martedì 2 dicembre 2014

Prima interfaccia diretta cervello-cervello nell'essere umano

di Alberto Carrara, LC

Una ricerca sorprendente quella che è stata recentemente confermata attraverso la replica scientifica di dati ampliati rispetto al 2013 ed ora disponibili grazie alla pubblicazione sulla prestigiosa rivista PLOS ONE dello scorso novembre 2014 di un lavoro intitolato: A Direct Brain-to-Brain Interface in HumansQuesti dati rappresentano i primi risultati dell’efficacia della cosiddetta BBI, Brain-to-Brain Interface in Humans, cioè della comunicazione umana mediata da un’interfaccia cervello-cervello. Di cosa si tratta?

Sembra semplice al descriversi, ma il tutto sottende una tecnologia sofisticata e, soprattutto, una ricerca neuroscientifica d’avanguardia nella decodifica degli impulsi cerebrali e dei sostrati neurobiologici che mediano le funzioni umane superiori.

Come si vede nelle immagini qui mutuate dall’articolo scientifico (PLOS ONE Vol. 9, No. 11, November 2014, November 5, doi:10.1371/journal.pone.0111332), l’esperimento consta del seguente schema operativo:

  • I segnali cerebrali colti attraverso un apparato di elettroencefalografia (EEG) del volontatio detto “the Sender” che sta giocando ad un videogioco di battaglia, vengono registrati e decodificati



  • ·        Quando “the Sender” vuole sparare ai nemici e perciò immagina di muovere la mano per premere il pulsante e far compiere l’azione al videogioco, tale comando “spara” viene decodificato ed inviato attraverso la rete (internet) ad un’apparecchio di stimolazione magnetica transcranica (TMS) che è collegato ad un secondo volontatio, detto “the Receiver” che non sta giocando (nemmeno vede il videogioco), ma, a differenza del volontario “Sender”, ha la possibilità di realizzare operativamente il comando, cioè lui può muovere il braccio e sparare.




La ricerca ha dimostrato che, come affermano gli autori nelle conclusioni dello studio: “i nostri risultati mostrano che l’informazione stratta da un cervello attraverso EEG può venir trasmessa ad un altro cervello attraverso la TMS, rendendo alla fin fine possibile che due individui umani siano in grado di realizzare cooperativamente un’azione impiegando soltanto un’interfaccia diretta cervello-cervello (BBI) quale canale di comunicazione”.

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