martedì 1 aprile 2014

Neuroetica o Neurobioetica? La commissione presidenziale USA di bioetica raccoglie informazioni

di Alberto Carrara, LC

Oggi scade la raccolta informazioni sulla.....Neuroetica!

La Neuroetica, meglio sarebbe denominarla Neurobioetica come noi facciamo, è sotto i riflettori e gli interessi del Presidente degli Stati Uniti e dei suoi collaboratori della Commissione di Bioetica.

Il Centro per le Neuroscienze e la Società (Center for Neuroscience & Society) dell’Università della Pennsylvania (USA) riporta, tra le “ultimissime notizie” in un riquadro a destra del suo portale istituzionale, la notizia relativa alla richiesta, da parte della Commissione Presidenziale (degli Stati Uniti) per lo Studio degli Argomenti relativi alla Bioetica (The Presidential Commission for the Study of Bioethical Issues), di commenti relativi al campo della “neuroetica”.


Il titolo originale è questo: The Presidential Commission for the Study of Bioethical Issues, led by Penn's Amy Gutmann, seeks comments on neuroethics. La scadenza è proprio oggi, 1° aprile 2014!

La commissione americana, lo scorso 31 gennaio, con una comunicazione ufficiale apparsa sul Federal Register (vo. 79, n. 21, venerdì 31 gennaio 2014, sezione: notizie) che si può scaricare QUI, ha richiesto ufficialmente alla comunità scientifica notizie e relazioni sul nuovo settore della “neuroetica”. Così viene affermato:

Bioethics Commission Seeking Comments on Neuroethics. The Presidential Commission for the Study of Bioethical Issues is asking for public comment on the ethical considerations of neuroscience research and the application of neuroscience research findings. Comments are due on April 1.

La richiesta di notizie e rapporti circa le considerazioni etiche relative alla ricerca neuroscientifica e all’applicazione dei risultati di tale ricerca all’uomo, proviene dalla massima istituzione americana della salute, il Department of Health and Human Services, Office of the Secretary, Presidential Commission for the Study of Bioethical Issues.

Questo crescente interesse per le temetiche neurobioetiche avvalorano questo nuovo settore della riflessione interdisciplinare che in Italia annovera, tra le sue Istituzioni Accademiche nel settore, il Gruppo di Ricerca in Neurobioetica o GdN, costituito all’interno dell’Istituto Scienza e Fede, in collaborazione con la Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani dell’Ateneo Regina Apostolorum di Roma il 20 marzo 2009.

Il GdN si propone di affrontare le nuove questioni etiche sollevate dalle moderne Neuroscienze e le loro implicazioni sociali e giuridiche, sulla base di un’analisi approfondita e critica delle loro basi scientifiche.
Il GdN è un gruppo di studio e di ricerca formato da specialisti in ambiti diversi che nella Neurobioetica trovano o scoprono un denominatore comune.
«Sulla scia del neologismo coniato da Giordano, il 20 marzo del 2009, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorumdi Roma, è sorto il Gruppo di Neurobioetica (GdN), una realtà costituita da professionisti e studiosi provenienti da diversi ambiti che attraverso una metodologia di approccio pluri e interdisciplinare affrontano sia le questioni etiche delle Neuroscienze, come pure le Neuroscienze dell’etica (distinzione operata da A. Roskies nel 2002).
Dopo quasi quattro anni di intense attività, il Gruppo di Neurobioetica ha coronato la sua maturità accademica e professionale realizzando un Corso di Aggiornamento in Bioetica dedicato interamente, per due settimane piene, alle distinte tematiche della Neurobioetica. Uno sforzo enorme tra professionisti e accademici del settore vede oggi un altro successo: la pubblicazione di un numero monografico della rivista Studia Bioethica dedicato ai sunti di alcune delle conferenze impartite durante le due settimane dal 2 al 13 luglio 2012. Il titolo di questo numero della rivista delle Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum mutua lo stesso lemma del Corso estivo di Aggiornamento: Neurobioetica: la persona al centro delle neuroscienza, l’etica, il diritto e la società a sottolineare l’estrema interdisciplinarietá degli approcci alla stessa tematica comune della Neurobioetica» (Alberto Carrara, Coordinatore del GdN).
Al centro della neuroetica, come d'altronde di tutte le altre attività umane, non vi è il cervello, ma l’uomo. È la persona umana, e non il suo cervello come vorrebbero alcuni, colei che pensa, che progetta, che sogna, che agisce, che ama e piange. È la persona stessa nella sua totalità colei che può giungere persino a compiere ricerche scientifiche sul cervello, a scoprirne il funzionamento, a chiarirne, poco a poco, i misteri.
Nel contesto della riflessione etica contemporanea sui risultati e sulle applicazioni delle neuroscienze, cioè nel contesto della neurobioetica, c’è la necessità di distinguere tra mente e cervello, tra la persona umana che agisce liberamente e i fattori neurobiologici che sostengono il suo intelletto e la sua volontà nel suo stesso atto d’azione.
Se non si distinguono le diverse realtà della persona umana, riconoscendo allo stesso tempo la sua complessità, tutto diverrà omogeneo, orizzontale, semplice, controllabile e manipolabile. L’”anima” si equiparerà all’”io” e l’”io” al cervello. Allora sarà lo spirito tecnicista a prevalere e a ridurre l’uomo a una materialità che nemmeno corrisponde a quella dell’animale vivente. Allora la mentalità diffusa oggigiorno continuerà a «considerare i problemi e i moti legati alla vita interiore soltanto da un punto di vista psicologico, fino al riduzionismo neurologico» (Benedetto XVI, Caritas in Veritate, n. 76).


La persona umana è il punto centrale nel dibattito multidisciplinare dellaneurobioetica, l’uomo nella sua unità e totalità, con tutte le sue dimensioni, con tutti i suoi costitutivi: materiale, psichico e spirituale.

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