mercoledì 22 ottobre 2014

Darek, da staminali adulte a neuroni

di Alberto Carrara, LC *

È stato pubblicato oggi su La Repubblica, inserto R2-Scienza, a pagina 37, un interessante caso neurobioetico (risalente a circa un anno fa) a firma di Silvia Bencivelli. Il titolo dell’articolo dice così: “La sfida di Darek: torna a camminare con le staminali” e il titoletto in capo esplicita un pochino di più: “Dopo un autotrapianto di cellule, un pompiere bulgaro si è potuto rialzare. L’intervento ha ricotruito un ponte di fibre nervose a cavallo della lesione”.

Con questo abbiamo un breve e sintetico quadro della situazione. Si tratta di un caso di trapianto di cellule staminali adulte proventienti da una peculiare regione anatomica del paziente stesso: il bulbo olfattivo, ricco in neuroni olfattivi, cellule gliali, etc. (per la precisione: transplantation of autologous mucosal olfactory ensheathing cells and olfactory nerve fibroblasts) queste cellule sono state reimpiantate previa crescita in laboratorio, a livello della lesione midollare del paziente, destinato a rimanere seduto in sedia a rotelle a vita.

L’autotrapianto ha portato la rigenerazione parziale di fibre nervose a cavallo della lesione e ha permesso la parziale ripresa della deambulazione.

Il caso è stato presentato e descritto sulla rivista scientifica Cell Transplantation (2013, 22, 9, pp. 1591-1612) che per l'esattezza riporta lo studio completo in cui vennero coinvolti 6 pazienti.

Foto dell'articolo de La Repubblica di oggi
A lato dell’articolo, l’intervista al professor Paolo Maria Rossini, direttore dell’Istituto di neurologia del Policlinico A. Gemelli di Roma, che, seppur riconoscendo l’interessante metodica e la sua applicazione concreta, non esita ad esprimere le sue cautele. Non si può certo gridare al miracolo, bisogna puntare a migliorare la qualità della vita reale di questi pazienti.

Anche il quotidiano Avvenire ha pubblicato la notizia in questo modo:

“C’è chi lo paragona già al primo uomo sulla Luna. Lui, Darek Fidyka, sorride, alza il piede e muove un altro passo. Poco importa la Storia, per un uomo che appena quattro anni fa si era sentito dire che non avrebbe mai più camminato, che la sua mobilità era stata spezzata da una coltellata alla schiena. Alla fine, a salvarlo, è stato il suo naso.

È lo straordinario potere delle cellule staminali olfattive: che, trattate secondo un protocollo unico sperimentato per la prima volta dallo University College di Londra, hanno fatto ricrescere i tessuti nervosi di Derek fino a riparare il suo midollo spinale. Il trattamento è stato effettuato in Polonia da chirurghi locali in collaborazione con gli scienziati inglesi. Il primo passo è stato prelevare speciali cellule olfattive, che agiscono normalmente aiutando le fibre nervose del naso a rinnovarsi continuamente. 

dott. Geoff Raisman
Nella prima delle due operazioni i chirurghi hanno rimosso uno dei bulbi olfattivi del paziente e hanno coltivato le cellule in coltura. Due settimane più tardi hanno trapiantato queste cellule nel midollo spinale, reciso dalle coltellate, con centinaia di micro-iniezioni praticate sopra e sotto la lesione. 

Di lì in poi la sfida più grande: un intenso percorso di potenziamento muscolare (cinque ore al giorno, cinque giorni a settimana), le prove, gli esami. Finché, tre mesi dopo l'operazione, Darek ha iniziato a recuperare il muscolo della gamba sinistra e a percepire caldo, freddo e punture di aghi nella parte inferiore del corpo. Altri tre mesi ed era in grado di muovere i primi passi con il supporto di un fisioterapista. Ora, a due anni dal trapianto, può camminare al di fuori del centro di riabilitazione utilizzando una speciale imbracatura. E può anche riprendere a guidare.

Camminare di nuovo è stata «una sensazione incredibile. Quando non riesci a sentire quasi metà del tuo corpo – racconta Darek – sei impotente. Ma quando la sensazione ritorna è come se tu nascessi di nuovo». La stessa, incredibile prospettiva che ora si apre per tutte le persone paralizzate, sebbene con tutte le cautele del caso”.


Si può vedere il servizio della BBC QUI

Abstract dell'articolo da PubMed QUI





* Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN), Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani e professore invitato di Antropologia filosofica e Neuroetica presso l’Ateneo Regina Apostolorum di Roma.

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