lunedì 26 gennaio 2015

Neurobioetica della differenza sessuale umana


di Alberto Carrara, L.C.

Mercoledì 3 dicembre 2014, como Gruppo di Ricerca dell’Istituto di Studi Superiori sulla Donna dell’Ateneo Regina Apostolorum, abbiamo presentato il nostro primo volume intitolato: Differenza femminile? Una riflessione interdisciplinare (Aracne editrice, Roma, 2014). 

Il primo contributo dell’opera, intitolato: Neurobioetica della differenza (bipolarità) sessuale umana, porta la mia firma. In queste pagine sintetiche (da pagina 15 alla 48), infatti, considero la prospettiva contemporanea delle neuroscienze applicate alla sessualità umana, nello specifico, al pensiero e alla realtà della differenza sessuale. La mia intervista in materia è a disposizione QUI.

Oggi ne riporto l’abstract, anche in considerazione dei recentissimi aggiornamenti in quest’ambito della ricerca neuroscientifica e della relativa riflessione neurobioetica.

Si veda il recentissimo studio apparso su The Journal of Neuroscience 21 January 2015, 35(3): 920-935; doi: 10.1523/JNEUROSCI.2384-14.2015 intitolato: Sex-Dependent Dissociation between Emotional Appraisal and Memory: A Large-Scale Behavioral and fMRI Study in cui sono stati studiati ben 3.398 persone umane!  

Abstract

In questo studio preliminare e sintetico, l’autore affronta una riflessione interdisciplinare su quell’aspetto costitutivo della persona umana che è la sua sessualità alla luce delle più recenti ricerche neuroscientifiche contemporanee. Il percorso, anche metodologico, del lavoro cerca di cogliere la realtà sessuata dell’essere umano indagandola in modo tale da lasciare che lo sguardo venga orientato dai dati forniti oggigiorno dalla ricerca sul cervello. Il fine di questa ricerca è quello di penetrare un pò più nell’essenza della natura umana e nel suo essere sessuata.

Dopo un’introduzione alla questione dell’identità sessuata, al contesto postcontemporaneo e allo status quaestionis, l’autore si addentra nella considerazione della possibilità che le recenti conquiste delle neuroscienze abbiano di proporre una visione equilibrata, per nulla de-umanizzante, della natura umana sessuata nelle sue due varianti costitutive maschile e femminile. Il quesito di fondo che viene sviscerato attraverso la presentazione, analisi e commento delle più significative ricerche neurobiologiche è se le neuroscienze possano supportare il fatto che la diversità sessuale non sia soltanto genetica, ormonale, fenotipica (gonadi e caratteri sessuali secondari), ma anche e significativamente neurobiologica, tanto da poter sostenere la presenza di un “cervello sessuato”, maschile e femminile.

Questo studio vuol contribuire ad arricchire un settore della ricerca neuroscientifica e della riflessione antropologica estremamente affascinante ed interessante. Nella nostra dimensione sessuale, tratto costitutivo della persona umana, non giocano soltanto o esclusivamente fattori causali e/o originanti di ordine estrinseco, come per esempio, fattori sociali e culturali, bensì, come le neuroscienze ci aiutano a capire, l’essere umano ha anche dimensioni biologiche e, nello specifico, neurobiologiche che lo accompagnano in maniera altrettanto costitutiva ed essenziale e di cui deve tener conto all’ora di porsi in relazione con se stesso, con l’ambiente circostante e nel momento in cui compie scelte e opzioni di vita.

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