giovedì 31 ottobre 2013

Libri di carta o ebook? Come cambia il nostro cervello?

di Riccardo Carrara

La lettura oggi sta subendo un cambiamento epocale: il modello di lettura e scrittura lineare che ha dominato la trasmissione delle informazioni negli ultimi 5 secoli sta per subire una rivoluzione. I nuovi supporti (ebook, e-reader, tablet, smartphone...) stanno instillando nel mondo un nuovo approccio iperattivo per la raccolta di informazioni, un approccio che enfatizza la velocità, la scansione, la scrematura. 

Il processo di recupero delle informazioni sembra essere diventato più importante delle informazioni stesse recuperate e raramente torniamo ad esaminare in profondità ciò che registriamo.

Questo rappresenta una rivoluzione intellettuale di un genere che non si vedeva dall'invenzione della stampa o forse dall'invenzione della scrittura stessa. 
Questi nuovi sistemi di lettura e ricerca delle informazioni possono cambiare il nostro cervello?

L'approccio neuronale ai trascendentali: l'ultimo libro di Changeux

Il bello, il buono, il vero. Un approccio neuronale, è il titolo emblematico del nuovo capolavoro di 386 pagine del neuroscienziato francese Jean-Pierre Changeux. Edito da Cortina, edizione italiana a cura di Chiara Cappelletto, a soli 29 euro, i lettori interessati alla neuroetica, possono trovare un ricco “compendio” che vuol aggiornare le precedenti opere del professore 77enne del Collège de France e dell’Institut Pasteur: L’uomo neuronale e L’uomo di verità.

Le recensioni delle case editrici on-line che lo promuovono scrivono:
«Che cosa significa “percepire”? In che modo siamo consapevoli della nostra esistenza? Che cosa impareremmo sulla nostra specie se integrassimo davvero neuroscienze, biologia e scienze umane con la storia della cultura? In questa discussione affascinante e audace, Jean-Pierre Changeux ci guida nei meandri dell'oggetto fisico più complesso del mondo vivente: il cervello umano. Prendendo in considerazione le più recenti ricerche morfologiche, fisiologiche, chimiche e genetiche e collocandone le scoperte nel contesto dell'indagine psicologica, filosofica, artistica e letteraria, Changeux si avventura in modo illuminante nei nuovi territori in cui si incontrano queste differenti discipline. Con acutezza e immaginazione, spiega l'evoluzione del cervello e rivela quali possono essere i nuovi sviluppi neuroscientifici che si preannunciano per il futuro dell'umanità».

martedì 29 ottobre 2013

VII Simposio Annuale - Advances in Neuroscience

Domani dalle ore 9 alle ore 17 circa si svolgerà a Roma l'importante simposio scientifico sui temi inerenti le linee di ricerca nelle neuroscienze. La Fondazione Ri.MED organizza la settima edizione dell’annuale Simposio Scientifico dal titolo Advances in Neuroscience, nel corso del quale i ricercatori Ri.MED e i principali esperti della materia in campo internazionale espongono i risultati dei propri progetti di ricerca. 
Quest'anno il simposio è presentato in memoria di Rita Levi-Montalcini.

La Fondazione Ri.MED è stata istituita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. La Fondazione è nata grazie ad un finanziamento del Governo italiano ed alla esperienza, tecnologia e know how dell'Università di Pittsburgh. Qui la brochure della Rondazione Ri.MED

E' possibile seguire l'evento in streaming dal sito della Fondazione.

Riportiamo di seguito il programma che si può leggere in dettaglio nel volantino.

lunedì 28 ottobre 2013

Storia della Neuroetica (6)

Continua la Rubrica del lunedì: Storia della Neuroetica.
di Alberto Carrara, LC

Per inquadrare al meglio in neurocentrismo contemporaneo, bisogna, a questo punto, considerare lo sviluppo spettacolare delle tecniche di neuroimaging, frutto di una visione interdisciplinare che alle scoperte mediche associa lo sviluppo tecnologico. 

