lunedì 16 giugno 2014

Psychiatry: time for change – 2

Pubblichiamo il comunicato stampa che è stato diffuso sull’apertura del 7th Annual Meeting – Pisa Days of Psychiatry and Clinical Psychopharmacology intitolato: Psychiatry: time for change che si è aperto quest’oggi pomeriggio presso l’Hotel Galilei a Pisa e che si concluderà nella serata di mercoledì 18 giugno.

"Cambiamento: parola d’ordine delle Giornate che consacrano Pisa capitale della Psichiatria. Domani ALLE 9 l’apertura dell’importante evento medico-scientifico presieduto dai professori Liliana Dell’Osso e Giovanni Cioni.

Diagnosi precoce, è la sfida per i bambini. Nuovi disturbi, nuove tecnologie e nuove cure: si parlerà tra l’altro dei nuovi farmaci anti-alcol, dei lutti traumatici, gli effetti neuropsichiatrici di Chernobyl e quelli del terremoto in Abruzzo, le novità sull’autismo e si siederà sul “lettino” Wolfang Amedeus Mozart.

Pisa – Nuovi disturbi, nuove metodologie diagnostiche, nuove tecnologie  e nuovi approcci terapeutici. Il “cambiamento” in Psichiatria, o meglio “Psychiatry: time for change”. E questo il titolo che ben sintetizza l’importanza della VII edizione delle Giornate Pisane di Psichiatria e Psicofarmacologia Clinica che si aprono domani lunedì 16 giugno al Centro Congressi Hotel Galilei per concludersi mercoledì 18 giugno. L’appuntamento medico scientifico sarà presieduto dalla professoressa Liliana Dell’Osso, Professore Ordinario di Psichiatria dell’Università di Pisa e Direttore dell’Unità Operativa di Psichiatria dell’AOUP, e dal professor Giovanni Cioni, Professore Ordinario di Neuropsichiatria infantile dell’Università di Pisa nonché Direttore Scientifico dell’Istituto Scientifico Fondazione Stella Maris.

Il tema, di estrema attualità,  cercherà di focalizzare come verrà proiettata, nel prossimo futuro questa disciplina, proprio alla luce dei recenti progressi della ricerca.

Negli ultimi decenni infatti la ricerca neuroscientifica ha fornito farmaci più mirati, permesso interventi psichiatrici più appropriati, ridotto lo stigma, promosso un approccio psicologico più scientificamente orientato. Parallelamente, sono stati sviluppati strumenti diagnostici più appropriati e più diffusamente utilizzati, facendo sì che il rapporto tra ricerca e pratica clinica si rafforzasse. Nonostante questi importanti progressi, vi sono ancora  problematiche aperte. La completa conoscenza del cervello  può non essere sufficiente alla piena comprensione della complessità della mente. “Probabilmente – spiega La professoressa Liliana Dell’Osso –, la ricerca è destinata a inseguire, senza mai raggiungerla completamente, la conoscenza dei disturbi mentali. Questo a causa dei limiti insiti nella ricerca stessa e dell’estrema complessità dei fattori che concorrono allo sviluppo di queste patologie tra cui, in primis, l’effetto patoplastico dell’ambiente. Nuovi farmaci potrebbero avere, infatti, effetti sconosciuti sul cervello, così come i cambiamenti della società, della tecnologia, potrebbero modulare l’espressione di disturbi mentali, o anche causarne di nuovi”.

Ma c’è di più. La recente, nuova edizione del Manuale Diagnostico e Statistico del Disturbi Mentali (DSM-5), adottato a livello mondiale dagli operatori della salute mentale, ha finalmente accolto il concetto di spettro delle patologie psichiatriche, da vent’anni sostenuto dalla Scuola Pisana insieme ad altre prestigiose università americane. L’evidenza scientifica colloca ormai molti disturbi, se non tutti, all’interno di uno spettro di disturbi strettamente correlati che condividono sintomi, fattori di rischio genetici e ambientali, e potrebbero condividere substrati neurali, come, ad esempio, i diversi disturbi d’ansia. Come ribadisce la professoressa Dall’Osso: “Abbiamo dovuto riconoscere che i confini tra i vari disturbi sono meno impenetrabili di quanto si ritenesse in passato. Salire sulle spalle dei giganti permette di vedere più lontano, ma allo stesso tempo impedisce di cercare strade alternative.  Per questo è necessario trovare il coraggio di formulare ipotesi nuove rispetto ai paradigmi consolidati e vincere la paura di essere derisi dalla comunità scientifica. Il progresso scientifico procede in modo lineare ma anche attraverso punti di rottura. E’ necessario cambiare modo di pensare”.

