lunedì 13 maggio 2013

NEUROETICA: LA SFIDA DEL POTENZIAMENTO MORALE


Oggi, lunedì 13 maggio 2013 a Roma, già in Italia per il  V Convegno di Neuroetica a Padova, dal titolo “Neuroetica. Nascita di una disciplina dai laboratori alla vitaquotidiana” (8-10 maggio), la neuroeticista Adina Roskies sarà ospite di eccezione al Seminario di: 

Neuroetica, neurodiritto e neuroeconomia

organizzato nella Capitale congiuntamente da Università di Roma la Sapienza, Università Roma Tre e Istituto di Studi Giuridici Internazionali del Consiglio Nazionale delle Ricerche.


Relatrice d’eccezione, Adina Roskies, filosofa e neuroeticista del Darmouth College, figura di primo piano nella riflessione neuroetica, interverrà con una relazione dal titolo:

 “Moral Enhancement: an issue for neuroethics, neurolaw, and neuroeconomics”.

La Roskies si occuperà di neuroetica in uno dei due sensi che lei stessa distinse, già a partire da un suo famoso articolo del 2002, “Neuroethics for the New Millenium”, ovvero di neuroetica come etica della neuroscienza.

Gli interlocutori saranno Gilberto Corbellini (storico della medicina, Sapienza), Francesco Ferretti (filosofo del linguaggio, Roma Tre), Massimo Marraffa (filosofo della scienza e della mente, Roma Tre), Paolo Nepi (filosofo morale, Roma Tre) e Elisabetta Sirgiovanni (ricercatrice in neuroetica, ISGI-CNR). Chair: Cinzia Caporale del CNR.

Ecco in breve la tematica neuroetica che Adina Roskies svilupperà.

Sappiamo che l’uomo è fortemente predisposto alla volontà di miglioramento. L’esperienza ne è ampiamente testimone. Esistono miglioramenti biomedici per essere più veloci, forti, intelligenti e concentrati. Esistono interventi biomedici per diventare più felici e più belli. Si prospetterebbe ora, grazie alla progressione dello studio e della comprensione delle basi biologiche della morale, la possibilità di un “miglioramento morale” (Moral Enhancement), magari analogo a quello cognitivo o al trattamento farmacologico.

L’obiettivo sarebbe rendere le persone, sperabilmente, più buone. Ad esempio, sappiamo che l’ossitocina è un ormone (neuropeptide) che favorisce il comportamento altruistico; così è possibile immaginare che, in un futuro prossimo, si arrivi a somministrare ossitocina per rendere l’uomo più collaborativo... a tal proposito, per approfondire, si consideri l’opera della filosofa californiana Patricia Churchland: Neurobiologia della morale.

Si capisce bene come tali questioni possano suscitare intricati ed accesi dibattiti dove la ragione cerca la via della verità tra infiniti ostacoli e impedimenti.
Il seminario si terrà presso l’Aula 16 della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tre, in via Ostiense 234. Ingresso libero.

Comitato scientifico: Cinzia Caporale (ISGI-CNR), Mario De Caro (Roma Tre), Gilberto Corbellini (Sapienza).

Per maggiori informazioni: link diretto

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