giovedì 31 ottobre 2013

Libri di carta o ebook? Come cambia il nostro cervello?

di Riccardo Carrara

La lettura oggi sta subendo un cambiamento epocale: il modello di lettura e scrittura lineare che ha dominato la trasmissione delle informazioni negli ultimi 5 secoli sta per subire una rivoluzione. I nuovi supporti (ebook, e-reader, tablet, smartphone...) stanno instillando nel mondo un nuovo approccio iperattivo per la raccolta di informazioni, un approccio che enfatizza la velocità, la scansione, la scrematura. 

Il processo di recupero delle informazioni sembra essere diventato più importante delle informazioni stesse recuperate e raramente torniamo ad esaminare in profondità ciò che registriamo.

Questo rappresenta una rivoluzione intellettuale di un genere che non si vedeva dall'invenzione della stampa o forse dall'invenzione della scrittura stessa. 
Questi nuovi sistemi di lettura e ricerca delle informazioni possono cambiare il nostro cervello?


Maryanne Wolf, psicologa dell’età evolutiva presso la Tufts University e autrice tra l’altro del libro Proust e il Calamaro. Storia escienza del cervello che legge, afferma che: "Noi non siamo solo quello che leggiamo… Noi siamo come leggiamo".

Sembra che oggi si legga molto di più di un tempo, per esempio rispetto agli anni 1970 o 1980, ma il tipo di lettura è ben diverso. 
Molti leggono numerosi messaggi sullo schermo dei cellulari, brevi post sugli schermi dei computer, status e citazioni sulle bacheche dei social network, informazioni sui motori di ricerca… Ma si tratta di un diverso tipo di lettura, probabilmente dietro di esso si nasconde un diverso modo di pensare, forse anche un nuovo senso del sé, come sostiene con le sue tesi la Wolf. “oggi, con l'avvento della cultura digitale e il suo privilegiare l'immagine rispetto alla scrittura, ci troviamo, come 6000 anni fa, nel mezzo di una transizione di portata epocale, un cambiamento di paradigma che sta riorganizzando secondo nuovi parametri il cervello delle nuove generazioni, i nativi digitali.

"Ora ho quasi totalmente perso la capacità di leggere e assorbire un articolo piuttosto lungo sul web" afferma Bruce Friedman il 6 febbraio 2008 nel suo blog dedicato all'uso del computer nella medicina, "Non riesco più a leggere Guerra e pace", ha ammesso. "Ho perso la capacità di farlo. Anche un post di più di tre o quattro paragrafi è troppo da assimilare. Ci dò un semplice sguardo".

È sicuramente Nicholas Carr, scrittore statunitense, ad essersi occupato più volte dell'argomento, iniziando con il post Rewiring the brain (Ricablare la mente) del 18 gennaio 2008. 

Uno studio condotto dagli studenti della University College Londonsulle abitudini delle ricerche online, ha rivelato, in un programma di ricerca di 5 anni, che i visitatori di due popolari siti di ricerca inglese (uno che fa riferimento alla British Library e un altro ad un consorzio educativo dell'UK) solitamente non leggono più di due o tre pagine di un articolo o di un libro su uno schermo senza essere passati ad un'altra lettura. Alcune volte i visitatori salvano lunghi articoli, ma non c'è stata evidenza che gli stessi siano tornati a rileggerli e ad approfondirli.

La rapida presentazione di un contenuto informativo digitale può pregiudicare il decantarsi di un sapere più profondo, che necessita di tempi più lunghi? Stiamo diventando degli scoiattoli distratti (distracted squirrels) come afferma Nicholas Carr?

Nel prossimo numero di novembre di Scientific American, Ferris Jabr indaga proprio come la lettura su carta sia differente dalla lettura su schermi e se il cervello preferisca una o l’altra. 

L'indagine può essere riassunta in tre punti:
1) Studi condotti negli ultimi due decenni indicano che spesso le persone capiscono e ricordano meglio un testo su carta rispetto a uno letto su uno schermo. Gli schermi possono inibire la comprensione, impedendo alle persone di navigare intuitivamente e mentalmente attraverso testi lunghi.
2) In generale, gli schermi sono cognitivamente e fisicamente più impegnativi rispetto alla carta. Lo scorrere le pagine richiede un costante sforzo cosciente, e schermi LCD su tablet e laptop possono sforzare gli occhi e causare mal di testa a causa della luce scintillante diretta sui volti delle persone.
3) Ricerche preliminari suggeriscono che anche i cosiddetti “nativi digitali” sono più propensi a ricordare il senso di una storia, quando l'hanno letta sulla carta, perché anche i migliori e-book ed e-readers sono fonte di distrazione.
La grande forza della carta potrebbe essere la sua semplicità.

Leggendo online, si tenderebbe a diventare "meri decodificatori di informazioni”. La nostra capacità di interpretare un testo verrebbe meno e le connessioni mentali che si formano quando leggiamo profondamente e senza distrazioni rimarrebbero in gran parte disimpegnate. 

Ulteriori studi devono essere sviluppati e portati avanti per dare una risposta chiara a tutto questo e capire se e quali sono gli effetti cognitivi dei diversi modelli di lettura.
Intanto, nel sito di Scientific American viene presentato un sondaggio dal titolo “Do you prefer to read on paper or screens?” per raccogliere informazioni sulla sensazione di come queste nuove modalità di lettura stanno cambiando le nostre abitudini. Un aiuto alla ricerca lo può dare chiunque, rispondendo alle domande a questo link.

Nessun commento:

Posta un commento