giovedì 20 marzo 2014

GRUPPO DI NEUROBIOETICA: oggi 5 anni

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del GdN

20 marzo 2009 – 20 marzo 2014: 5 anni di vita!

Il 20 marzo del 2009, in una piccola sala dell’Ateneo Regina Apostolorum di Roma, “nasceva” il Gruppo di Neurobioetica o GdN.

Il Gruppo di Neurobioetica (GdN) è stato costituito all’interno dell’Istituto Scienza e Fede, in collaborazione con la Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani dell’Ateneo Regina Apostolorum di Roma e si propone di affrontare le nuove questioni etiche sollevate dalle moderne Neuroscienze e le loro implicazioni sociali e giuridiche, sulla base di un’analisi approfondita e critica delle loro basi scientifiche.

Il GdN è un gruppo di studio e di ricerca formato da specialisti in ambiti diversi che nella Neurobioetica trovano o scoprono un denominatore comune.

Oggi, 20 marzo 2014, festeggiamo i primi 5 anni dalla nostra “nascita”. È un’occasione per ripercorrere le molte esperienze umane e accademiche, frutto della professionalità e della dedizione dei nostri membri e amici.


L’ultimo regalo arrivato da pochissimo si riferisce alla pubblicazione del numero monografico della Rivista Studia Bioethica della Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Regina Apostolorum dedicata alla Neurobioetica, più precisamente, il volume 6°, numero 1 del 2013 della rivista, è il frutto dei contributi più significativi del Corso Estivo di Aggiornamento in Bioetica dedicato a questa tematica che si è svolto dal 2 al 13 luglio del 2012. Come ho potuto scrivere nell’editoriale:


«Sulla scia del neologismo coniato da Giordano, il 20 marzo del 2009, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorumdi Roma, è sorto il Gruppo di Neurobioetica (GdN), una realtà costituita da professionisti e studiosi provenienti da diversi ambiti che attraverso una metodologia di approccio pluri e interdisciplinare affrontano sia le questioni etiche delle Neuroscienze, come pure le Neuroscienze dell’etica (distinzione operata da A. Roskies nel 2002).
Dopo quasi quattro anni di intense attività, il Gruppo di Neurobioetica ha coronato la sua maturità accademica e professionale realizzando un Corso di Aggiornamento in Bioetica dedicato interamente, per due settimane piene, alle distinte tematiche della Neurobioetica. Uno sforzo enorme tra professionisti e accademici del settore vede oggi un altro successo: la pubblicazione di un numero monografico della rivista Studia Bioethica dedicato ai sunti di alcune delle conferenze impartite durante le due settimane dal 2 al 13 luglio 2012. Il titolo di questo numero della rivista delle Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum mutua lo stesso lemma del Corso estivo di Aggiornamento: Neurobioetica: la persona al centro delle neuroscienza, l’etica, il diritto e la società a sottolineare l’estrema interdisciplinarietá degli approcci alla stessa tematica comune della Neurobioetica».


Concludo l’augurio a tutti i membri del nostro GdN con le stesse parole con cui ho iniziato quest’anno 2014, Anno Europeo del Cervello:

«Al centro della neuroetica, come d'altronde di tutte le altre attività umane, non vi è il cervello, ma l’uomo. È la persona umana, e non il suo cervello come vorrebbero alcuni, colei che pensa, che progetta, che sogna, che agisce, che ama e piange. È la persona stessa nella sua totalità colei che può giungere persino a compiere ricerche scientifiche sul cervello, a scoprirne il funzionamento, a chiarirne, poco a poco, i misteri.

L’augurio per questo 2014 che inizia è che possa essere un anno di progresso nella comprensione integrale di chi siamo come persone umane, dotate sì di un cervello e di un sistema nervoso, ma intrise anche di un mistero che appare inesorabilmente trascendere la stessa fisiologia cerebrale e guidare il nostro agire e il nostro riflettere libero e responsabile. Ricordo che il 2014 è stato già dichiarato dall'EBC, l'Anno Europeo del Cervello (The European Year of the Brain). 

Nel contesto della riflessione etica contemporanea sui risultati e sulle applicazioni delle neuroscienze, cioè nel contesto della neurobioetica, c’è la necessità di distinguere tra mente e cervello, tra la persona umana che agisce liberamente e i fattori neurobiologici che sostengono il suo intelletto e la sua volontà nel suo stesso atto d’azione.

Se non si distinguono le diverse realtà della persona umana, riconoscendo allo stesso tempo la sua complessità, tutto diverrà omogeneo, orizzontale, semplice, controllabile e manipolabile. L’”anima” si equiparerà all’”io” e l’”io” al cervello. Allora sarà lo spirito tecnicista a prevalere e a ridurre l’uomo a una materialità che nemmeno corrisponde a quella dell’animale vivente. Allora la mentalità diffusa oggigiorno continuerà a «considerare i problemi e i moti legati alla vita interiore soltanto da un punto di vista psicologico, fino al riduzionismo neurologico» (Benedetto XVI, Caritas in Veritate, n. 76).

La persona umana è il punto centrale nel dibattito multidisciplinare della neurobioetica, l’uomo nella sua unità e totalità, con tutte le sue dimensioni, con tutti i suoi costitutivi: materiale, psichico e spirituale.

Auguro a tutti un buon anno all'insegna di una ricerca seria, che tenda a trovare, senza volerla dominare completamente, la verità di chi siamo come persone umane».

Il nostro GdN ha sede qui:


Per approfondimenti:

Ateneo Regina Apostolorum: GdN
UNESCO Chair in Bioethics and Human Rights: GdN
2014,l’anno della Neurobioetica!”: intervista al Coordinatore del GdN, prof. P. Alberto Carrara, LC


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