venerdì 27 febbraio 2015

Amigdala e paura appresa

FEAR, from INSIDE OUT
di Alberto Carrara, LC. Quando sentiamo parlare di emozioni, in particolare, di paura, di apprendimento, di meccanismo evolutivo detto risposta “combatti-o-fuggi” (in inglese fight-or-flight response) e, soprattutto, delle strutture cerebrali connesse ai processi di gratificazione (reward-processing), il nome che ci deve scattare in testa è quello di “amigdala”!

Chi è l’amigdala? Meglio chiedersi: cos’è? Dove si trova? Perché si chiama così?...

Sono soltanto alcune delle domande a cui cercherò brevemente di rispondere, anche alla luce dell’ultimo numero della rivista Nature Neuroscience 18 (2015) in cui l’amigdala è stata associata ai meccanismi di pianificazione e di gratificazione.

L’amigdala, come ben descrive sinteticamente l’App 3D Brain, è una struttura cerebrale complessa adiacente all’ippocampo e coinvolta nei processi emotivi, meglio, essa interviene nel processare le emozioni, specie quelle legate alla paura e al timore, nello specifico la paura-appresa (fear-learned).

Come ben sottolineano gli autori di un recentissimo studio sulla connettività dell’amigdala con le altre strutture cerebrali, essa, insieme all’ippocampo (che include l’area denominata subiculum e presubiculum), comunica con aree della corteccia cerebrale deputate al processamento di funzioni cognitive “superiori” e le collega, facendole comunicare tra loro in una sorta di “ponte” con strutture sottocorticali profonde come, ad esempio, il sistema ipotalamico e il tronco cerebrale (Cereb Cortex. 2015 Feb 24, Complementary Patterns of Direct Amygdala and Hippocampal Projections to the Macaque Prefrontal Cortex).


Questi ultimi sistemi, in effetti, presiedono al controllo e alla regolazione di risposte metaboliche e fisiologiche dette “inferiori” o primitive, se vogliamo definire tali per esempio il tatto, il dolore, la respirazione, etc.

Con questa funzione “ponte”, l’amigdala coordina risposte fisiologiche sottese ad informazioni cognitive, il miglior esempio è quello della classica serie di reazioni denominate risposta “combatti-o-fuggi” (in inglese fight-or-flight response).

Ma l’amigdala si struttura in parti?

Effettivamente, anche se piccolina, l’amigdala può venir sostanzialmente tripartita in aree funzionalmente distinte:
·        Il gruppo dei sottonuclei mediali che comunicano con il bulbo olfattivo e con la corteccia olfattiva
·        Il gruppo basolaterale che si comunica estesamente con la corteccia cerebrale, nello specifico, con la corteccia pre-frontale (PFC) orbitale e mediale
·        Il gruppo di nuclei centrali e anteriori che comunicano con l’ipotalamo e con le strutture sensoriali.

C’è un caso clinico emblematico che aiuta a capire l’imporatnza di questa struttura cerebrale. Il caso è denominato con le sigle del paziente, meglio della paziente: S.M.

Questa paziente aveva subito un danno all’amigdala in conseguenza di una rara malattia genetica. Essa non rispondeva agli stimoli avversi esterni, non ne era condizionata in modo da poter, successivamente, evitare la loro pericolosità. Inoltre, non riconosceva le espressioni di paura nel volto degli altri e non provava paura neppure dopo essere stata esposta a un’ampia gamma di stimoli che evocano l’emozione di paura in soggetti normali.

Allora, l’amigdala è indispensabile per indurre sensazioni e reazioni di paura?

Non tutta la paura passa per l’amigdala, “soltanto” quella appresa (fear-learning). Infatti, nel 2013 un gruppo di ricerca ha pubblicato un importante studio in cui si dimostrava che in soggetti con lesioni bilaterali dell’amigdala, includenti anche la nostra amica S.M. e altri, potevano sperimentare, non soltanto paura, ma persino veri e propri attacchi di panico, attraverso l’inalazione di CO2, la classica anidride carbonica (Fear and panic in humans with bilateral amygdala damage, Nature Neuroscience 16, 270–272, 2013, doi:10.1038/nn.3323). i risultati di questo studio hanno confermato la specificità della reazione all’anidride carbonica. Ciò ha portato a concludere che l’amigdala non è un centro neurologico indispensabile per le reazioni di paura e di panico in generale. Bisogna, in effetti, distinguere tra la paura innescata da stimoli ambientali e quella che ha origine in seguito all’esposizione di anidride carbonica.

ANGER from INSIDE OUT
Inoltre, danni all’amigdala sono stati associati ai seguenti effetti:
·        Aggressività
·        Irrascibilità
·        Perdita del controllo emozionale
·        Frattura dela memoria a beve-termine
·        Deficit nell’identificare e nel processare sensazioni di paura.

Sull’ultimo numero della rivista Nature Neuroscience 18 (2015), l’amigdala è stata associata ai meccanismi di pianificazione e di gratificazione legati alle cosiddette “scelte economiche” (The amygdala accountant: new tricks for an old structure, pp. 324-325; Planning activity for internally generated reward goals in monkey amygdala neurons, pp. 461-469).

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