’opportunità, credo, per sottolineare l’importanza di una ricerca specialistica aperta all’“integrazione” dei saperi e delle loro applicazioni. Insomma, una ricerca a servizio dell’uomo.

Il percorso che seguiremo questo pomeriggio, dopo alcune riflessioni di carattere etico, prenderà in considerazione i contributi neuroscientifici alla Neuroeconomia, evidenziando gli aspetti irrazionali dei processi decisionali nel  comportamento economico del soggetto; in particolare i “processi cognitivi consapevoli” e i “processi automatici affettivi”. 

Dalla Neuroeconomia ci si collegherà direttamente, alle dipendenze patologiche, in particolare quelle comportamentali, tra cui le “dipendenze  positive” come quella da lavoro e quindi alla teoria del Circuito della Gratificazione.  Ovvero:  al rischio che un individuo in una condizione particolarmente vulnerabile rimanga intrappolato in una compulsione; vedasi, ad esempio, coloro che entrano nel circolo vizioso di emettere fatture false – maggiorate rispetto agli effettivi ricavi - per poter ottenere finanziamenti dalle banche al fine di sopperire (temporaneamente) alle perdite ma andando incontro, entro breve tempo, ad una situazione che si autoalimenta fino a diventare insostenibile poiché aumentando dei (falsi) guadagni, aumentano anche delle (vere) tasse che non riesce più a pagare.  “Gratificazioni cognitive astratte” sono ad esempio: il denaro, il potere, la sicurezza, il successo. Nella patologia del Circuito della Gratificazione (Addiction) esiste una “teoria della perdita del controllo inibitorio” (Valtorta 2010).

Infine, verrà presentata l’esperienza psicoterapeutica tramite l’Esperienza Immaginativa quale valida strategia d’aiuto a prevenire e/o curare il peggio. 

Ecco allora abbozzato il nostro programma.

Vorrei aggiungere un dato antropologico importante riguardo il nucleo del nostro discorso di questo pomeriggio.  L’economia è un settore dell’attività umana, una sorta di strumento nelle mani dell’uomo per contribuire al suo stesso sviluppo. Come tale l’attività economica rappresenta un bene, un valore aggiunto, ma può anche, purtroppo, risultare uno strumento dannoso, se non persino deleterio. Al centro della vita economica c’è l’uomo, autore e fine della stessa attività economica. È la  persona umana che alla fine fa sintesi delle diverse prospettive nell’ambito della decisione. Alla base della decisione economica vi è la consapevolezza della propria identità come uomini, la conoscenza dei nostri moti interiori ed esteriori. Importante è la distinzione tra identità individuale e collettiva che implica i concetti d’individuo e persona.

L’integrazione dei dati neuroscientifici, psichiatrici e psicoterapeutici di estrema utilità per comprendere meglio la fenomenologia della scelta economica e i processi mentali di decisione in vista dell’azione da compiere o da non porre in essere, vanno considerati parti di un fatto centrale: il comportamento economico è comportamento umano e ciò implica la dimensione etica, il passaggio dall’utilità alla dignità, come sancito dall’articolo 8 della Dichiarazione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.

Passo ora a presentare i nostri relatori.

INTRODUZIONE
Gonzalo Miranda – Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Roma

ETICA SOCIALE E PROSPETTIVE ECONOMICHE
Michael Ryan - Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Roma

FUNZIONI COGNITIVE SUPERIORI E PROCESSI DECISIONALI
Fabio Benfenati – Dipartimento di Neuroscienze e Neurotecnologie, Istituto Italiano di Tecnologia

ALTERAZIONE DEI CIRCUITI DELLA GRATIFICAZIONE
e DELLE CAPACITA’ DECISIONALI
Flavia Valtorta - Università Vita-Salute S.Raffaele, Milano

GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO
Graziano Fiscella – Dipartimento Patologie da Dipendenza, Genova

ESPERIENZA IMMAGINATIVA E IDENTIFICAZIONE DEL RISCHIO SUICIDARIO
Alberto Passerini –  S.I.S.P.I., Milano – Roma


[1] Editoriale, Non arrendersi davanti alla crisi economica, La Civiltà Cattolica 3886 (19 maggio 2012), vol. II, pp. 319-324.
[2] Editoriale, Non arrendersi davanti alla crisi economica, La Civiltà Cattolica 3886 (19 maggio 2012), vol. II, p. 319.
[3] Editoriale, Non arrendersi davanti alla crisi economica, La Civiltà Cattolica 3886 (19 maggio 2012), vol. II, p. 319.

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