martedì 10 giugno 2014

RoboCop: non più così inverosimile

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN) e
Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani

L’altro giorno ho visto il nuovo remake del film RoboCop. Nonostante siano trascorse quasi tre decadi dal primo debutto avvenuto nel 1987, il nuovissimo “RoboCop 2014” pare avere tutti i tratti caratteristici di un neuro-film molto più realista e in sintonia con le più avanzate ricerche neuroscientifiche e neurotecnologiche applicate all’essere umano. È proprio così?


Il 6 febbraio 2014 ha esordito nelle sale cinematografiche italiane. Nel remake di Robocop, ovvero il mitico poliziotto cyborg Alex Murphy che nella versione originale dell’87 firmata da Paul Verhoeven ottenne ben due nomination all’Oscar, figurano interpreti quali Joel KinnamanGary OldmanMichael KeatonSamuel L. Jackson e Abbie Cornish. La direzione è di José Padilha.

Ecco in sintesi la trama.


Siamo nell’anno 2028 e la multinazionale OmniCorp è leader nel settore della tecnologia robotica. Grazie ai loro robot di pattuglia come il ED-209 e i poliziotti androidi EM-208, gli Stati Uniti d’America hanno potuto vincere numerose guerre. Ma questo plauso non sembra sia sufficiente a guadagnarsi il favore dell’opinione pubblica statunitense. Infatto, la multinazionale non può vendere i propri prodotti nel mercato civile, sia a causa dell’opinione pubblica contraria, sia per la Legge Dreyfuss che lo proibisce.

Per poter aggirare l’inghippo, il leader della OCP Raymond Sellars chiede al suo team per il marketing, in collaborazione con lo scienziato Dennett Norton, di progettare un nuovo prodotto, combinando uomo e macchina, da usare come tutore della legge, sperando così di convincere il pubblico della bontà dell’idea.

Nel frattempo Alex Murphy, un onesto agente di polizia, marito e padre devoto, è impegnato nel debellare la crescente criminalità di Detroit. Purtroppo Murphy rimane gravemente ferito e viene tenuto a stento in vita in seguito ad un’autobomba fatta esplodere al suo rientro a casa da un gruppo di poliziotti corrotti sul libro paga del gangster e trafficante di droga Antoine Vallon.


Il dottor Norton sceglie Murphy come ideale candidato per il programma RoboCop, dopo aver ottenuto il consenso da parte della moglie del poliziotto, Clara Murphy.

Tutto il corpo di Murphy, eccetto la testa, gran parte della spina dorsale, la mano destra, il cuore e i polmoni, vengono sostituiti da protesi cibernetiche e gli viene innestato nel cervello un software per l’identificazione istantanea di fuorilegge. Siamo nell’ambito degli odierni esperimenti di interfaccia uomo-macchina, precisamente, cervello-robot.

Inizialmente Murphy rifiuta questo suo nuovo stato di esistenza, ma Norton lo incoraggia ad essere forte per sua moglie e suo figlio.

L’esperto nelle armi pesanti Rick Mattox è da principio scettico e irriverente nei confronti di RoboCop, affermando ai colleghi di essere convinto che egli sia efficiente quanto un EM-208 qualsiasi. Al fine di migliorare le potenzialità di Murphy, Norton gli manomette l’impianto cerebrale, facendogli credere che le sue tecniche di pacificazione e di combattimento siano decisioni spontanee, quando egli in realtà sta eseguendo dei programmi. Ecco l’ambito neurobioetico denominato Willillusionism.

Mentre si prepara per una conferenza stampa, a Murphy vengono scaricati nel cervello gli aggiornamenti del database della polizia, ma l’agente viene colto da un tumultuoso flash back circa l’attentato alla sua vita che lo ha ridotto a un cyborg. Messo di fretta dai colleghi di Sellars, il Dr. Norton modifica il cervello di Murphy diminuendogli i livelli di dopamina pur di interrompere lo shock emotivo in corso. Sotto controllo e senza mostrare emozioni, RoboCop si esibisce al pubblico ignorando sua moglie e suo figlio che lo attendevano. Durante la conferenza RoboCop dà dimostrazione delle sue capacità scovando un criminale che si nascondeva nella folla.

Nel giro di poco tempo RoboCop diventa una celebrità locale e i suoi sforzi fanno calare il livello di criminalità a Detroit.

La moglie Clara, alla quale la OmniCorp ha sempre impedito di visitare Murphy, riesce ad incontrare il marito cercando di farlo tornare in sé raccontandogli dei traumi psicologici che affliggono il loro figlio dalla notte dell’incidente. RoboCop prosegue sulla sua strada, ma l’inconscia personalità di Murphy prevale sulla programmazione, così si mette ad investigare sul proprio assassinio, giungendo sulle tracce del criminale Antoine Vallon.

Assetato di vendetta, RoboCop raggiunge la fabbrica di droga di Vallon e uccide brutalmente lui e i suoi uomini al termine di una violenta sparatoria. Seguendo indizi ulteriori, RoboCop risale anche ai poliziotti corrotti che hanno piazzato l’autobomba e scopre che Karen Dean, la sergente del dipartimento di polizia di Detroit, è alleata del criminale. Prima che RoboCop riesca ad arrestarli, Mattox gli disattiva le funzioni motorie e cerebrali con un comando a distanza. Sellars decide di girare la vicenda a suo vantaggio, riportando alla stampa che RoboCop ha arrestato dei colleghi, sollevando dubbi sulla polizia a favore dei suoi droidi che, diversamente dai poliziotti umani, sono incorruttibili. Dopo un voto unanime del Congresso, la Legge Dreyfuss viene abrogata.

Convinto che RoboCop sia ormai obsoleto, Sellars ordina a Mattox di individuarlo e distruggerlo. Fingendo di allearsi con Sellar, il dottor Norton riesce ad infiltrarsi nei laboratori OmniCorp in tempo prima dell’arrivo di Mattox e spiega a RoboCop tutta la faccenda. Sentendosi tradito da Sellars, Murphy decide di andare ad ucciderlo. RoboCop giunge al quartier generale della OmniCorp, facendosi strada affrontando numerose unità ED-209. Rimasto danneggiato dallo scontro con i droidi, Murphy sta per essere distrutto da Mattox, in possesso di un dispositivo che impedisce a RoboCop di attaccarlo, ma viene colpito alle spalle da Jack Lewis, ex-collega di Murphy, giunto ad aiutarlo con un gruppo di poliziotti onesti. RoboCop raggiunge il tetto dell’edificio, dove Sellars, che tiene in ostaggio Clara e il figlio David, intende scappare in elicottero. Dotato di un dispositivo anti-arresto come Mattox, Sellars minaccia di sparare in testa a Murphy e di uccidere la sua famiglia. Murphy riesce ad aggirare con grande sforzo il dispositivo di protezione di Sellars e un istante prima che venga colpito alla testa riesce ad ucciderlo, per poi collassare a terra sotto gli occhi disperati di Clara e David.

Nel finale del film la compagnia gemella dell’OmniCorp, la OCP, prende possesso di RoboCop e del settore, in seguito alla conferma del presidente degli Stati Uniti sulla Legge Dreyfuss dopo la testimonianza di Norton, il quale ha rivelato tutti gli affari criminosi compiuti da Sellars e dai suoi colleghi. Murphy viene rianimato e riparato nel laboratorio di Norton e incontra Clara e David.


Un neuro-film con molti spunti di riflessione neurobioetica che presenteremo nelle prossime settimane. 

Nessun commento:

Posta un commento