venerdì 18 luglio 2014

Anthropos. L’uomo e l’animale. Angels, Apes and Men

Il prof. P. Alberto Carrara, LC, ha impartito ieri mattina presso il I Corso Estivo, Istituto Scienza e Fede – Master in Scienza e Fede intitolato Il rapporto scienza e fede alla luce del pensiero di S. L. Jaki (17 luglio 2014, ore 9:00-10:30, Ateneo Pontificio Regina Apostolorum – Aula Magna, 2° piano), la conferenza intitolata: Anthropos. L’uomo e l’animale. Angels, Apes and Men.

Dopo aver introdotto la tematica con un accenno e commento al recente articolo di Edoardo Boncinelli su geni e amicizia pubblicato martedì scorso sul Corriere della Sera, il prof. Carrara ha definito il concetto di "evoluzione biologica" secondo quanto afferma lo stesso prof. Boncinelli nel suo volume Il cervello, la mente e l'anima

Il concetto di "evoluzione" risulta polisemico. 

Sono state considerate alcune implicazioni antropologiche che sorgono da una visione materialistico-riduzionista della persona umana di stampo evoluzionistico. 


Dopo aver accennato alla storia dell'evoluzione dei viventi, con brevi cenni che vanno dall'antica grecia (Anassagora) sin a Lamarck e Darwin, ci si è soffermati sulla teoria sintetica neo-darwiniana. Sono state considerate le prove scientifiche a favore, dall'anatomia comparata, alla paleontologia, sin alla genetica molecolare. 


Ci si è concentrati poi sulle diverse critiche mosse alla teoria nei suoi dettagli per concludere con l'apporto di Stanley Jaki tratto dal volume: Angels, Apes and Men





Il libro di Stanley L. Jaki intitolato Angels, Apes and Men, pubblicato nella sua seconda edizione rivisitata e leggermente ampliata nel 2006 da Real View Books del Michigan (USA), è un testo che raccoglie, in tre capitoli che rispecchiano l’ordine del titolo, le tre conferenze magistrali che l’autore tenne nel febbraio 1981 presso l’Institute for Christian Studies (l’Istituto per gli Studi Cristiani) di Toronto, Canada.

Il titolo fornisce la struttura del volume di poco più di un centinaio di pagine centrato su tre argomenti principali: il razionalismo (Rationalism), l’evoluzione (Evolution) e la creatività scientifica (Scientific Creativity).  

L’argomento si concentra sugli aspetti principali e salienti dell’antropologia cristiana (Christian anthropology) e il messaggio che vuol trasmettere, a detta stessa dell’autore, è tanto antico quanto il Nuovo Testamento (p. Vii, Prefazione). Il Maestro di Nazaret parla dell’uomo come di un’entità che sopravvive alla morte fisica. L’uomo è una creatura che possiede una peculiarità tra tutti gli altri esseri viventi sulla terra: gode dell’immortalità. L’uomo emerge nella sua unità dinamica di corpo e anima (unity of body and soul): è proprio questa l’essenza sintetica dell’antropologia cristiana. La nozione di uomo come unità di corpo, che si degrada alla morte e di anima, in grado quest’ultima di sopravvivere oltre il confine stesso della fine terrena, è ciò che manca nel dibattito contemporaneo. La riflessione contemporanea, tanto filosofica, quanto scientifica, tende a poarizzarsi su una delle due dimensioni in modo esclusivistico, cioè eliminando per opposizione o il corpo, o l’anima. Pascal aveva colto quest’indirizzo del pensiero.

Da una parte, la prospettiva astratta della fisica-matematica cartesiana l’essere umano viene convertito in una mera mente, una sorta di creatura angelica.

Dall’altro estremo del pendolo, secondo la prospettiva fortemente empiricista e biologicista quale venne sviluppata da Darwin, l’uomo si converte in una scimmia, uno scimmione con alcune peculiarità perlomeno stravaganti.

Tutto ciò ci parla della natura intrinseca della scienza che tende a presentare l’uomo in modo unilaterale, cogliendone una prospettiva, assumendola quale assoluta, come il tutto.
L’uomo però, si riconosce molto inferiore all’angelo, ma superiore alla scimmia, anche a quelle che più ci assomigliano come i bonobi. L’uomo è una dualità corpo-anima (body-soul duality). Questo dato di fatto, questa dualità umana misteriosa, non viene messa in discussione dalle più recenti e moderne ricerche scientifiche nell’ambito dell’evoluzione biologica dei viventi. 


Alberto Carrara (Roma) è Professore di Antropologia filosofica e Neuroetica – Facoltà di Filosofia, Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Roma, Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN) e Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani (Roma).


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