giovedì 16 gennaio 2014

Uomo e donna: il cervello li fa?

di Alberto Carrara, LC

Sabato scorso, 11 gennaio 2014, oltre 4000 persone, in prevalenza giovani e famiglie, si sono trovate in piazza Santi Apostoli a Roma in occasione dell’evento Manif Pour Tous Italia ed hanno pacificamente espresso la loro contrarietà al progetto di legge Scalfarotto contro la cosiddetta “omofobia” che proporrebbe di introdurre il reato di opinione per chi si dicesse contrario al “matrimonio” e all’adozione da parte di coppie gay e, più in generale, alla denominata “cultura del gender”.

Noi ci chiediamo, dopo aver prodotto su questo blog un dossier abbastanza completo, seppur sintetico, sul presunto “cervello gay”: che fondamento neuroscientifico ha questa “cultura del gender”?

Ed ecco che un’ultimissima parola sull’argomento viene dalla scienza, in modo particolare, dalla ricerca neuroscientifica.



Un importante studio americano condotto su quasi mille (1000) soggetti (un campione considerevole e statisticamente significativo), da un gruppo di ricerca guidato dalla professoressa Ragini Verma, neuro-scienziata dell’Università della Pennsylvania a Philadelfia (USA), professoressa assistente presso la Section of Biomedical Image Analysis, conferma, attraverso l’analisi della struttura cerebrale umana (denominata: connettoma), alcune differenze neuro-biologiche esistenti tra uomo e donna a livello dell'interconnessione cerebrale.

I risultati della ricerca, effettuata su 949 volontari (428 maschi e 521 femmine) di età compresa tra gli 8 e i 22 anni, sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica PNAS, Proceedings of National Academy of Science

L'articolo intitolato: Sex differences in the structural connectome of the humana brain (PNAS,vol. 111, no. 2; pp. 823-828; doi: 10.1073/pnas.1316909110), frutto del lavoro di numerosi ricercatori afferenti alla PEN - University of Pennsylvania (USA), nel suo insieme si articola nel modo seguente: gli scienziati sono partiti dalla premessa che le differenze sessuali costituiscono un argomento di notevole interesse sia a livello scientifico, come sociale, considerata la prominenza (prominence) nel comportamento delle specie umane e non-umane. Qui mi permetto di segnalare (come farò più avanti su questo blog) l'interessante libro: Il bonobo e l'ateo. In cerca di umanità fra i primati, di Frans de Waal. La rilevanza dello studio proviene dal campione elevato di individui analizzati, quasi un migliaio tra gli 8 e i 22 anni di età, tutti giovani e giovanissimi, suddivisi in due gruppi equivalenti: uomini-donne.

Attraverso una tecnologia innovativa e d'avanguardia nella ricerca neuroscientifica (denominata, in lingua inglese: the diffusion-based structural connectome of the brain che impiega la diffusion tensor imaging), sono state individuate, a livello di connessioni strutturali cerebrali, cioè di dialogo tra le parti all'interno del cervello, nuove differenze ricondotte alla diversità sessuale.


Come affermano gli autori, i risultati dello studio fanno emergere che mentre i cervelli maschili si strutturano per una comunicazione intra-emisferica, quelli femminili, invece, assumono una comunicazione inter-emisferica.

Le osservazioni riportate su un ampio campione di soggetti in via di sviluppo, suggeriscono, come affermano i ricercatori, che i cervelli maschili si strutturino in modo tale da facilitare la connettività (cioè il dialogo) tra la percezione e le azioni coordinate (spazio-temporalmente), mentre i cervelli femminili vengono disegnati in modo tale da favorire o prediligere la comunicazione tra processi analitici e intuitivi.

Questo studio ha come fondamento la teoria neuroetica denominata: Right-Left Brain Theory.

Riporto in originale i testi degli autori dello studio: il primo, riguarda la significatività della ricerca, il secondo è l'abstract.


Significance
Sex differences are of high scientific and societal interest because of their prominence in behavior of humans and nonhuman species. This work is highly significant because it studies a very large population of 949 youths (8–22 y, 428 males and 521 females) using the diffusion-based structural connectome of the brain, identifying novel sex differences. The results establish that male brains are optimized for intrahemispheric and female brains for interhemispheric communication. The developmental trajectories of males and females separate at a young age, demonstrating wide differences during adolescence and adulthood. The observations suggest that male brains are structured to facilitate connectivity between perception and coordinated action, whereas female brains are designed to facilitate communication between analytical and intuitive processing modes.

Abstract
Sex differences in human behavior show adaptive complementarity: Males have better motor and spatial abilities, whereas females have superior memory and social cognition skills. Studies also show sex differences in human brains but do not explain this complementarity. In this work, we modeled the structural connectome using diffusion tensor imaging in a sample of 949 youths (aged 8–22 y, 428 males and 521 females) and discovered unique sex differences in brain connectivity during the course of development. Connection-wise statistical analysis, as well as analysis of regional and global network measures, presented a comprehensive description of network characteristics. In all supratentorial regions, males had greater within-hemispheric connectivity, as well as enhanced modularity and transitivity, whereas between-hemispheric connectivity and cross-module participation predominated in females. However, this effect was reversed in the cerebellar connections. Analysis of these changes developmentally demonstrated differences in trajectory between males and females mainly in adolescence and in adulthood. Overall, the results suggest that male brains are structured to facilitate connectivity between perception and coordinated action, whereas female brains are designed to facilitate communication between analytical and intuitive processing modes.



Questo studio contribuisce ad arricchire un settore della ricerca neuroscientifica e della riflessione antropologica estremamente affascinante ed interessante. 

Nella nostra dimensione sessuale, tratto costitutivo della persona umana, non giocano perciò soltanto o esclusivamente fattori causali e/o originanti di ordine estrinseco, come per esempio, fattori sociali e culturali, come sostengono certe ideologie contemporanee, bensì, come le neuroscienze ci aiutano a capire, l'essere umano ha anche dimensioni biologiche e, nello specifico, neurobiologiche che lo accompagnano in maniera altrettanto costitutiva ed essenziale e di cui deve tener conto all'ora di porsi in relazione con se stesso e con l'ambiente circostante.

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