lunedì 13 aprile 2015

Amigdala e reattività ai sessi differenti

di Alberto Carrara, LC

Che i bambini piccoli abbiano un’avversione per le bambine e poi, crescendo, nella pubertà manifestino un’atteggiamento opposto, è cosa ben risaputa! 

Oggigiorno le neuroscienze ci aiutano a comprendere i meccanismi cerebrali che sottostanno, in parte, a questi atteggiamenti naturali tra sessi opposti.

Poco tempo fa, su questo blog, avevo illustrato il ruolo di quella struttura cerebrale denominata amigdala. In particolare, mi ero soffermato su recenti studi in cui essa veniva correlata alla paura-appresa. Oggi i ricercatori hanno correlato tale struttura a queste due risposte comportamentali legate alla differenza sessuale umana.
In un recentissimo studio intitolato “The Cooties Effect”: Amygdala Reactivity to Opposite- versus Same-sex Faces Declines from Childhood to Adolescence pubblicato sulla rivista Journal of Cognitive Neuroscience (Published online April 7 2015 doi:10.1162/jocn_a_00813), i ricercatori dell’Università dell’Illinois, hanno dimostrato che vi sono, nell’essere umano, due picchi di attivazione dell’amigdala in relazione all’identificazione sessuale umana.

In particolare, si verifica un primo picco tra i 4-7 anni in cui il bambino impara “naturalmente” a definirsi e a identificare gli altri in base alla loro differenza sessuale nella bipolarità maschile/femminile.

Dal sito NeuroscienceNews.Com
Lo studio dimostra che sucessivamente la reattività dell’amigdala decresce nella fase tardiva tra i 10-12 anni, per poi rimanifestarsi con il secondo picco nel periodo puberale, tra i 12-17 anni di età.

Questo studio, insieme a molti altri, costituisce un’ulteriore evidenza neuroscientifica  della naturale identificazione maschio/femmina (uomo/donna) che la persona umana stabilisce fin dalle sue primissime fasi di sviluppo e maturazione.

Riporto di seguito il testo dell’abstract del lavoro.

“The Cooties Effect”: Amygdala Reactivity to Opposite- versus Same-sex Faces Declines from Childhood to Adolescence” by Eva H. Telzer, Jessica Flannery, Kathryn L. Humphreys, Bonnie Goff, Laurel Gabard-Durman, Dylan G. Gee, and Nim Tottenham in Journal of Cognitive Neuroscience. Published online April 7 2015 doi:10.1162/jocn_a_00813.

One of the most important social identities that children learn to define themselves and others by is sex, becoming a salient social category by early childhood. Although older children begin to show greater flexibility in their gendered behaviors and attitudes, gender rigidity intensifies again around the time of puberty. In the current study, we assessed behavioral and neural biases to sex across a wide age group. Ninety-three youth (ages 7–17 years) provided behavioral rating of same- and opposite-sex attitudes, and 52 youth (ages 4–18 years) underwent an fMRI scan as they matched the emotion of same- and opposite-sex faces. We demonstrate significant age-related behavioral biases of sex that are mediated by differential amygdala response to opposite-sex relative to same-sex faces in children, an effect that completely attenuates by the teenage years. Moreover, we find a second peak in amygdala sensitivity to opposite-sex faces around the time of puberty. Thus, the amygdala codes for developmentally dependent and motivationally relevant social identification across development.

Per una sintesi, leggete qui

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