venerdì 8 novembre 2013

Povertà, mente e cervello: gli effetti della povertà sulla mente umana e sul nostro cervello

di Alberto Carrara, L.C.

Le sfide dell’alimentazione, così titolava il 6 novembre scorso, un articolo riassuntivo firmato da Luca M. Possati dell’Osservatore Romano, relativo al Convegno «Bread and Brain. Education and Poverty», organizzato dalla Pontificia Accademia delle Scienze (PAS), e conclusosi proprio quello stesso giorno presso la Casina Pio IV in Vaticano.

Educazione, biotecnologie, cultura al servizio della vita: sono questi i temi principali su cui si sono concentrati i partecipanti al convegno, tra cui figura Martha Farah, nota in ambito neuroetico per i suoi contributi.



Possati scrive in merito: «Il convegno ha tracciato un bilancio complessivo degli effetti della povertà sullo sviluppo della mente umana, anzitutto a livello neuronale, in una prospettiva fortemente interdisciplinare. Per questo, sono stati chiamati a confrontarsi sociologi, neurologi, economisti, biologi ed educatori.

Una delle maggiori sfide poste dalla povertà nel mondo globalizzato è quella di cercare di migliorare la qualità dell’alimentazione delle popolazioni più in difficoltà. E questo - secondo quanto è emerso dalle relazioni - passa soprattutto attraverso strategie precise per implementare le coltivazioni, fornire maggiori quantità di micronutrienti necessari allo sviluppo, combattendo ogni genere di sfruttamento. Anche per questo, l’uso delle tecnologie deve essere ben ponderato e finalizzato esclusivamente a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni, proteggendone gli strati più deboli.

Solo strategie di questo tipo possono contrastare anche un fenomeno complesso come la Hidden Hunger, cioè la fame nascosta, che è la cronica mancanza di micronutrimenti essenziali allo sviluppo. Questa piaga colpisce oltre due milioni di persone nel mondo. Le conseguenze per il fisico sono devastanti, non solo sul piano dello sviluppo neuronale».

Il 7 novembre, Papa Francesco ha ricevuto nella Domus Santa Marta i partecipanti di questa Conferenza internazionale

Intervistato da ZENIT, Il Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, mons. Marcelo Sanchez Sorondo, ha spiegato l'importanza del Convegno e dell'incontro con il Pontefice, affermando:

«Papa Francesco ci ha ricevuto questa mattina ed è rimasto entusiasta del lavoro che stiamo facendo, perché come nessun altro il Santo Padre conosce i problemi connessi alla scarsa alimentazione dei bambini ed è molto preoccupato sulle conseguenze.... La conferenza ha riunito due gruppi di esperti che lavorano in ambiti di ricerca diversi. Modalità che la Pontificia Accademia delle Scienze mette in atto da qualche tempo. Un gruppo di neurologi, che si è concentrato sullo studio del cervello, in particolare sulla parte principale del sistema nervoso... è la prima volta che si riesce a sviluppare una corrispondenza tra neurologi e nutrizionisti... i neurologi sono giunti alla conclusione che, nel primo anno di vita, in modo particolare, la persona sviluppa l'80% del cervello. Si tratta di un tempo fondamentale, che diventa essenziale anche prima della stessa educazione, oltre che di un processo di sviluppo che ha basi scientifiche e umane, perché implica una relazione tra bambini e madri».



Questo Convegno internazionale afferma l’importanza dell’interdisciplinarietà e del dialogo profiquo tra discipline diverse, ma complementari per avere una visione totalizzante sull’essere umano. 






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