martedì 1 ottobre 2013

Calico di Google: il nuovo progetto dai risvolti neuroscientifici

di Riccardo Carrara

Calico di google
Il primo annuncio è apparso nel profilo G+ di Larry Page, co-fondatore e CEO (chief executive officer o per noi italiani amministratore delegato) di Google, che ha condiviso pubblicamente il suo entusiasmo per la presentazione della nuova compagnia denominata Calico. Successivamente la notizia è comparsa su googlepress e a ruota è stata ripresa da moltissimi media e blog nel web.

E’ il TIME ad aggiudicarsi l’intervista esclusiva a Page sul progetto Calico, lasciando l’intera copertina del numero di settembre (september 30, 2013 / Vol. 182 No.14) all’argomento, con il super titolo “Can Google solve death?”. Con un titolo del genere e l’annuncio di Google (che nello stesso articolo del TIME viene definita: “una delle compagnie di maggior successo, onnipresente e sempre più paradossale del pianeta”) che definisce questa nuova impresa come un “lancio nello spazio”, l’attenzione dei più non può che ricadere su Calico.

Calico, il cui nome è apparentemente l’acronimo di California Life Company (sembrerebbe con sede nella Bay Area, non lontano dal quartier generale di Google) non può che diventare una potenza visti i nomi che ci stanno dietro. Oltre a Google, troviamo nella veste di amministratore delegato Arthur (Art) D. Levinson, presidente della Apple Inc. e della Genetech Inc. (una società di biotecnologie), nonché uno dei direttori di Hoffmann-La Roche.

Salute, benessere e invecchiamento
Stanno girando sul web molte notizie e speculazioni circa il vero scopo di Calico, molti cavalcano l’onda della sconfitta della morte e di una possibile immortalità, ma quello che sappiamo dai fondatori è che sarà “una nuova compagnia che si concentrerà sulla salute e sul benessere” e, proseguendo solo di una virgola la lettura dell'annuncio ufficiale, si capisce l'obiettivo particolare: "la sfida all'invecchiamento e alla malattie associate".

Un progetto, quindi, focalizzato sulla salute e sul benessere, parola quest’ultima che emerge più volte nel dibattito bioetico per quanto concerne il possibile ampliamento dei significati di cura, malattia e salute. Lasciando da parte la diatriba etica sul concetto di benessere, buona parte dell’impegno e della ricerca di Calico si concentrerà certamente sulla genetica e sulle biotecnologie, campi che Google già possiede, in modo indiretto (la società privata di genomica e biotecnologie con sede a Mountain View, che dal 2007 ha iniziato a fornire servizi di test del DNA, denominata 23andme è in gran parte finanziata da Google e la co-fondatrice Anne Wojcicki  è ancora sposata con il co-fondatore di Google Sergey Brin).

Calico non potrà però tralasciare il campo delle neuroscienze, se il suo vero obiettivo è quello della sfida alle malattie associate all’invecchiamento; inoltre, in un concetto di benessere devono essere prese in considerazione le malattie mentali, che giocano un ruolo preponderante: circa il 20% della popolazione con più di 55 anni ha qualche tipo di disturbo mentale (1), condizioni che includono ansietà, gravi danni cognitivi e disturbi dell’umore (come depressione e disturbi bipolari). Il benessere di un anziano, per fare un esempio lapalissiano, è condizionato grandemente dai cambiamenti dei pattern del sonno, che avvengono con l’invecchiamento.

Alzheimer
L’odierno aumento del numero e della proporzione di anziani è qualcosa di mai visto nella storia. Di pari passo si assiste all'incremento delle malattie croniche e di quelle neurologiche (vascolari e degenerative) che prendono i primi posti nell’interesse dei medici e portano con sé un carico enorme di sofferenza per il paziente, per la sua famiglia o per chi se ne prende cura. L’insonnia, la sordità, la cataratta, l’ictus, le demenze e il morbo di Parkinson (patologia che ha colpito anche la madre di Sergey Brin) sono in rapido aumento nella popolazione sopra i 65 anni, ma è l'Alzheimer a mietere più vittime in questa popolazione. 

Secondo il National Center for Health Statistics, il 4,4% delle morti negli americani con 65 o più anni d'età sono dovute all'Alzheimer (2), (3), che giunge ad essere la settima causa di morte negli Stati Uniti. L'Alzheimer è diventato, in poco tempo, uno dei maggiori problemi di salute pubblica, come afferma The National Plan to Address Alzheimer Disease (maggio 2012), tanto da portare a ritenere la salute cognitiva come componete essenziale della salute pubblica (4). 

Problemi neuropatologici correlati alle altre malattie croniche
L'Alzheimer è una delle patologie croniche che colpisce l'anziano e come abbiamo detto si posiziona al settimo posto come causa di morte. Altre patologie croniche, quali per esempio infarto e cancro, sono al vertice della classifica essendo le prime responsabili di morte. Perché allora Calico dovrebbe riversare una parte rilevante della propria attenzione alle neuroscienze e ai suoi risvolti etici?

Sappiamo benissimo, supportati dalla ricerca medica e scientifica, che le persone con patologie croniche hanno altri problemi di salute, quali per esempio l'abuso di sostanze, dipendenze, malattie mentali, demenze e altri menomazioni cognitive o sviluppo di disabilità (5). 

