martedì 31 dicembre 2013

Crudeltà e venerazione verso gli animali

di Riccardo Carrara

“Ogni qualvolta si adora un animale, si sacrifica un essere umano. Lo dimostra, simbolicamente e letteralmente, la concreata esperienza storica. Immaginate che mille schiavi neri siano sacrificati allo scarabeo nero; immaginate che un milione di fanciulle siano gettate nel Nilo per nutrire il coccodrillo; immaginate che il gatto mangi gli uomini invece dei topi; sarebbe nient’altro che il sacrificio dell’umanità che così sovente attribuisce più importanza al cavallo che al cavaliere o al cagnolino “da grembo” che al grembo del padrone. L’unico atteggiamento corretto nei confronti degli animali è quello comico. Proprio perché è comico, è affettuoso. E proprio perché è affettuoso, non è mai ossequio.”
G.K.Chesterton

In questi ultimi giorni dell'anno spopolano in rete alcuni hashtag come #iostoconcaterina, #iostoconlaricerca e così via. Il tutto a seguito dei commenti spietati e crudeli, per non dire violenti, che sono stati postati sui socialnetwork a seguito del messaggio di Caterina Simonsen, in cui la 25enne padovana ringraziava la sperimentazione sugli animali per averle salvato la vita (in effetti altri due hashtag concatenati a quelli precedenti, si stanno diffondendo in queste ore, #siallaricerca e #siallavita... davvero una giusta e bella accoppiata!).

Leggendo queste notizie, la mia mente ha creato un parallelismo che non credo affatto casuale e mi sono tornate alla mente le parole della direttrice del dipartimento di Farmacologia della Statale di Milano, Francesca Guidobono Cavalchini, a seguito dell'aggressione di un gruppo di animalisti lo scorso aprile. "I danni sono enormi. Ci hanno fatto buttare via sei o sette anni di lavoro, hanno bruciato migliaia e migliaia di euro, per colpa loro molti animali moriranno. Ci sentiamo spersi, non sappiamo cosa sarà di noi ora."... e probabilmente molte persone con malattie neurodegenerative dovranno attendere ancora per una cura...

Entrambi questi episodi di accanimento e irragionevolezza, derivano da una mancanza di equilibrio che sfocia in due estremismi nei confronti degli animali. Da una parte la venerazione, come nei casi sopra citati, dall'altra la crudeltà, di chi davvero lì maltratta, li prende per poi abbandonarli sul ciglio di una strada, li usa senza se e senza ma.

E ancora G.K. Chesterton alla fine dello stesso articoletto da cui è tratto il brano di apertura conclude: "È questo l’equilibrio degli istinti che è l’essenza di tutta la satira: per quanto possa essere frutto della fantasia, essa deve essere sempre potenzialmente razionale e sostanzialmente ragionevole, perché pronta a colpire ai due lati di eccessi opposti. E i due eccessi presenti alle estremità dell’attuale società esasperata e isolata sono la crudeltà e la venerazione verso gli animali. Derivano entrambi dall’esagerata considerazione nei loro confronti: i crudeli li odiano; gli stravaganti li adorano e forse li temono. Nessuno sa amarli.”

C'è allora una bella differenza tra il mettere su un piedistallo gli animali e magari inginocchiarsi davanti e utilizzarli come si usa un coltello o una forchetta, come meri strumenti inanimati. È lì in mezzo che sta la vera ricerca e la vera sperimentazione.

Guardando con un atteggiamento comico la faccenda, mi meraviglio che ancora non siano sorti e non si stiano diffondendo hashtag a sostegno e in appoggio al "povero" moscerino della frutta (#iostoconDrosophilamelanogaster) o al rospo acquatico (#iostoconXenopuslaevis), due dei modelli animali più sfruttati nei laboratori; sono pur certo che da qualche parte c'è di sicuro chi adora un moscerino e chi ha una venerazione ossequiosa per il rospetto in questione. 

Vedo, d'altro canto, con occhi di speranza, ciò che sta succedendo in queste stesse ore, ossia che questi fatti stanno facendo emergere la realtà così come è... in molti si stanno accorgendo che cosa sia davvero un animale e che, dall'altro lato, una ragazza si è sviluppata dal "grembo di un padrone". Si sta facendo chiarezza sui diversi aspetti della questione, sui termini che troppe volte vengono utilizzati in modo improprio (come il termine vivisezione), i principali quotidiani stanno preparando speciali e reportage sulla sperimentazione animale e stanno uscendo sul web le prime FAQ sullo stesso argomento. Potremo dire che si stanno aprendo al mondo le porte dei laboratori, le stanze dei ricercatori, nella speranza che sempre più persone riescano a rendersi conto della realtà.

