lunedì 26 maggio 2014

La musica fa bene al cervello

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN) e Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani

Lo scorso 27 febbraio scrivevo sugli ultimi sviluppi nell’ambito del cosiddetto “cervello musicale”.
Ora, a distanza di pochi mesi, un’altra interessante ricerca rivela gli effetti benefici della musica a livello cerebrale. La notizia è stata presentata al 2014 British Psychological Society Annual Conference che si è svolto dal 7 al 9 maggio 2014 a Brimingham. La referente della ricerca è Sarah Stamper dell’Università di Liverpool. I ricercatori hanno comprovato che un’appropriata educazione musicale (musical training) è in grado di aumentare il flusso ematico a livello dell’emisfero sinistro del cervello umano. Questo dato suggerisce che molto probabilmente i circuiti cerebrali che permettono l’espressione musicale umana condividono percorsi con i circuiti che sostengono il linguaggio.

Come è stato esposto in questo convegno, due sono stati gli studi realizzati per chiarire i circuiti di attivazione cerebrali in musicisti e in soggetti non dediti a questa professione: musicians vs non-musicians. Il primo studio ha reclutato 14 musicisti e 9 non-musici.

Bastano soltanto 30 minuti di allenamento musicale per incrementare il flusso ematico a livello dell’emisfero sinistro.

1 commento:

  1. Questo si che bellissimo! Lei sa per caso se riguardo a questi argomenti ci sono conferenze in questi periodo?

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