Dall’adulto al bambino. Anche quest’anno l’obiettivo del congresso è quello di sviluppare i vari aspetti della patologia psichiatrica non solo in età adulta, ma dall’infanzia. La scelta, unica in Italia, delle scuole pisane di psichiatria di dedicare il loro congresso annuale alla psichiatria ed alla neuropsichiatria infantile, insieme, discutendo le tematiche comuni, con una grande partecipazione di specializzandi delle due discipline, è di grande  rilevanza, per la ricerca e per la cura dei malati di tutte le età – sottolinea il Professor Giovanni Cioni co-organizzatore delle giornate pisane –: Già il fatto di organizzare e tenere questo evento insieme è un grande cambiamento rispetto alle divisioni ed incomprensioni del passato. Si tratta a mio vedere di una modifica indispensabile di prospettiva. Infatti la grande maggioranza dei disturbi psichiatrici dell’adulto aggiunge Cioni – hanno una causa ed una prima manifestazione clinica nell’età infantile od adolescenziale”. 

Nella psichiatria dell’infanzia la sfida non è solo comprendere la malattia, ma anche la capacità di fare diagnosi precoce, migliorando la vita nel suo successivo divenire. “La diagnosi precoce è fondamentale per tutte le gravi patologie mentali. Pensiamo all’autismo, considerato erroneamente come un disturbo raro, mentre oggi sappiamo che colpisce un bambino su 100 od anche più di frequente. La diagnosi e la terapia precoce può fare regredire od addirittura far guarire questa patologia gravissima della vita mentale. Pensiamo anche i disturbi del comportamento e soprattutto dell’umore  del bambino e dell’adolescente. Il suicidio è la seconda causa di mortalità degli adolescenti. Fare la diagnosi di questi disturbi, per poter intervenire non è facile,  anche perché i sintomi dello stesso disturbo mentale sono età-specifici, diversi  nel bambino o nell’adolescente rispetto all’adulto, e così anche le cure necessarie. Gli specialisti delle due discipline devono saperlo, per curare, per impedire la cronicizzazione dei sintomi. La psichiatria dell’età evolutiva ha fatto grandi cambiamenti culturali, scientifici, operativi. Vi sono farmaci nuovi, più sicuri e modalità di somministrazione garantite dai registri di malattia per evitare abusi. Ma di più si  può e si deve fare per aprirsi anche al contributo delle nuove tecnologie, pensiamo all’ICT (Information Communication Technology) per la diagnosi e la terapia di disturbi come l’autismo e l’ADHD. Il grande cambiamento deve essere quello di prospettiva e di organizzazione assistenziale.  

“Non mi stancherò mai di sottolineare, conclude Cioni,  come l’investimento in questo settore sia fondamentale per evitare costi personali, sociali ed economici in quello che rischia di diventare l’adulto con disturbo mentale cronico. Si parla sempre più spesso del costo della salute mentale dell’adulto, ebbene intervenire nell’infanzia riduce questi costi,  ma purtroppo non si investe abbastanza in assistenza e ricerca in questo campo”.

