giovedì 26 febbraio 2015

2017: trapianto di testa nell'uomo?

di Alberto Carrara, LC

Torna alla ribalta un'affascinante questione all'interno del dibattito contemporaneo sul rapporto anima-corpo/mente-cervello e sull'identità personale-corporea dell'essere umano. In effetti, proprio ieri, sul sito della rivista NewScientist, annunciando l'imminente uscita dal prossimo numero del 28 febbraio (la cui copertina peraltro riassume visivamente la tematica-forte del volume), gli editori titolavano: "Il primo trapianto umano di testa si potrà realizzare tra due anni"!

Sergio Canavero
Sarebbe questa la sintesi di ciò che l'italiano Sergio Canavero ha ventilato al mondo intero, intervenendo quest'anno al congresso mondiale di chirurgia negli Stati Uniti, precisamente al congresso dell'American Accademy of neurological & Orthopaedic Surgeons. Idea non nuova, anche perchè Canavero nel 2013 pubblicava un importante protocollo scientifico sull'argomento che si può leggere interamente cliccando qui (Surg Neurol Int. 2013; 4, Suppl 1: S335–S342).

Il 2017 dovrebbe essere la data fatidica per concretizzare il sogno del pioniere Robert White (1970) che riprese sulla scimmia ciò che nel 1954 il chirurgo sovietico Vladimir Demikhov aveva cercato di realizzare sul cane. Cosa mancava a White? Il collegamento con la spina dorsale! La scimmia di White sopravvisse per 9 giorni, senza però poter muovere il corpo. 

Per Canavero, direttore del Gruppo Avanzato di Neuromodulazione di Torino, ormai saremmo giunti al momento cruciale della storia in cui la tecnologia potrà rendere possibile il famigerato collegamento.

Se le speranze, specie per pazienti paraplegici e tetraplegici, sono alle stelle, le perplessità scientifiche e tecnologiche rimangono...oltre a quelle etiche ed antropologiche...

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