Come recentemente messo in luce da due ricercatori italiani sulle prestigiose riviste scientifiche The Journal of Neuroscience e Brain, la prima testimonianza in assoluto di quelle che attualmente conosciamo come tecniche di neuroimaging (come la risonanza magnetica funzionale, fRMN e la tomografia a emissione di positroni, PET), presenti negli ospedali di tutto il mondo, è da attribuire al medico e scienziato torinese Angelo Mosso (1846-1910), pioniere della neurologia e delle neuroscienze. Gli esperimenti originali e le invenzioni di Mosso, che possono venir definite The first neuroimaging ante litteram, seppur poco note, costituiscono la prima, sorprendente, dimostrazione di come l’attività cognitiva ed emotiva sia intimamente legata ad un aumentato flusso di sangue al cervello, che è maggiore all’aumentare della difficoltà del compito che si sta eseguendo

domenica 27 ottobre 2013

Buon compleanno Regina Apostolorum!

di Alberto Carrara, LC


Lo scorso 15 settembre 2013, l'Istituzione a cui afferisce il GdN, Gruppo di Ricerca in Neurobioetica e in cui sono professore assistente di Filosofia, cioè l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma (via degli Aldobrandeschi 190 - 00163 Roma) ha festeggiato 20 anni dalla nascita (1993-2013). 



Con questo breve post vorrei augurare a questa dinamica realtà accademica e culturale i miei più sentiti auguri. Inoltre, colgo l'occasione per segnalare ai miei lettori questa breve rassegna storica.


sabato 26 ottobre 2013

La Neurobioetica nella stampa: GdN 25 ottobre 2013

Ieri, venerdì 25 ottobre 2013, presso la sala riunioni dell'Ateneo Regina Apostolorum, si è svolto il secondo incontro dell'anno 2013-2014 del Gruppo di Ricerca in Neurobioerica (GdN).

Il tema del pomeriggio di studi è stato: La Neurobioetica nella stampa


Coordinato dal prof. Padre Alberto Carrara, LC, l'incontro si è svolto secondo la modalità di un'esposizione commentata di articoli di giornale riguardanti tempi di Neuroetica che è stata definita: attività dinamica del GdN. Questa modalità, già collaudata durante il Corso Estivo di Aggiornamento in Neurobioetica dello scorso luglio 2012, visto l'intervento di tre esperti nel settore:


venerdì 25 ottobre 2013

Emisfero destro ed emisfero sinistro


La seconda settimana di novembre di questo 2013, uscirà il libro Top Brain, Bottom Brain: Surprising Insights Into How You Think (Cervello alto e cervello basso: rivelazioni sorprendenti su come pensiamo), scritto da due autori: S.M. Kosslyn, neuroscienziato cognitivo e professore a Harvard e G.Wayne Miller, scrittore e sceneggiatore.

Le tesi di questo libro (che dal titolo non sembrano svelare grosse novità) vorrebbero spazzare via l'idea di suddivisione in "cervello destro" coinvolto nell'immaginazione, forme e analogie... e "cervello sinistro" deputato alla logica, al calcolo, al ragionamento lineare...

giovedì 24 ottobre 2013

Il cervello di Einstein: intelligenza e genialità

di Riccardo Carrara

Albert Einstein morì nella sua casa a Princeton la mattina di domenica 17 aprile 1955 per un aneurisma aortico, come è stato rilevato dall'autopsia eseguita dal dottor Thomas Harvey del Princeton Hospital.

A sole 14 ore dalla morte, il corpo del grande scienziato fu cremato. 
T. Harvey, però, fece qualcosa che ancora oggi, dopo più di cinquant'anni, attira l'attenzione dei ricercatori e la curiosità di tutto il mondo: senza il permesso dei famigliari, il medico rimosse il cervello di Einstein dal cranio durante l'autopsia, iniettò della formalina nelle arterie e conservò l'organo nel liquido di conservazione.

