domenica 16 novembre 2014

Ricerca neuro-scientifica sull'esperienza mistica - schema e abstract

Prezi presentation
Ieri, sabato 15 novembre, dalle 13 alle 17:30, il prof. P. Alberto Carrara, LC docente di Antropologia filosofica e Neuroetica presso la Facoltà di Filosofia dell'Ateneo Regina Apostolorum (APRA) di Roma ha impartito la lezione dal titolo: RICERCA NEURO-SCIENTIFICA SULL’ESPERIENZA MISTICA presso la S.I.S.P.I., Scuola internazionale di specializzazione con la procedura immaginativa (autorizzata M.I.U.R. con D.M. 10/10/2008) a Milano, nell'ambito dei seminari dedicati all'Esperienza Immaginativa e Trascendente - 15-16 Novembre 2014 - Ore 10:00-18.00 (Milano, Via C.Menotti 11). 

Riproponiamo lo schema della lezione e il breve abstract.


Schema

Introduzione
La cornice culturale
La Neurobioetica
L’emergenza della “neuroscienza spirituale” (“Spiritual Neuroscience”)
Il dato di fatto: la “neuroteologia” già esiste
Verso una definizione di “neuroteologia”: neuroscienza della spiritualità?
Breve storia del termine “neuroteologia”
La Neurobioetica dell’esperienza religiosa e mistica: alcuni dati della ricerca neuroscientifica sull’esperienza religiosa e mistica e le relative interpretazioni
Cosa ci dicono le evidenze neuro-empiriche sull’esperienza religiosa e mistica
1)      Studi magnetici (tra i quali, anche storicamente parlando, spiccano le applicazioni di stimolazioni magnetiche transcraniche affinatesi poi nell’attuale tecnologia TMR o risonanza magnetica transcranica)
2)      Studi elettroencefalografici
3)      Studi di neuroimaging, che impiegano la risonanza magnetica funzionale
4)      Studi psicofarmacologici
5)      Patologia.
Come vengono interpretati questi dati sperimentali
I vissuti di pre-morienza o vissuti pre-morte e la neuroteologia
Conclusioni



Abstract
Oggigiorno la capacità tecnologica di visualizzare, anche in vivo, zone dell’encefalo che si attivano in modo differenziale a seconda delle circostanze, ha prodotto un vero e proprio fiume di studi sperimentali. Lo sviluppo delle tecniche di neuroimmagine, tra cui spicca la ormai famosa risonanza magnetica funzionale (fRMN), non ha potuto venir confinato alla mera, anche se utilissima, area clinica, utile alla diagnosi di patologie cerebrali. Gli studi si sono moltiplicati a seconda della fantasia e della genialità creatrice di ciascuno scienziato. Dal voler comprendere i fondamenti neurofisiologici di attività umane come la memoria, il linguaggio, la visione, la personalità, etc., si è passati a ricercare «ciò che è più spiccatamente umano dell’uomo»: la sua esperienza religiosa e mistica [1]. Ecco delinearsi, specie in ambito anglosassone, due nuove neuro-“discipline” all’interno della cosiddetta neuromania [2]: la neuroteologia e la neuromistica.
Prendendo in considerazione i dati empirici che le moderne neuroscienze ci offrono circa l’esperienza umana del trascendente, cercherò di chiarire se tali evidenze sperimentali pongano seriamente in discussione l’esistenza di tale caratteristica antropologica e, soprattutto, considererò se sia giustificata razionalmente la riducibilità di tale peculiarità umana al mero ambito neurofisiologico, come sostengono alcuni autori contemporanei [3]. Concluderò, inoltre, mettendo in evidenza che l’alternativa al dualismo ontologico cartesiano non è necessariamente quella di un monismo neurocentrico e che le odierne evidenze neuroscientifiche complementano ed arricchiscono, senza negarla, una visione ontologica unitiva duale della persona umana tale come si è andata affermando lungo i millenni di una ricca tradizione filosofica realista che in Tommaso d’Aquino trova una delle più elaborate sintesi.


[1] Cf. J. M. GIMÉZ-AMAYA, «¿Dios en el cerebro? La experiencia religiosa desde la neurociencia», Scripta Theologica 2 (2010).
[2] Cf. P. Legrenzi – C. Umiltà, Neuro-mania. Il cervello non spiega chi siamo, Il Mulino, Bologna, 2009.
[3] Cf. F. J. Rubia, La conexión divina. La experiencia mística y la neurobiología, Crítica, Barcelona 2003. 

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