giovedì 15 maggio 2014

Zaccaria: la neuroetica oggi, un’etichetta consolidata nel mondo scientifico

Padova. Uno sguardo da quale mente? La prospettiva neuroetica. È questo il titolo del VI Convegno Scientifico Internazionale di Neuroetica e I° Congresso della Società Italiana di Neuroetica (SINe) che si sta aprendo in questo momento a Padova, presso l’aula Nievo del Palazzo del Bo dell’Università degli Studi di Padova. 

Dopo una breve presentazione del prof. Giuseppe Sartori, uno degli organizzatori dell’evento, è seguita l’apertura ufficiale del Convegno: il Magnifico Rettore prof. Giuseppe Zaccaria ha sottolineato nel suo intervento che oramai, essendo già al 6° anno, questo consueto convegno ha acquistato un connotato “tradizionale”, caratterizzandosi come un’esperienza consolidata di una ricca messe di materiali e informazioni nell’ambito nazionale ed internazionale relativi al settore emergente della neuroetica.


Il prof. Zaccaria ha riconosciuto che in questi anni (a partire dal 2009) l’evento  ha richiamato una varietà di personalità scientifiche a livello internazionale che si sono confrontate su questa “piattaforma” accademica a Padova dibattendo in modo particolare quell’ampio settore della neuroetica che considera, secondo la classica distinzione di Adina Roskies, le cosiddette “neuroscienze dell’etica”, la caratterizzazione delle base neurali dell’agire morale.

Il Magnifico Rettore dell’Università di Padova, ha richiamato un parallellismo con una disciplina tradizionale si dagli anni ’60-’70 del secolo scorso: la bioetica.

La neuroetica oggi rappresenta ormai un’etichetta consolidata nel mondo scientifico, con radici anche antiche e profonde, specie nella modernità filosofica, sebbene i suoi confini e il suo statuto siano ancora in via di ulteriore precisazione e definizione.

Una sottolineatura importante - per Zaccaria - è costituita, in ambito neuroetico, dall’interdisciplinarietà. La neuroetica, sin dai suoi inizi “canonici” nel 2002, si è sempre presentata come una “finestra aperta” tra neuroscienze, clinica medica, psichiatria, psicologia, biologia, filosofia, genetica, teoria dell’evoluzione, etc. ed ha voluto rendersi “portavoce” nel problematizzare tematiche sociali importanti: il concetto di libero arbitrio, la definizione di “morte cerebrale”, ect. La neuroetica offre uno “sguardo” ampio e olistico verso la persona umana.


Il dottor Andrea Lavazza, uno dei due organizzatori dell’evento, ha poi illustrato la tematica del convegno e la dinamica di questi tre giorni. 

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