Dai lutti traumatici, a Mozart, ai nuovi farmaci anti-alcol: big mondiali a confronto.  Nel corso del congresso saranno discussi i cambiamenti che riguardano i principali disturbi psichiatrici, oltre ai temi innovativi su disturbi oggi emergenti. Aprirà i lavori il Prof. Mario Maj, Direttore della Clinica Psichiatrica di Napoli e Presidente della World Psychiatric Association. La Prof.ssa Katherine M. Shear della Columbia University di New York, studiosa di fama mondiale della patologia correlata ai lutti traumatici ne riporterà le recenti attualità diagnostiche e terapeutiche, con particolare attenzione a quelle psicoterapiche. Il Prof David Coghill dell’Università di Dundee in Scozia, illustrerà come si possa aumentare la “resilienza” psicologica del bambino, la sua capacità di reagire ai tanti fattori esterni che possono determinare un disturbo della vita mentale. Il Prof Hans-Jürgen Moller, dell’Università di Monaco (Germania), tratterà di il caso del celebre musicista W.A. Mozart e della sua sospetta psicopatologia, oltre alle ricerche più recenti sulla farmacoterapia della schizofrenia. In tema di schizofrenia interverranno esperti quali il Prof G. Maina, dell’Università di Torino, il Prof. B. Carpiniello, dell’Università di Cagliari, e il Prof. M. Di Giannantonio, dell’Università di Chieti e per l’età adolescenziale dal Prof. P.Brambilla dell’Università di Udine. 

In altri simposi, si affronteranno alcuni disturbi molto gravi e frequenti della vita mentale, come l’autismo, l’ADHD (disturbo dell’attenzione ed instabilità) ed i Disturbi delle Condotte Alimentari in una prospettiva life-span, dall’infanzia all’età adulta, con i massimi esperti del nostro Ateneo e della Fondazione Stella Maris (come il Prof. F.Muratori, il Prof G.Masi per la patologia dell’infanzia), a confronto con ricercatori nazionali ed internazionali quali il Prof. A.Ramos di Barcellona, il Prof.Ornoy di Gesusalemme, il Prof.P.Politi di Pavia e molti altri.   

Per i disturbi da alcol, grazie all’introduzione di nuovi psicofarmaci, per la prima volta si potrà parlare di riduzione del consumo di alcol, agendo quindi più precocemente nella storia naturale della malattia, attraverso l’intervento del Prof W Van Den Brink, dell’Università di Amsterdam e del Prof A. Fagiolini, dell’Università di Siena. Uno spazio sarà dedicato alle recenti scoperte in tema di patologia di trauma e stress. Come ospite straniero il Prof. K.N. Loganowsky, dell’Università di Kiev interverrà sugli effetti neuropsichiatrici delle radiazioni ionizzanti dopo l’incidente nucleare di Chernobyl. 

Tra le novità va segnalato che tra gli esperti italiani interverrà il Prof. Alessandro Rossi, dell’Università di L’Aquila, con il quale, negli ultimi anni, ricercatori della Clinica Psichiatrica di Pisa guidati dalla Prof.ssa Dell’Osso, stanno collaborando per lo studio degli effetti psicopatologici sulla popolazione esposta al terremoto del 2009.

Parleranno, inoltre di temi d’importante attualità nella patologia stress correlata esperti dell’Università di Cagliari quali: il Prof G. Biggio, sui dati neurobiologici su traumi ed epigenetica, mentre il Prof M.G. Carta delle conseguenze in salute mentale dei conflitti in area mediterranea.  SKIP MESSO PRIMA Sarà affrontato il tema dell’autismo con gli importanti contributi del Prof A. Ornoy, dell’Università di Gerusalemme, e del Prof. P. Politi, dell’Università di Pavia.   

Di impulsività e violenza parleranno la Prof.ssa L. Lorettu, dell’Università di Sassari, oltre al Prof. G. De Girolamo, dell’Ospedale Fatebenefratelli di Brescia, e al Prof M. Pompili di Roma, Infine, una particolare attenzione sarà dedicata al genere, non solo nella psicosomatica, trattata dal Prof. M. Rigatelli, dell’Università di Modena, ma anche nello sviluppo delle carriere dalla Prof.ssa R. Biancheri, sociologa dell’ateneo pisano, che presenterà un progetto finanziato dalla Comunità Europea in collaborazione con la Clinica Psichiatrica di Pisa". 

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