mercoledì 15 ottobre 2014

La strana coppia mente-cervello – 1


di Alberto Carrara, LC *

È stato pubblicato di recente il libro del neurofisiologo e presidente dell’Istituto nazionale di neuroscienze e direttore del prestigioso EBRI, l’European Brain Research Institute, Piergiorgio Strata intitolato La strana coppia. Il rapporto mente-cervello da Cartesio alle neuroscienze. Oggi ne voglio iniziare la presentazione, riportando la breve sintesi e i principali aspetti che sono stati messi in luce grazie all’articolo di Claudio Gallo su La Stampa dello scorso giovedì 9 ottobre.

Prima di tutto, domandiamoci chi sia l’autore. L’enciclopedia italiana Treccani così sintetizza il profilo del professor Strata: “medico italiano (n. Albenga, 1935). Conseguita la laurea in medicina e chirurgia nel 1960 presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, collaborò (1965-67) con J. Eccles a Canberra e Chicago. È stato prof. di fisiologia all’Univ. Di Pisa (1967-75) e poi all’Univ. Di Torino (1975-95), dove è prof. di neurofisiologia dal 1996. Le sue ricerche riguardano in partic. La neurofisiologia del cervelletto, i meccanismi della memoria e la plasticità neuronale. Dal 2008 è presidente dell’Istituto nazionale di neuroscienze e direttore del prestigioso EBRI (European Brain Research Institute). Ha ricoperto numerosi incarichi come rappresentante del Governo italiano in comitati internazionali e programmi di ricerca sulla salute. Ha ricevuto numerosi premi, tra cui nel 2004 il premio Antonio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei”.

Insomma, un neuroscienziato a tutti gli effetti, che ha collaborato e si è formato alla scuola del premio Nobel John Eccles.

Sul sito della Carocci editore che ha pubblicato il libro di 161 pagine, si legge questa breve descrizione: “Un lungo viaggio per indagare la mente e le cause dell’oscurantismo che in passato si è opposto al suo studio: dal dualismo di Cartesio alla scoperta della mente inconscia, fino alle attuali conoscenze sui fondamenti biologici di fenomeni quali la socializzazione, l’amore, l’emarginazione, l’aggressività e il piacere di odiare. Un viaggio che non trascura l’emergere della coscienza e l’illusione del libero arbitrio: temi di filosofia morale e della mente rivisitati alla luce delle nuove teorie, con le immancabili ricadute sul sistema giudiziario”.

Un’affascinante presentazione!

In poche righe c’è tutto un mondo concettuale, visioni antropologiche, interpretazioni filosofiche, teologiche, sociologiche, ma anche giuridiche ed etiche da tener in considerazione. Tutto l’umano, possiamo oggi, in un’era neurocentrica, affermarlo, si trova a doversi confrontare con gli sviluppi e le scoperte delle neuroscienze e le conseguenti applicazioni neuro-tecnologiche.

Non bisogna temere. Bisogna capire. Bisogna, per usare un’affermazione della “maestra” che ci precede, il premio Nobel Rita Levi-Montalcini, bisogna “avere il coraggio di conoscere” confrontandosi con umiltà ed onestà intellettuale all’interno di quella ricerca della verità che appassiona sin da sempre noi essere umani.

Prenderò in considerazione, nelle prossime settimane, la posizione esposta da Piergiorgio Strata in questo nuovissimo libro e cercherò di analizzarla scientificamente e filosoficamente.


Questo volume, come altri, ci aiuta a riflettere, a mettere in discussione luoghi comuni non tematizzati, sogni dogmatici, concetti da chiarificare, non certo per lasciarci immersi in una confusione relativistica, ma per risolvere i dubbi e giungere ad una visione coerente ed armoniosa della realtà dell’uomo nelle sue multiformi ed irriducibili dimensioni




* Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN), Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani e professore invitato di Antropologia filosofica e Neuroetica presso l’Ateneo Regina Apostolorum di Roma.

Nessun commento:

Posta un commento