Mentre tutti credevano che ogni singola parte di Albert Einstein fosse stata ridotta in cenere e sparsa in un luogo segreto, il suo cervello, dopo essere stato misurato e fotografato, venne suddiviso in circa 240 pezzi numerati, alcuni dei quali furono poi ulteriormente sezionati in modo che potessero essere osservati al microscopio.

Il cervello di Einstein è, da più di 50 anni, nelle mani di ricercatori e scienziati: cosa hanno potuto scoprire fino ad oggi della sua genialità? C'era qualcosa nel suo cervello che lo ponesse al di sopra degli altri uomini? La sua straordinaria intelligenza era dovuta ad un particolare substrato neuroanatomico?

lunedì 21 ottobre 2013

Storia della Neuroetica (5)

Continua la Rubrica del lunedì: Storia della Neuroetica.

Con l’inizio dell’età moderna (XVI° secolo), la scienza sperimentale, che si riflette nel campo medico attraverso la conoscenza sempre più precisa dell’anatomia e della fisiologia del corpo umano, si è vertiginosamente sviluppata fino ai nostri giorni. Lo sviluppo della medicina moderna è vincolato, in buona parte, dal cambio di paradigma che si produsse nella storia del pensiero: dando la priorità allo sviluppo delle ricerche sulla natura, entra in scena, con una forza propulsiva, il famoso metodo scientifico sperimentale. 

L’uomo del Rinascimanto per eccellenza, Leonardo da Vinci, fu un autentico precursore nell’analisi anatomica cerebrale: fu, infatti, lui stesso il primo in utilizzare materiale solido, nello specifico, cera, per visualizzare la forma tridimensionale completa dei ventricoli cerebrali e, conseguentemente, fu il primo che osservò le relazioni che i ventricoli cerebrali instaurano con le altre strutture circostanti29.

venerdì 18 ottobre 2013

Brain: il cervello, istruzioni per l'uso

Si apre oggi, venerdì 18 ottobre 2013 e durerà fino al 13 aprile 2014, la Mostra: Brain. Il cervello, istruzioni per l'uso. Presso il Museo di Storia Naturale di Milano, Corso Venezia 55, direttamente dall'American Museum of Natural History di New York, la sola e unica tappa italiana di un'evento espositivo di carattere internazionale che, grazie alle neuroscienze, aiuterà a diffondere una Brain-Culture, una "cultura sul cervello", sensibilizzando un pubblico di non specialisti su tematiche neuroetiche di frontiera: come funziona il nostro cervello, come si decifrano emozioni, sentimenti, etc...

Un nano sulle spalle di giganti - 3

Giovedì 26 settembre 2013 sono stato ospite del professor Evandro Agazzi, Emerito di Filosofia della Scienza all'Università di Genova, presso il Campus Bio-Medico di Roma

Dopo aver presenziato, nella mattinata, l'esposizione dei lavori dei dottorandi in Bioetica, dopo il pranzo con il Decano della Facoltà di Medicina e Chirurgia, nel pomeriggio ho avuto il piacere di ascoltare la conferenza del professor Agazzi su una tematica di rilievo: La fecondità del paradigma metodologico nelle scienze mediche.



mercoledì 16 ottobre 2013

Neurotheology: Teasing Out the Benefits of Meditation

From: Dana Web Site - By Carl Sherman

September 10, 2013

The human brain is nature’s masterwork: From this highly organized lump of tissue emerge the wizardry of science and sublimity of art.
Too bad it can’t control itself. That same brain all too often torments its owner with unspeakable anxiety, suicidal sadness, and addiction to destructive chemicals, which the best efforts of psychiatric science and the psychotherapeutic arts can relieve with only limited success.

Recent advances in neuroscience offer glimmers of progress toward this elusive goal. With real-time fMRI [rtfMRI] neurofeedback, a mix of cutting-edge technology and fundamental behavioral principles, people have learned to self-regulate brain function in ways that, at least transiently, reduce anxiety and raise mood. [See The Promise of Neurofeedback]
Another highly active area of brain research suggests that a different path might lead to similar ends: meditation. In most of its varied forms, this age-old approach to self-mastery promotes increased awareness of and control over one’s mental activity. 

