martedì 24 febbraio 2015

Post-umano? Ancora è presto!

Scena del film Automata (2014)
di Alberto Carrara, L.C.

Questa mattina, mentre leggevo la rassegna stampa dei principali quotidiani italiani, mi sono imbattuto in articolo di cronaca sul Corriere della Sera a pagina 25 il cui titolo I robot? Più potenti, ma non sanno fare nulla e la corrispondente vignetta, hanno polarizzato la mia attenzione.

Firmato da Anna Meldolesi, ciò che più mi ha fatto riflettere di questo testo è il sottotitolo: “Da Giappone i produttori assicurano: «Persino i più cervelloni sono privi di ogni abilità manuale» E così, anche se l’intelligenza artificiale progredisce, il vero capolavoro di precisione restano le nostre dita”. 

Subito, di un baleno, un’intuizione mi sovviene... è un testo splendido del Dottore Angelico, del Doctor Humanitatis, di Tommaso d’Aquino... possibile? 

Possibile che oltre 800 anni fa un teologo-filosofo potesse affermare: “In compenso l’uomo possiede la ragione e le mani” (Summa di Teologia I, q. 91, a. 3, ad 2)?

La questione 91 della prima parte (di tre) di quest’opera “sintetica” di Tommaso d’Aquino (opera che serviva da compendio teologico per gli studenti, oggi diremo, per i seminaristi), verte su un argomento intrigante, quello dell’origine del corpo del primo uomo. Subito ci balena alla mente l’evoluzione biologica dei viventi. Ma a Tommaso nell’articolo 3° interessa rispondere alla domanda se al corpo dell’uomo sia stata data una disposizione conveniente.

È la questione della contemporaneità, quella relativa alla corporeità umana, al nostro corpo, così al centro di tutto, ma così smerciato, svenduto, ridicolizzato, trattato come un corpo-oggetto e sempre meno come ciò che è, un corpo-soggetto, un corpo-vivo-umano.

Ma che c’entra tutto questo con i robot e i cosiddetti cyborg?

p. 25 del Corriere di oggi
Nell’articolo del Corriere di oggi I robot? Più potenti, ma non sanno fare nulla viene ripresa la risposta che Junji Tsuda, presidente della compagnia di robotica Yaskawa Electric ha rilasciato di recente al Financial Times in cui asserisce che, sebbene i progressi ingenti nel settore della robotica, “i robot più cervelloni hanno un punto debole: la scarsa abilità manuale”.

Mentre Tommaso d’Aquino, rispondendo ad una obiezione asseriva secoli fa che la peculiarità dell’essere umano che lo distingue da tutti gli altri esseri viventi su questo pianeta è il fatto di possedere “la ragione e le mani”. Non dice “di possedere la ragione”, che sarebbe già tantissimo, specie di questi tempi! Ma Tommaso, con un’intuizione pazzesca afferma “la ragione e le mani”! tutte e due!

Sentite cosa scrive oggi sul Corriere Anna Meldolesi: “Le mani dell’uomo in confronto” (con i robot più sofisticati) “sono dei capolavori di precisione, dotate di migliaia di sensori”.

La prova dei fatti: “Quanto alle macchine, basta guardare il video virale del robot piegasciugamani programmato dall’Università della California a Berkeley. È costato 400.000 dollari ma impiega mezz’ora per sistemare una pila di teli che ogni brava casalinga liquiderebbe in pochi minuti”.

Altro dato significativo lo fornisce “Rodney Brooks, della Rethink Robotics... è il problema del cesto alla rinfusa...: una persona può trovare facilmente il pezzo che le serve fra tanti mescolati, un robot no”.

Benvengano i robot e i cyborg, benvengano questi prodotti dell’intelliganza e delle mani dell’essere umano!

A noi si potranno avvicinare, anzi, a noi li avvicineremo con il nostro ingegno e con le nostre abilità manuali, ma a noi non si potranno sostituire... forse, almeno per il momento!


Vediamoci in pace il film Automata senza terrorizzarci...

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