Vorrei concludere, lasciando quattro punti, che spero possano essere utili al dibattito che si sta diffondendo in questi giorni, una diatriba non deve esaurirsi nel giro di poche settimane, ma deve continuare a produrre frutti di verità.

- La prima distinzione da fare quando si parla di sperimentazione è quella tra sperimentazione di laboratorio, su animali e sull'uomo.
- Non bisogna dimenticare che le precedenti fasi di studio e di sperimentazione in laboratorio e sugli animali hanno un carattere preparatorio, necessario, ma non definitivo né ultimativo.
- Bisogna ricordare che il passaggio alla sperimentazione sull'uomo deve essere preceduto e motivato dal raggiungimento di tutti gli elementi di certezza tecnica possibili, di modo che il passaggio all'uomo sia esente da rischi, per quanto questi siano prevedibili in laboratorio.
- Infine, non si deve scordare che il passaggio all'uomo rappresenterà sempre una novità e comporterà inevitabilmente un rischio.

Evidentemente, il mondo animale non va preso come gioco e mezzo di espressione di potere senza vero motivo di beneficio per l'uomo e senza rispetto per l'equilibrio fra le specie. E con la stessa evidenza bisogna affermare che la sperimentazione sugli animali può e deve essere eticamente accettata.

4 commenti:

  1. Vergogna! Chi ama la più piccola creatura che Dio ha fatto ama anche quelle sopra di essa..ma vi siete scordati Caino e Abele, san Francesco, Santa Gertrude, i bellissimi passi biblici sull'amore e l'empatia?Il tempo che io utilizzerò per capire come pagare le tasse(che voi non pagate) perchè non lo usate per andarvi a rileggere qualcosina?Potreste anche vedere le statistiche statunitensi di criminologia che evidenziano come quasi tutti i carcerati per crimini violenti contro gli esseri umani prima si siano affinati sugli animali...
    Io NON sono più cattolica per gente come voi.

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  2. a me pare che l'articolo spieghi molto bene che non si debba avere nei confronti degli animali un comportamento sadico, come probabilmente hanno avuto i carcerati americani di cui parli, così come troppo reverenziale, altrimenti si finisce col dare più importanza all'animale che all'uomo (come fecero i due fratelli che uccisero un tassista a Milano nell'ottobre del 2010). Come in tutte le cose bisogna essere equilibrati e stabilire quelle che sono le giuste priorità. Cara anonimo, mettiamo che tu abbia dei figli, e supponiamo che questi siano affetti da delle malattie le cui cure sono allo stadio sperimentale ma che siano allo stesso tempo potenzialmente pericolose, non vorresti che queste cure fossero testate su qualcos'altro piuttosto che sui tuoi figli?
    Alla fine bisogna sempre ricordarsi che gli animali sono sempre tali e cioè solo degli animali.

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  3. Perché amare gli animali.
    Perché ti danno tutto, senza chiedere niente. Perché contro il potere dell'uomo con le armi sono indifesi. Perché sono eterni bambini, perché non sanno cos'è l'odio né la guerra. Perché non conoscono il denaro e si consolano solamente con un posto dove rifugiarsi dal freddo. Perché si fanno capire senza proferire parola, perché il loro sguardo è puro come la loro anima. Perché non conoscono l'invidia né il rancore, perché il perdono è ancora naturale in loro. Perché vivono senza avere una lussuosa dimora. Perché non comprano l'amore, semplicemente lo aspettano e perché sono nostri compagni, eterni amici che niente potrà separare. Perché sono vivi. Per questo e altre mille cose meritano il nostro amore. Se impariamo ad amarli come meritano saremmo molto vicini a Dio.
    Madre Teresa di Calcutta
    (Lei quanto sarebbe vicino al Signore?)

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  4. La mia risposta alla domanda è: mai abbastanza.
    Ora, non so se l'Anonimo/a che ha scritto l'8 marzo sia lo stesso/a che ha scritto il 20 gennaio, ma per facilità assumerò di sì e per comodità mi permetto di darti del tu (spero che tu non ti offenda). Ti pongo, quindi, la seguente domanda mio caro/a Anonimo/a: ipotizziamo che in un futuro non troppo lontano stia per scoppiare una guerra nucleare globale e che per evitare la distruzione di ogni forma di vita sia stato costruito un bunker. È già stato deciso che tu avrai il tuo posto nel bunker assieme ad ogni animale e pianta esistente ma devi scegliere tra me ed un cane. Magari il tuo, se ne hai uno. Chi fai entrare nel bunker?

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