Originally a spiritual practice, meditation has now been adapted to clinical purposes. 


Infographic: Dana Alliance Celebrates 20 Years of Service


In 1993, the founding members of the Dana Alliance for Brain Initiatives pledged their commitment to advancing public awareness and education about the progress and promise of brain research, and to disseminating information on the brain in an understandable and accessible manner.

Here's the first part of the timeline celebrating the Alliance's 20 years of education and outreach: PDF.



martedì 15 ottobre 2013

Storia della Neuroetica (4)

di Alberto Carrara

Continua la Rubrica: Storia della Neuroetica. Le prime tre parti si possono leggere qui, qui e qui

Il neuro-centrismo contemporaneo si spiega alla luce della storia stessa della medicina relativa al cervello e al sistema nervoso (tanto centrale, come periferico). Presento ora una breve sintesi sulla storia delle Neuroscienze19. Nell’antichità, il primo scritto conosciuto sul cervello umano pare abbia l’età di circa 3000 anni. Si trova in un papiro acquistato da Edwing Smith verso la fine del XIX° secolo. Se bisogna subito precisare che non si ha la certezza che sia l’originale, questo papiro è stato datato nel secolo XVII° a.C., anche se si ritiene essere una copia di un altro molto più antico proveniente dalla tradizione medica dell’architetto e medico egiziano Imhotep che visse approssimativamente negli anni 2690-2610 a.C. In questo frammento viene descritto, con diversi dettagli diagnostici, il trattamento e la prognosi di due pazienti con ferite craniche e al collo.

lunedì 14 ottobre 2013

Donazione di organi da morti o anche da vivi?

di Riccardo Carrara
e Alberto Carrara, LC

Nel sito del Ministero della Salute italiano, alla sezione Donare gli organi si può leggere: "La donazione degli organi è un atto di grande civiltà e di rispetto per la vita. Donare vuol dire regalare, dare spontaneamente e senza ricompensa qualcosa che ci appartiene. Quando perdiamo una persona amata è difficile, in un momento di sofferenza così profonda, pensare agli altri, pensare a qualcuno che è malato e che, se non avrà un nuovo organo, avrà un'aspettativa di vita molto bassa"

L'Italia, con 22 donatori per milione di persone, è terza tra i grandi paesi europei, dietro a Spagna e Francia, ma davanti a Regno Unito e Germania. il numero di donatori in Italia è superiore del 25% al dato medio europeo; inoltre, è aumentato anche il numero di organi trapiantati (67 in più dal 2010 al 2011).

Rimane comunque una forte sproporzione tra la domanda e l'offerta di organi per quanto riguarda i trapianti e proprio da questa difformità si riapre il dibattito sulle questioni etiche della donazione e sui principi che garantiscono il rispetto per la vita in questi casi.

A riaccendere la miccia è il NEJM (New England Journal of Medicine) che in due articoli del 3 ottobre 2013 intitolati: "The Dead-Donor Rule and the Future of Organ Donation" e "Life or Death for the Dead-Donor Rule?" presenta la possibilità della donazione di organi vitali non solo da morti, ma anche da vivi.

Iniziamo ad analizzare il primo di questi due articoli.

domenica 13 ottobre 2013

Un nano sulle spalle di giganti - 2

di Alberto Carrara, L.C.
Lo scorso 26 settembre 2013 ho avuto il piacere di trascorrere una piacevole serata con alcuni amici intellettuali che stimo e ammiro tanto e che mi stanno aiutando, con il loro esempio e sostegno, a crescere umanamente e accademicamente nell'affascinante mondo della Filosofia.


