giovedì 19 giugno 2014

Neuroetica in Psichiatria - 2

Iniziamo a pubblicare una sintesi dell'intervento Neuroetica in Psichiatria del prof. P. Alberto Carrara, LC, direttore di questo blog, al 7th Annual Meeting – June 16-18, 2014 Pisa Days of Psychiatry and Clinical Psychopharmacology intitolato: Psychiatry: time for changeMercoledì 18 giugno 2014, ore 18:00 - Hotel Galilei – Pisa. 

Introduzione

È un piacere partecipare in questo importante evento annuale delle giornate pisane di psichiatria e psicofarmacologia clinica, quale Coordinatore del Gruppo di Ricerca Italiano in Neurobioetica e Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani, oltre che come docente di Antropologia filosofica e Neuroetica.  

Ringrazio gli organizzatori, il board scientifico, in particolare la professoressa Liliana Dell’Osso, il professor Giovanni Cioni e colei che è stata il “ponte” alla mia presenza di questo pomeriggio, la dottoressa Donatella Marazziti.

Oggigiorno, centinaia di regioni lungo il genoma vengono correlate a disordini riguardanti il cervello”. 

È questo un primo dato di fatto che emerge dall’interazione e dal dialogo profiquo tra genomica e neuroscienze, comprendenti discipline classiche quali la neurologia, ma anche la psichiatria, disciplina quest’ultima, posta sotto i riflettori e sempre più chiamata a fornire risposte terapeutiche ai numerosi pazienti, spesso deboli, emarginati o resi “anonimi” in una società individualistica che fa fatica a “scoprire” la sofferenza e il dolore psichico del prossimo.

Percorso della presentazione Prezi del prof. Carrara
La mole di dati forniti dalla ricerca genetica in ambito psichiatrico e neurologico costituisce un “tesoro” spesso però difficile da abbordare. Non è facile “navigare” all’interno di questi dati e, soprattutto, tradurli in innovazioni biologiche o tecnologiche a servizio della prassi clinica. È questa la sfida di oggi!

Ecco il messaggio dell’ultimo numero di Nature Neuroscience dedicato alla neurogenomica, nel quale vengono presentate una serie di prospettive e recensioni dei maggiori esperti mondiali sulle innovative metodiche genomiche, le recenti scoperte nell’ambito della psichiatria e della neurologia e le implicazioni ed applicazioni alle neuroscienze.

Gli interessanti contenuti di questa sezione monografica spaziano dalle recenti applicazioni del BCIs, Brain-computer interfaces e dell’optical imaging all’apprendimento, dalla TMS, stimolazione magnetica transcranica applicata alla ricerca sugli stati di coscienza, consapevolezza e la capacità di sognare, alla collaborazione su larga scala tra genomica e tecnologia nella caratterizzazione di varianti genetiche, meglio sarebbe dire, varianti alleliche di polimorfismi che risultano statisticamente significative quali loci preddittivi del rischio dell’insorgenza di disordini psichiatrici e neuroevolutivi maggiori. Vengono presentati gli ultimi sviluppi delle tecnologie di sequencing genomico applicate nella ricerca di mutazioni rare coinvolte nell’eziopatogenesi di condizioni quali l’autismo, di cui si è parlato in questo evento pisano nei giorni scorsi. Interessante l’articolo intitolato One gene, many neuropsychiatric disorders: lessons from Mendelian diseases e quello sul Large-scale genomics unveils the genetic architecture of psychiatric disorders.

Due emblematici progetti colossali, ripresi e sintetizzati sul numero di maggio della rivista italiana LeScienze, lanciati l’anno scorso (2013) confermano quanto già tempo fa sottolineava il neurobiologo britannico di fama internazionale Steven Rose: il XXI secolo è il nuovo secolo del cervello. Mi riferisco, in ordine cronologico, al The Human Brain Project europeo guidato da Henry Markram e il The Brain Initiative statunitense. Il progetto europeo finanziato in 10 anni con oltre un miliardo di euro, è forse il più ambizioso e mira a realizzare una simulazione computerizzata del cervello umano in tutte le sue funzioni; il secondo, quello americano, punta allo sviluppo di nuove tecnologie per comprendere nei minimi dettagli il funzionamento del nostro “organo principe”....

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