La morte sembra inevitabile, ma la prevalenza di malattie croniche, il declino cognitivo e le disabilità comunemente associate possono essere ridotte. Il rischio di malattie croniche aumenta con l'età e l'invecchiamento sembra condurre sempre più, prima della morte naturale, ad una qualche disabilità neuropatologica.

Interesse economico o benessere economico?
A conclusione di questa breve e non certo esaustiva analisi, ci si potrebbe chiedere, perché Google si stia impegnando in questo campo della salute e del benessere (e in modo specifico nell’ambito dell’invecchiamento).

Alcuni sosterrebbero per mero interesse e in effetti, potrebbe essere plausibile che Google non voglia perdere una clientela che appare in veloce crescita. 
Stando ad alcune statistiche il numero di anziani nel mondo (e quindi di potenziali utenti) sta crescendo a vista d’occhio. Come abbiamo già ricordato, una crescita del genere nella popolazione anziana è un fatto senza precedenti nella storia e si stima che nel 2050 ci sarà il doppio del numero di persone con più di 65 anni (6).

Potrebbe, quindi, essere questa una ragione materiale, ma considerando la tendenza della spesa sanitaria in questi ultimi anni e la previsione per gli anni futuri, se Calico riuscisse a raggiungere l’obiettivo, anche solo in parte, significherebbe, non solo migliorare la vita di molte persone (anziani e tutti i loro famigliari, amici e personale che li assistono), ma si arriverebbe ad abbattere di molto la spesa pubblica, perché sarebbe stata eliminata o almeno sarebbe stata notevolmente diminuita l’incidenza di una o più patologie croniche che colpiscono l’uomo. Il 95% della spesa sanitaria per gli anziani è infatti dovuta a malattie croniche, inoltre il costo complessivo per una persona con più di 65 anni di età rispetto a un giovane paziente è dalle tre alle cinque volte più elevato (9) (10).

Questo non è un calcolo puramente economico e non serve di certo un esperto per mettere in evidenza la relazione che intercorre tra problemi economici (conseguenti preoccupazioni) e salute mentale, ma si tratta di un'attenzione vera e completa rispetto alla persona. Si sta dando un vero senso alla salute, che va oltre la salute stessa, mettendo la persona al centro.
Se si dà per vera la prima delle 10 verità di Google, ossia che l'utente viene prima di tutto, prima ancora di un obiettivo interno o di un profitto, non si può che far riferimento ad una bioetica personalista. Solo seguendo questa direttiva Google potrà puntare assai in alto e rendere Calico un vero "lancio nello spazio".

Concludo, ricordando un passaggio delle Manuale di Bioetica di Elio Sgreccia (p.160): 
La salute dell'uomo non equivale, pertanto, alla sua perfezione, anche se rappresenta una condizione favorevole per raggiungerla. Efficace è a questo proposito la precisazione di Richard Siebeck: "Il concetto di salute non è completo senza la domanda: salute, a che scopo? In fin dei conti non viviamo per stare sani, ma siamo e vogliamo essere sani per vivere e per agire. La salute non è un bene che ci è stato affidato soltanto per determinate funzioni e capacità. La salute non è un fine ultimo, ma è determinata e limitata dal significato della vita stessa. E il significato della vita è disposizione, donazione e sacrificio. Il senso della salute è oltre la salute, si trova in quel progetto di vita buona che ciascuno si propone di realizzare, per il quale la salute è condizione necessaria, ma non indispensabile."

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(1) American Association of Geriatric Psychiatry (2008). Geriatrics and mental health—the facts.  Available at: http://www.aagponline.org/prof/facts_mh.asp (accessed June 23, 2008).
(2) Source: CDC, National Center for Health Statistics. National Vital Statistics System, 2007−2009
(3) Chronic conditions were the leading causes of death among U.S. adults aged 65 or older in 2007–2009
(4) The Healthy Brain Initiative Progress report at (www.cdc.gov/aging/pdf/HBIBook_508.pdf)
(5) Groessl EJ, Kaplan RM, Rejeski WJ, et al. Health-related quality of life in older adults at risk for disability. Am J Prev Med. 2007;33(3):214-218.
(6) Satariano WA, Guralnik JM, Jackson RJ, Marottoli RA, Phelan EA, Prohaska TR. Mobioity and aging: new directions for public health action. Am J Public Health. 2012;102(8):1508-1515)
(7) Branch LG, Meng H, Guralnik JM. Disability and functional status. In: Prohaska T, Anderson LA, Binstock R, eds. Public Health for an Aging Society. Baltimore, MD: Johns Hopkins University Press; 2012.
(8)Hoehner CM, Brennan Ramirex LK, Elliott MB, Handy SL, Brownson RC. Perceived and objective environmental measures and physical activity among urban adults. Am J Prev Med. 2005;28:105-1160
(9) Hunter RH, Sykes K, Lowman SG, Duncan R, Satariano WA, Belza B. Environmental and policy change to
support healthy aging. J Aging Soc Policy. 2011;23:(4):354-371
(10) Atlanta Regional Commission. Older Adults in the Atlanta Region: Preference, Practices and Potential of the 55+ Population. Atlanta, GA: Atlanta Regional Commission; 2007

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