giovedì 12 giugno 2014

The “last” Lancet: nuovi risvolti sulla coscienza – 1

di Alberto Carrara, LC
Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN) e
Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani

L’ultimo numero di giugno di The Lancet Neurology (Vol. 13 No. 6) riprende in breve a pagina 544, le evidenze sperimentali pubblicate poco meno di due mesi fa sulla stessa rivista in un articolo del 16 aprile condotto dal gruppo di ricerca di uno dei “guru” della ricerca neuroscientifica relativa ai cosiddetti “stati alterati di coscienza”.

Si tratta dell’articolo Diagnostic precision of PET imaging and functional MRI in disorders of consciousness: a clinical validation study di Steven Laureys e collaboratori che nei prossimi giorni presenterò su questo blog dedicato alla Neuroetica e alle Neuroscienze.

Nel post dello scorso 2 aprile intitolato L’enigma della coscienza nell’ultimoNeuroethics, riferendomi ai 2 articoli che il volume 7° (Issue 1) di aprile 2014 della rivista Neuroethics aveva dedicato al tema candente della coscienza umana, scrivevo: «... a prima vista emerge subito una delle tematiche dominanti: quella della “coscienza”, quell’enigma misterioso che da sempre ha affascinato la ricerca e la riflessione dell’essere umano. Dei 10 articoli di quest’ultimo volume, Neuroethics ne dedica, in modo esplicito, ben 2 a questa tematica.

All’interno di questo “forum per gli studi interdisciplinari di neuroetica e le questioni connesse alle scienze della mente”, significativi risultano gli articoli intitolati:

Attitudes of Lay People to Withdrawal of Treatment in Brain Damaged Patients a firma di Jacob GipsonGuy Kahane e Julian Savulescu

Clinicians’ Attitudes toward Patients with Disorders of Consciousness: A Survey degli italiani: Michele Farisco (amico e membro del nostro Gruppo di Neurobioetica, GdN), Enrico AllevaFlavia ChiarottiSimone Macri e Carlo Petrini...».

Pochi giorni dopo l’uscita del numero di aprile di Neuroethics, The Lancet pubblicava i nuovissimi risultati clinici sugli stati alterati di coscienza condotti da Laureys e colleghi.

Ecco che il tema della coscienza si riconferma un “filo rosso”, non soltanto a livello di riflessione filosofica, bensì nell’ambito delle neuroscienze applicate alla clinica.


Quali sono queste ultime novità? 

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