mercoledì 10 settembre 2014

Anatomia cerebrale e rischio comportamentale

Portale Notizie dell'Università di Yale
di Alberto Carrara, LC *

Oggi, sul portale della rivista The Journal of Neuroscience, sul nuovo volume settimanale, verrà pubblicato un articolo di interesse nel campo delle neuroscienze comportamentali legate all'economia (neuro-economia). La notizia è stata lanciata ieri (9 settembre) sul portale della sala stampa della Yale University e poi ripreso da NeuroscienceNews.Com con questo titolo: Brain Structure Could Predict Risky Behavior (La struttura cerebrale può predire un comportamento a rischio).


Il gruppo di ricerca della Scuola di Medicina dell’Università Yale guidato da Ifat Levy, professore assistente di Medicina comparativa e neurobiologia, è partito da un dato di fatto d’evidenza comune: alcune persone evitano in tutti i modi qualsiasi forma di rischio nella vita, mentre altre sembrano amare l’ebrezza che deriva dal mettere la propria salute e incolumità a rischio senza mezzi termini.

Lobo parietale
I ricercatori, che pubblicheranno i loro risultati quest’oggi sulla versione online di The Journal of Neuroscience, sintetizzano così la loro scoperta: “gli individui con volumi maggiori di una regione peculiare della corteccia parietale sono più proni nell'assumere rischi rispetto a soggetti con volumi minori di questa porzione cerebrale” (“those with larger volume in a particular part of the parietal cortex were willing to take more risks than those with less volume in this part of the brain”).

Nonostante oggi sia noto che diversi tratti cognitivi e della personalità vengano mediati da strutture cerebrali, sono ancora pochi gli studi che mirano a collegare l’anatomia cerebrale e le cosiddette “preferenze economiche”. Il professor Levy e il suo gruppo di ricerca hanno affrontato quest’ambito della neuro-economia (Neuro-economics and Neuro-marketing) nel loro studio in cui sono stati studiati, mediante la tecnologia della standard anatomical MRI brain scans, un gruppo di 28 soggetti e un secondo gruppo indipendente di controllo di 33.

Suddivisione del lobo parietale
Bisogna notare, come fa il professor Levy, che la predizione del rischio o del fattore di rischio mediato dal volume dell’area cerebrale parietale, seppur d’interesse e d’utilità, cela importanti questioni ancora irrisolte. Per esempio, non è noto se siano i cambi strutturali cerebrali ad indurre i cambiamenti comportamentali o viceversa. Quest’importante nodo cruciale si lega al tema filosofico della “causalità”. Ma lo stesso Levy ribadisce che i suoi risultati non si riferiscono alla causalità.

Un altro dato interessante da approfondire è il legame tra riduzione delle dimensioni corticali con l’età (la corteccia diviene più sottile con l’avanzare degli anni!) e l’aumento dell’avversione del rischio.










* Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN), Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani e professore invitato di Antropologia filosofica e Neuroetica presso l’Ateneo Regina Apostolorum di Roma.

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