martedì 5 novembre 2013

Italia: identificata nuova regione del cervello

di Riccardo Carrara

È italiana la ricerca che ha condotto alla recentissima identificazione di una nuova parte del cervello. Un gruppo di ricerca dell’Ateneo di Cagliari ha pubblicato infatti uno studio che identifica e descrive una nuova regione anatomica nel sistema nervoso centrale dell’uomo. Il lavoro compare su Brain Structure and Function, la rivista internazionale più importante nell'ambito della categoria Anatomy and Morphology e fra quelle di massimo rilievo all’interno della categoria Neurosciences

L'obiettivo principale del lavoro è stato quello di determinare con certezza l'esistenza di alcune suddivisioni peculiari dei nuclei cuneati umani, rilevabili senza discontinuità dall'età evolutiva fino all'età adulta, aggiungendo, inoltre, informazioni sulla loro posizione e le proprietà neurochimiche.

Che risvolti può avere in ambito neuroscientifico una scoperta del genere? Può interessare anche il dibattito neuroetico? In quale misura?


Lo studio intitolato "The human cuneate nucleus contains discrete subregions whose neurochemical features match those of the relay nuclei for nociceptive information" è firmato da Marina Del Fiacco e dal suo gruppo di ricercadimostra che, all'interno di un insieme di formazioni grigie situate nella parte caudale del cervello umano, denominate nuclei delle colonne dorsali, che hanno un ruolo fondamentale nella percezione tattile ben localizzata e della posizione del corpo nello spazio, sono comprese delle aree circoscritte che possiedono invece le caratteristiche tipiche dei nuclei preposti alla trasmissione della sensibilità primitiva e del dolore, incluso quello viscerale.

Lo studio dimostra che le regioni di nuova identificazione possiedono un corredo neurochimico ben diverso da quello dei rimanenti nuclei delle colonne dorsali. Tale armamentario molecolare comprende diversi neuromediatori peptidici, come la sostanza P, le encefaline, il peptide correlato al gene della calcitonina, la galanina e altri, fattori neurotrofici e molecole indicatrici di elevata capacità neuroplastica, e diversi tipi di recettori. 

La via delle colonne dorsali sembra giocare un ruolo fondamentale negli stati di dolore neuropatico cronico. Di particolare interesse è la via postsinaptica della colonna dorsale (PSDC), un sistema di fibre originate dalle cellule del midollo spinale postsinaptiche alle fibre afferenti primarie. La via PSDC gioca un ruolo prevalente nella nocicezione viscerale e la distruzione chirurgica della stessa rappresenta oggi una strategia di successo nel controllo del dolore viscerale nei pazienti con cancro

Definendo con precisione la chimica di queste vie si potrebbero avere delle rilevanti implicazioni cliniche e si potrebbe intervenire farmacologicamente (e non chirurgicamente) nel trattamento di tale dolore.
Regioni con queste caratteristiche non sono state mai descritte all'interno dei nuclei delle colonne dorsali di altre specie animali, inclusi i primati, e appaiono esclusive dell’encefalo umano.

Può questa differenza essere di fondamentale importanza per quanto riguarda la nostra unicità nella percezione del dolore? Quanto potrà cambiare la ricerca e il trattamento del dolore e della sensibilità l'individuazione di queste nuove subregioni?

Riassumendo e concludendo, la ricerca dimostra che alcune zone nei nuclei cuneati umani presentano una immunoreattività e caratteristiche neurochimiche e istologiche analoghe ai nuclei sensoriali nocicettivi e protopatici. La presenza di tali reattività pone numerose domande che richiedono ulteriori indagini.

L'affascinante corpo umano ancora una volta ci presenta i suoi particolari e ci stimola ad uno sforzo aggiuntivo per la comprensione sempre più chiara di come siamo. La neuroanatomia rimane un campo di indagine avvincente e coinvolgente che sembra dover rivelare ancora molti misteri e aprire nuove domande per quanto riguarda la neuroetica del dolore.

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