Mi riferisco (nella foto, da destra a sinistra) al professor Evandro Agazzi, Emerito di Filosofia della Scienza presso l'Università degli Studi di Genova; alla professoressa Lourdes Vélazquez, Vice-Presidente del Comitato Direttivo della Federazione Internazionale delle Società Filosofiche (FISP) e al professor Padre Ramon Lucas Lucas, L.C., Ordinario di Antropologia e Bioetica presso la Pontificia Università Gregoriana (PUG) il quale mi sta dirigendo la Tesi Dottorale in Filosofia sull'Esternalismo del mentale del filosofo canadese (amico) Walter Glannon. 



Sono felice di sperimentare l'essere "un nano sulle spalle di giganti" e di poter imparare tanto da coloro che hanno già "camminato" lungo l'arduo percorso della vita e della vita intellettuale. 

giovedì 10 ottobre 2013

Lucilla Bossi: tutti i giorni valgono una vita!

di Alberto Carrara, L.C. 


Questo pomeriggio ho avuto il piacere di rincontrare una cara amica: Lucilla Bossi.

La dottoressa Bossi è stata mia ospite al seminario del Gruppo di Ricerca in Neurobioetica (GdN) dedicato alla DBS (Deep Brain Stimulation - Stimolazione cerebrale profonda) del 1 aprile 2011 presso l'Ateneo Regina Apostolorum.


Lucilla Bossi è Presidente della Confederazione Parkinson Italia.


Neuroetica nella definizione dell'Enciclopedia Treccani

di Riccardo Carrara

Continuiamo l'approfondimento del concetto di neuroetica. Da un lato stiamo esplorando la storia di questa nuova disciplina nella rubrica apposita che è ormai arrivata al terzo appuntamento (inseriamo di seguito i link inerenti: 1, 2, 3); dall'altro stiamo cercando di analizzare, seppur in breve, le varie definizioni e le citazioni del termina neuroetica nei libri e nei manuali.

Come può essere definita la neuroetica? In molti si interrogano su questo quesito e tentano di dare un risposta che possa essere il più esaustiva possibile. Considerando che questa nuova "disciplina", se così possiamo chiamare, ha una storia di qualche decennio, si può comprendere la difficoltà nel trovarne una definizione univoca.

Cerchiamo di analizzare quanto possiamo leggere dall'edizione online dell'Enciclopedia Treccani (già abbiamo riportato le tre citazioni del termine neuroetica nell'omonimo Dizionario di medicina in un precedente post).

Da quanto possiamo apprendere, leggendo il Vocabolario online della Treccani, ci troviamo subito davanti al termine "neologismo", ossia una parola o locuzione nuova, non appartenente, precedentemente, al lessico di una lingua, che solitamente scaturisce dalla composizione di parole già presenti e utilizzate.  La creazione di neologismi risponde ad una necessità: esprimere concetti nuovi, denominare o qualificare nuove cose. Ecco quello che è successo per il termine neuroetica, c'era il bisogno di definire qualcosa di nuovo che potesse racchiudere un concetto nascente e un'attuale necessità.

mercoledì 9 ottobre 2013

New Fellow of the UNESCO Chair in Bioethics and Human Rights

Segue traduzione in italiano

The Chairholder of the UNESCO Chair in Bioethics and Human RightsProf. Alberto García, appointed Prof. Alberto Carrara, L.C., new Coordinator of the Italian Neurobioethics’ Research Group (GdN), Fellow of the same Chair.

martedì 8 ottobre 2013

Premio Nobel per la medicina 2013 e neuroscienze

di Riccardo Carrara

Con queste parole inizia il sommario del comunicato stampa ufficiale che si può leggere nel sito del NobelPrize e che annuncia l'assegnazione del Premio Nobel per la medicina: "Il Premio Nobel 2013 onora tre scienziati che hanno risolto il mistero di come le cellule organizzano il loro sistema di trasporto. Ogni cellula è una fabbrica che produce ed esporta molecole. Per esempio, l'insulina è prodotta e rilasciata nel sangue e i segnali chimici chiamati neurotrasmettitori sono inviati da un neurone all'altro". 

