sabato 19 luglio 2014

Anthropos. Il rapporto mente-corpo e le neuroscienze

Giovedì scorso, 17 luglio 2014, il prof. P. Alberto Carrara, LC, ha impartito presso il I Corso Estivo, Istituto Scienza e Fede – Master in Scienza e Fede intitolato Il rapporto scienza e fede alla luce del pensiero di S. L. Jaki (17 luglio 2014, ore 11:30-13:00, Ateneo Pontificio Regina Apostolorum – Aula Magna, 2° piano), la conferenza intitolata: Anthropos. Il rapporto mente-corpo e le neuroscienze. Brain, Mind and Computers; The Brain-Mind Unity: The Strangest Difference.

Dopo aver introdotto la tematica del rapporto anima-corpo quale “filo rosso” che trapassa tutta la storia del pensiero umano sin dai suoi albori nella cultura occidentale e dopo aver messo in luce la riduzione operata in pieno nella modernità con il passaggio al rapporto mente-corpo e poi, a quello mente-cervello, il prof. Carrara ha presentato una carrellata di autori e correnti di interpretazione di questo problema mente-cervello.

Numerose sono le visioni che sostanzialmente si possono classificare in tre filoni. In primo luogo, il filone del monismo e, ai suoi antipodi (almeno apparenti), il filone del dualismo.


Il prof. Carrara ha fatto notare come molto spesso le visioni antitetiche, opposte, coincidano paradossalmente in numerose conclusioni antropologiche e pratiche di scelte di vita.


La “terza via” o il terzo filone, quello che vuol mantenersi fedele al realismo filosofico, è quello della dualità. L’essere umano risulta all’analisi filosofica che tiene conto ed integra tutti i dati delle neuroscienze, un’unità integrale e sintetica di due componenti o principi (non sostanze!): un principio materiale, immanente, il corpo; e un principio trascendente, spirituale, l’anima.


La mente, intesa al modo contemporaneo, si situa nell’intermezzo, essendo una funzionalità complessa emergente dall’incarnazione, cioè un complesso di funzioni che risultano dall’unità funzionale di corpo (cervello) e anima.questo è l’essere umano!


Stanley Jaki, nel suo volume The Brain-Mind Unity: The Strangest Difference, pubblicato nel 2004 da Real View Books del Michigan (USA), ci fornisce una sintesi che gira attorno a poche parole chiave: anima, scienza, evoluzione e neurofisiologia.

Il primo capitoletto, intitolato Una strana preddizione, esordisce con il fenomeno della modernità: c’è una grande dimenticata! «Nessuna sparizione può essere tanto radicale come quella che si dà quando persino la forma verbale di ciò che identifica qualcosa non viene già più riconosciuta. È ciò che accade, nella nostra epoca, al termine e al concetto di “anima”. Così lo sottolineava il New York Times nel 2004 intitolando: After the Double Helix: Unraveling the nMystery of the State of Being, Dopo la doppia elica: svelato il mistero dello stato dell’essere, testo scritto da Margaret Wertheim (pp. F1 e F3). Questo e altri titoli sensazionalistici possono impressionare soltanto coloro che credono che la scienza empirica possa misurare l’essere in unità di misura come il secondo, il kilo, ect.».

Edoardo Boncinelli nel 2012 pubblicava un libretto dal titolo emblematico: Quel che resta dell’anima, la cui portata portava impressa una piuma angelica in moto discendente verso il basso...

L’apporto di Jaki è quello di mettere in luce i grandi aspetti irriducibili, le dimansioni umane, propriamente umane, che non trovano una spiegazione unitotalizzante nell’ambito neuroscientifico e nella scienza empirica. 

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