martedì 15 aprile 2014

Neuro-genere: cultura vs natura? - 1

di Alberto Carrara
Coordinatore Gruppo di Ricerca in Neurobioetica

Le edizioni San Paolo hanno finalmente tradotto all’italiano il bestseller di John Colapinto: Bruce Brenda e David. Il ragazzo che fu cresciuto come una ragazza.

Tre nomi propri: due maschili e uno femminile. Eppure si tratta di un unico individuo umano, cromosomicamente XY, cioè geneticamente e anche fenotipiamente maschio.

Una sola persona umana, tre volti. Quanti “generi”? Oggi su Il Giornale a pagina 26, una sintesi della vicenda.


La settimana scorsa, abbiamo iniziato a presentare con il post Differenzesessuali nel cervello umano: “uguale” non significa “lo stesso” – 1, il lavoro scientifico prodotto su Cerebrum, la prestigiosa rivista mensile della DANA Foundation (1° aprile 2014), da Larry Cahill, Ph.D., professore di Neurobiologia e Comportamento presso il Dipartimento di Scienze Biologiche presso l’Università della California (Irvine, USA).

Lo studio si intitola: Equal ≠ The Same: Sex Differences in the Human Brain. “Uguale” è diverso da “lo stesso”: le differenze sessuali nel cervello umano, è una preziosa sintesi sulle evidenze neuroscientifiche, particolarmente frutto dell’imaging cerebrale, che stanno confermando sempre più le differenze a livello cerebrale tra “cervello maschile” e “cervello femminile”.

Il classico dibattito: cultura vs natura (o nurture vs nature), che tanto scalpore suscita a livello mediatico, più che un’opposizione, dovrebbe consistere in una sana ed autentica complementarietà: natura e cultura (nature and nurture).

Che il cosiddetto “genere” sessuale non sia in modo assoluto ed esclusivo determinato dalla cultura, cioè che non sia un “fatto” (factum) meramente culturale, un costrutto di ambienti e stili di vita che possono venir imparati, costruiti e decostruiti a piacimento (tipico paradigma filosofico contemporaneo del costruttivismo e decostruttivismo, un nome tra tanti, quello della filosofa post-strutturalista statunitense Judith Butler), lo dimostra in modo emblematico e tragico, il “caso Reimer” raccontato da giornalista americano John Colapinto e da poco tradotto all’italiano da San Paolo col titolo: Bruce Brenda e David. Il ragazzo che fu cresciuto come una ragazza.

Questa triste storia umana, nota agli specialisti, è significativa per gli esperti di neurobioetica della differenza sessuale, proprio perchè costituisce l’esito antropologico di una teoria psicologica completamente smentita dai fatti: quella della “neutralità” sessuale proposta dallo psicologo John William Money.

Il quotidiano Il Giornale, oggi, con un articolo di Rino Cammilleri, a pagina 26, riprende sinteticamente la vicenda. Ne riporto il testo e, nei prossimi giorni, tornerò a considerare la vicenda, approfondendola dal punto di vista della riflessione neurobioetica della differenza sessuale (meglio detta: neurobioetica della bipolarità sessuale umana).

Il Giornale, martedì 15 aprile 2014, pagina 26 – ALBUM
VITA DISTRUTTA Un reportage pluripremiato di John Colapinto
Il calvario del piccolo Bruce costretto a diventare donna
Ecco l’incredibile storia del bambino a cui venne cambiato il sesso per dimostrare che il «genere» è un fatto culturale. L’esito? Tragico

Rino Cammilleri.

