domenica 12 gennaio 2014

Spiegami le emozioni - 1

di Alberto Carrara, LC

Nel suo compendio divulgativo e sintetico dell’antropologia filosofica, Ramón Lucas Lucas, Ordinario di Antropologia filosofica e Bioetica presso l’Università Gregoriana di Roma, così definisce ciò che normalmente chiamiamo “emozioni”: l’emozione è un sentimento intenso che comporta una commozione organica e che procede sia dalla conoscenza e dalle tendenze di ordine sensitivo, come da quelle di ordine intellettivo. Nell’emozione si ha perciò un duplice aspetto:
·        Interno o sentimentale
·        Esterno o modificazione somatica (Spiegami la persona, ART, Roma 2012, p. 134).

Nelle pagine successive, l’autore procede a descrivere il meccanismo emotivo, gli effetti organici dell’emozione e il controllo delle stesse.

È interessante che l’analisi antropologica relativa alla nostra sfera emozionale venga oggigiorno supportata e integrata da studi neuroscientifici. In effetti, un recente articolo pubblicato online su PNAS (Proceedings of the National Accademy of Sciences) il 27 novembre 2013 (doi:10.1073/pnas.1321664111) da Lauri Nummenmaa, Enrico Glerean, Riitta Hari, e Jari K. Hietanen, si intitola proprio: Bodily maps of emotions.



Riporto l’abstract del lavoro scientifico in lingua inglese e lo commento.

Abstract
Emotions are often felt in the body, and somatosensory feedback has been proposed to trigger conscious emotional experiences. Here we reveal maps of bodily sensations associated with different emotions using a unique topographical self-report method. In five experiments, participants (n = 701) were shown two silhouettes of bodies alongside emotional words, stories, movies, or facial expressions. They were asked to color the bodily regions whose activity they felt increasing or decreasing while viewing each stimulus. Different emotions were consistently associated with statistically separable bodily sensation maps across experiments. These maps were concordant across West European and East Asian samples. Statistical classifiers distinguished emotion-specific activation maps accurately, confirming independence of topographies across emotions. We propose that emotions are represented in the somatosensory system as culturally universal categorical somatotopic maps. Perception of these emotion-triggered bodily changes may play a key role in generating consciously felt emotions.


Bisogna chiarire che la “mappa somatotopica” come viene definita dagli autori, è il risultato di una sorta di localizzazione somatica, corporea degli effetti organici prodotti e/o indotti dal processo emotivo sulla persona umana. Le reazioni viscerali, muscolari ed espressive non costituiscono soltanto aspetti “esterni” dell’emozione, ma ne sono componenti costitutive, come pure sottolinea Lucas Lucas (Spiegami la persona, p. 136).

“La maggior parte di queste reazioni fisiologiche sono movimenti riflessi, provocati direttamente dall’emozione stessa. L’emozione come tale, non rientra nell’ambito della volontà, in ogni caso, dipenderà dalla volontà e dagli abiti acquisiti il frenare o addirittura inibire le manifestazioni emotive attraverso il controllo delle conoscenze e delle tendenze che provocano l’emozione” (Spiegami la persona, p. 138).

Ecco allora che emerge quella circolarità tra percezione esterna e interna, conoscenza sensibile, conoscenza intellettiva, volontarietà, sentimenti, emozioni... che a livello antropologico rispecchia quella circolarità cerebro-centrica descritta dalle due teorie oggi dominanti: da una parte la visione del “Right-Left Brain” e quella del “Top-Bottom Brain”.


Ritengo che tali visioni neuro-centriche debbano venir integrate in una visione unitaria che rifletta la stessa unità antropologica della persona umana.

Articolo completo qui.

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