sabato 24 maggio 2014

4th European Conference on Religion, Spirituality and Health - 2

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN) e Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani

Si è appena concluso il 4th European Conference on Religion, Spirituality and Health, denominato anche con l’acronimo ECRSH14, intitolato: Integrating Religion/Spirituality into Clinical Practice: Focus on Health Care Professionals, che si è svolto presso la Facoltà di Scienze umane e della salute dell’Ospedale Mater Dei nell’isola di Malta dal 22 al 24 maggio.

Quest’evento, promosso dal Research Institute for Spirituality and Health, Langenthal/Switzerland, in collaborazione con l’Università di Malta, è stato organizzato dalla referente Prof. Dr. Donia Baldacchino (Educating Health Care Professionals on Spiritual Care, University of Malta).  

Ho partecipato a questo convegno come Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN) e Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani, interessato soprattutto dalle prospettive neuroscientifiche relative alla spiritualità umana e alla religiosità in correlazione con la salute.

Il programma è stato vasto, sono stati prevalentemente toccati aspetti psicologici, sociologici, di formazione del personale sanitario in una visione olistica sia della salute, come dello stesso soggetto e “oggetto” della stessa: l’essere umano, nella pluralità delle sue dimensioni esistenziali e costitutive. Tale visione globale della persona umana deve includere anche la dimensione di apertura al Trascendente che ovviemente possiede una complessa e pluri-strutturata base neurofisiologica.

Questo convegno, oltre all’esperienza multi-culturale, che arricchisce moltissimo, mi ha fatto prendere coscienze della necessità di complementare studi “quantitativi” nell’ordine della psicologia e psicoterapia contemporanee (risultati di una pluralità di test ideati e “somministrati” ai pazienti), con studi neuroscientifici che impieghino la risonanza magnetica funzionale, la DTI, test neurologici, l’EEG, oltre ai test genetici, etc. allo scopo di fondare la ricerca nell’ambito dei possibili benefici che la spiritualità (religiosità) gioca nei confronti dello stato di salute della persona umana.

Come nella contemporanea neurobioetica, anche in questo settore ho sentito molto parlare di un modello bio-psico-sociale che tenga conto di tutte le dimensioni costitutive dell’uomo, senza riduzionismi.

Il  4th European Conference on Religion, Spirituality and Health (ECRSH14) è stato organizzato e promosso dal Research Institute for Spirituality and Health, Langenthal/Switzerland, in collaborazione con l’Università di Malta. Il Prof. Harold G. Koenig (Duke University Medical Center, Durham, NC, USA) ha impartito la sua Lectio Magistralis ieri sera.


Tra gli altri relatori, segnalo: Prof. Dr. med. Arndt Buessing (Universität Witten/Herdecke, Germany), il Rev. Prof. Christopher Cook, MD PhD (Dep. of Theology and Religion, Durham University, UK), il Prof. Farr A. Curlin, MD (Program on Medicine and Religion, The University of Chicago, IL, USA), il Prof. George Fitchett DMin, PhD (Rush University Medical Center, Chicago, Il, USA), il Rev. Dr. Ewan Kelly (NHS Education for Scotland, National Health Service, Edinburgh, UK), il Dr. Piotr Krakowiak (Nicolaus Copernicus University Torun, Poland), la Prof. Dr. Christina Puchalski (George-Washington-University Washington, DC, USA), il Rev. Prof. John Swinton (King’s College University of Aberdeen, UK) e la Dr. Jackie Watts (The Open University, London, UK). 

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