La triste storia che andiamo a raccontare cominciò in Canada nel 1965. In quell’anno, a Winnipeg, i coniugi Ron e Janet Reimer furono allietati dalla nascita di due gemelli identici, Brian e Bruce.
Ma i due piccoli presentavano una fimosi piuttosto accentuata e i genitori decisero di farli circoncidere. Tale pratica è diffusissima nel Nordamerica per motivi igienici: quasi tutti i bambini americani vengono circoncisi praticamente alla nascita. All'ospedale si cominciò con Bruce, ma qualcosa andò subito storto. Il cauterizzatore, forse per un voltaggio eccessivo, di fatto evirò lo sfortunato bambino.
Il gemello a quel punto fu lasciato stare. E fecero bene, perché la sua fimosi si risolse da sola col tempo. I Reimer, avviliti, si chiusero in una specie di parziale isolamento in casa coi loro figli, uno dei quali normalissimo ma l'altro vergognosamente menomato. Finché, nel 1967, una trasmissione televisiva fece balenare loro la speranza. In tivù c'era un medico famoso, il dottor John Money, chirurgo del John Hopkins Hospital di Baltimora. Costui era un seguace del ben più famoso Alfred Kinsey, il biologo dell’Indiana che, coi soldi della fondazione Rockfeller, aveva sconvolto la facilmente sconvolgibile America puritana tramite pruriginosi rapporti sulla sessualità degli americani. Kinsey era il padre del celebre dieci per cento, a suo dire la percentuale di omosessuali nella popolazione.
Si scoprì poi che un quarto delle interviste per le sue statistiche le aveva fatte tra i detenuti. Kinsey aveva condotto esperimenti anche su bambini, poi descritti ne Il comportamento sessuale dell’uomo. I numeri di Kinsey oggi non se li fila più nessuno, ma a quel tempo l’aria era diversa e il Sessantotto alle porte. Money, entusiasta, si era specializzato nella chirurgia per il cambiamento di sesso ed aveva altresì sviluppato una sua personale teoria, quella che oggi chiamiamo «filosofia gender»: i ruoli di maschio e femmina sono culturali, non naturali. Quando i Reimer si rivolsero a lui non gli parve vero: due gemelli identici, uno da poter far crescere “donna. Così, dopo aver convinto i Reimer, modificò definitivamente Bruce e lo imbottì di ormoni. Da allora, Brenda fu trattato da femminuccia. Solo che, a scuola, Brenda continuava a comportarsi da maschio, tanto che gli insegnanti, preoccupati, comunicarono ai Reimer il sospetto che la loro bimba fosse lesbica.
Quelli, su suggerimento di Money, prima si iscrissero coi figli ai campi nudisti, poi andarono a vivere in camper sui monti. Ma Brenda peggiorava e, anzi, si ammalò di depressione. Il padre cominciò a bere, la madre prima cercò di suicidarsi, poi chiese il divorzio. Alla fine, un incendio distrusse tutto e li mise finalmente d’accordo.
Nel 1976 la famiglia tornò a Winnipeg e alle cure di Money. Solo che Brenda non ne voleva più sapere di farsi curare da lui. Ogni volta la cura consisteva nella visione obbligatoria di filmini pornografici, pillole ormonali che Brenda regolarmente sputava, discorsi senza fine sulla sua ineluttabile femminilità.
Nel 1978, ormai aveva tredici anni, disse basta. Money le aveva fatto incontrare un transessuale e fu la goccia che fece traboccare il vaso. Brenda cominciò a comportarsi come sentiva di fare, cioè da maschio, e nel 1980 il padre si decise a rivelarle la verità. Brenda prese allora a farsi chiamare David e volle sottoporsi all'amputazione del seno cresciuto a forza di ormoni. Ma ormai il suo equilibrio psichico era compromesso.
Affrontò due operazioni per la ricostruzione del pene, l’ultima nel 1986. Servirono a poco e Bruce-Brenda-David ingollò un intero flacone di barbiturici, ma non riuscì nemmeno ad ammazzarsi. Allora comprò una pistola e andò a trovare quel chirurgo che a suo tempo lo aveva malamente operato di fimosi iniziando il suo calvario. Ma non ebbe cuore di sparargli e si liberò dell’arma.
Nel 1989 provò a sposarsi con una giovane che aveva già tre figli, tutti di uomini diversi. Negli anni Novanta vuotò il sacco col giornalista John Colapinto, che ne trasse un libro uscito nel 2000 e diventato bestseller. Oggi le edizioni San Paolo lo hanno finalmente tradotto in italiano: Bruce Brenda e David. Il ragazzo che fu cresciuto come una ragazza (pagg. 352, euro 19,90). Il finale di questa storia è amaro: nel 2004 il protagonista ha riprovato a suicidarsi e, ahimè, ci è riuscito. Money? Continuò imperterrito con la sua teoria e, anzi, aggiunse che la pedofilia non sempre è sinonimo di violenza sui bambini. È morto nel 2006. 

Video del caso Reimer QUI

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