martedì 3 giugno 2014

Dennett: 77 strumenti per pensare

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN) e 
Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani

È uno dei massimi filosofi della mente attualmente viventi. È nato a Boston il 28 marzo del 1942, è filosofo e logico, appassionato studioso della mente umana e di quell’enigma che è la coscienza; è docente di filosofia e direttore del Centro per gli Studi Cognitivi della Tufts University. Ha frequentato Harvard e Oxford, è stato allievo di Gilbert Ryle e Willard Van Orman Quine, ha insegnato all’Università della California, a Pittsburgh, a Oxford e alla École Normale Supérieure di Parigi.

Nelle sue ultime ricerche si occupa di coscienza, filosofia della mente e intelligenza artificiale. È noto per aver creato il concetto di sistema intenzionale, oltre che per i suoi contributi alle fondamenta concettuali della biologia evoluzionistica.

Si potrebbero scrivere pagine e pagine per presentare Daniel Clement Dennett.

Oggi mi vorrei presentarvi il suo ultimo libro tradotto e pubblicato in italiano dalla collana Scienza e idee dell’editrice Rafaello Cortina con il titolo: Strumenti per pensare (2014). L’argomento principale è certamente la filosofia e quel particolare settore che è la filosofia della mente a noi cara. Le 538 pagine del libro ne fanno un volume corposo e denso in cui Dennett presenta ben 77 “strumenti per pensare”, per potenziare l’immaginazione e mantenere l’attenzione, concepiti per indicarci come affrontare alcuni degli argomenti più insidiosi: dall’evoluzione, al significato, dalla mente al cosiddetto problema del libero arbitrio.

Così lo presenta Cortina sul suo sito ufficiale:

«“Riflettere in maniera corretta e con eleganza su questioni difficili” è l’obiettivo di Daniel Dennett nel presentare qui una selezione di strumenti per pensare.
Ma non è questa la vocazione di chiunque eserciti l’onesto mestiere del filosofo?
Dennett ha con la filosofia una relazione privilegiata: non si tratta soltanto di rendere trasparente “l’atmosfera linguistica” in cui vengono posti i grandi problemi della tradizione, ma di attingere a quanto ci offrono discipline come la biologia evoluzionistica, la neurofisiologia, la logica matematica e le varie teorie della cosiddetta intelligenza artificiale. Ne emerge una inedita concezione dell’essere umano, destinata a mutare i presupposti delle più disparate “scienze morali”, dall’antropologia alla storia, dal diritto all’etica. E tutto questo “gonfiando o sgonfiando” le varie pompe dell’intuizione a cui i filosofi ricorrono nel sostenere opposte tesi su questioni come la natura del significato, le funzioni della mente e il libero arbitrio. Costellato di diaboliche delizie, il volume di Dennett sfida lettori intrepidi di qualsiasi estrazione a esplorare le proprie idee predilette con nuove capacità e, se è il caso, a cambiarle».

Quest’interessante libro, frutto di un pensatore maturo, uno dei pensatori più originali del nostro tempo, viene definito “una inedita concezione dell’essere umano”, una “sfida” antropologica frutto dell’interdisciplinarietà. I 77 strumenti di Dennett si dimostrano accessibili anche al grande pubblico, il tono colloquiale e divulgativo aiuta ad addentrarsi in tematiche spesso ostiche e un pò astruse.

Lo consiglio a tutti i nostri lettori.

Ricordo che con la collana Cortina, Dennett ha pubblicato anche: L’evoluzione della libertà (2004), Sweet Dreams (2006) e Rompere l’incantesimo (2007); mentre con Laterza mi preme ricordare il volume Coscienza. Che cos’è (2009).


Buona lettura. 

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