Il famoso riconoscimento è stato conferito ieri a tre ricercatori che hanno concentrato i loro studi sulle vescicole e il traffico delle stesse all'interno delle cellule. Ovviamente nel chiarire il ruolo e il meccanismo del traffico vescicolare, i tre scienziati hanno svolto ruoli diversi, ma complementari. 

Randy Schekman ha scoperto l'insieme di geni che sono necessari per il traffico vescicolare. James Rothman ha dipanato il macchinario proteico che permette alle vescicole di fondersi con i loro bersagli e che consente di trasferire il materiale immagazzinato. Infine, Thomas Südhof ha spiegato quali sono i segnali che permettono il rilascio preciso del materiale. 
Tutte queste scoperte hanno contribuito a rivelare il preciso e stupendo sistema di trasporto all'interno delle cellule.

Vediamo ora perché questo riconoscimento ha un notevole profumo di neuroscienza, oltre che di biologia molecolare.

lunedì 7 ottobre 2013

Premio nobel per la medicina: infografica

Science Neuro-news: brain stimulation and money distribution

Science 4 October 2013 - Vol. 342 no. 6154 - p. 25: 
Neuroscience - Brain Stimulation Sparks "Machiavellian" Choices. 



It is a tipical neuro-economics' study!  


Storia della Neuroetica (3)

Continua la Rubrica del lunedì: Storia della Neuroetica. Le prime due parti si possono leggere qui e qui.
Le domande relative al nostro cervello e al sistema nervoso in generale, hanno attraversato l’intera storia del pensiero, dalle origini e dagli albori delle prime civiltà organizzate e strutturate, sino ai nostri giorni dove si registrano i maggiori successi derivati dall’alleanza tra ricerca neuroscientifica e tecnologia. Se da una parte, filosofi e medici sin dagli antichi Egizi, passando per la Grecia classica, approdando alla prima decade del XXI° secolo, hanno speculato e formulato ogni ipotesi relativa a questo misterioso ed affascinante organo situato nella cavità cranica, dall’altra, gli anni ’90 del secolo scorso e la prima decade di questo Terzo Millennio ci presentano strabilianti risultati neuroscientifici in grado di suscitare problematiche filosofiche inquietanti e appassionanti, specialmente nel campo etico.
L’applicazione sempre più rapida all’uomo dei risultati neuroscientifici, frutto delle numerosissime ricerche che mirano a decifrare i misteri del cervello e della mente umana, hanno suscitato nell’opinione pubblica sentimenti molto spesso opposti e antitetici: dai neuro-scettici e neuro-critici, passando ai neuro-fili o amanti delle neuroscienze. È questo il quadro in cui si è sviluppata ed è sorta, la Neuroetica, un nuovo ambito di ricerca e riflessione.
Negli ultimi anni, il termine “Neuroetica” si è imposto sempre più, specie in ambito anglosassone, per quanto concerne la sua diffusione e il suo contenuto proprio. La “Neuroetica” si era già diffusa, per lo meno quanto al concetto stesso, a livello globale. Sembra oggigiorno indiscusso il suo status di nuova e consistente disciplina.
Allora ci chiediamo: che cos’è la “Neuroetica”? di che cosa si occupa? Quali sono i suoi campi di ricerca? Da chi sorge questa denominazione? e quando? C’è una domanda spinosa da farsi: la “Neuroetica” è un ramo ulteriore, magari nuovo, della tradizionale Bioetica, oppure possiede un campo di ricerca e di riflessione proprio, particolare tale da distinguerla e da farle assumere uno statuto proprio di scienza medico-filosofica?

sabato 5 ottobre 2013

La Neurobioetica tra prassi e interdisciplinarità: GdN 27 settembre 2013

Cosa ci fanno seduti allo stesso tavolo: filosofi, teologi, medici, psichiatri, bioeticisti, avvocati e persino un giudice della Rota romana?

Fanno Neurobioetica!


Venerdì scorso, 27 settembre 2013, presso l'Ateneo Regina Apostolorum, si è svolto il primo incontro del Gruppo di Ricerca in Neurobioetica (GdN) del nuovo anno accademico 2013-2014.



giovedì 3 ottobre 2013

Neuroetica nel Dizionario medico della Treccani

di Riccardo Carrara

L'Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti, meglio nota con il nome Treccani, la prima vera enciclopedia universale tutta italiana, è stata fondata a Roma il 18 febbraio 1925 da Giovanni Treccani, imprenditore tessile. Dalla prima edizione, composta da 35 volumi e un volume di indice, la Treccani si è sviluppata non solo come enciclopedia (che nella versione lusso aggiunge alla prima edizione 17 volumi di appendici e 1 volume di indice), ma ha saputo risponde alle esigenze della cultura e del sapere della società pubblicando diverse collane.

Ricordiamo, inoltre, che dal 1993 al 1998 a ricoprire il ruolo di presidente dell'Istituto della suddetta Enciclopedia Italiana ci fu il premio Nobel Rita Levi Montalicini, che riuscì in quegli anni a rilanciare l'opera e ad allargare la partecipazione societaria. 

Oggi, possiamo consultare gli estratti dell'enciclopedia Treccani anche online, dove troviamo in aggiunta diverse sezioni dedicate alla scuola, una web tv, una community e un magazine, segno dello stare al passo con i tempi. 

Che cosa scopriamo riguardo alla NEUROETICA? 
Viene considerato dall'enciclopedia italiana questo termine così moderno? 
Sotto che aspetti ne viene resa una definizione?

mercoledì 2 ottobre 2013

Neuro-Antropologia e Neuro-Filosofia: L'esperienza del "Trascendente" (2)

...... (continua dalla scorsa settimana, 2° parte: L’esperienza del Trascendente alla luce della psicoterapia, pubblicato sul portale UCCR)

di Alberto Carrara*, Alberto Passerini** e Alessandra Pandolfi***

* biotecnologo e neurobioeticista, Ateneo Regina Apostolorum (Roma), Gruppo di Neurobioetica (GdN)
** Psichiatra, Psicoterapueta, S.I.S.P.I. – Scuola Internazionale di Specializzazione con la Procedura Immaginativa, Milano-Roma (www.sispi.eu)
*** Anestesista, Psicoterapeuta, S.I.S.P.I. – Scuola Internazionale di Specializzazione con la Procedura Immaginativa, Milano-Roma (www.sispi.eu)


«Trascendente ed Esperienze Immaginative1: Il Trascendente in psicoterapia
Considerare l’idea che l’Uomo ha dell’esistenza della divinità alla stregua di un pensiero magico o animistico, come si legge in alcuni scritti, significa, al di là di qualsiasi credenza religiosa, atea o agnostica, ignorare una parte dell’Essere nei suoi bisogni fondamentali; oltre a quelli di amare, essere amato ed essere riconosciuto nei propri significati: il trascendente (Toller, Passerini, 2007).

martedì 1 ottobre 2013

Calico di Google: il nuovo progetto dai risvolti neuroscientifici

di Riccardo Carrara

Calico di google
Il primo annuncio è apparso nel profilo G+ di Larry Page, co-fondatore e CEO (chief executive officer o per noi italiani amministratore delegato) di Google, che ha condiviso pubblicamente il suo entusiasmo per la presentazione della nuova compagnia denominata Calico. Successivamente la notizia è comparsa su googlepress e a ruota è stata ripresa da moltissimi media e blog nel web.

E’ il TIME ad aggiudicarsi l’intervista esclusiva a Page sul progetto Calico, lasciando l’intera copertina del numero di settembre (september 30, 2013 / Vol. 182 No.14) all’argomento, con il super titolo “Can Google solve death?”. Con un titolo del genere e l’annuncio di Google (che nello stesso articolo del TIME viene definita: “una delle compagnie di maggior successo, onnipresente e sempre più paradossale del pianeta”) che definisce questa nuova impresa come un “lancio nello spazio”, l’attenzione dei più non può che ricadere su Calico.