venerdì 26 giugno 2015

Primo neurone artificiale prodotto in laboratorio – 1

Immagine tratta da NeuroscienceNews.Com
di Alberto Carrara, LC

Quest’oggi, in fondo alla prima pagina del quotidiano italiano Il Corriere della Sera Giovanni Caprara titola: “Un neurone artificiale di plastica che comunica con i suoi simili umani” e poi riassume con queste parole i risultati pubblicati dal gruppo di ricercatori guidati da Angela Richter-Dahlfors del Swedish Medical Nanoscience Center, Karolinska Institutet, sul volume 71 del 15 settembre 2015 della rivista Biosensor & Bioelectronics (pp. 359-364): “Creato in laboratorio, è in grado di ricevere segnali chimici e trasmetterli alle cellule del nostro corpo: potrebbe riparare le zone danneggiate per disordini neurologici”.

Più che il termine “creare” sarebbe molto meglio utilizzare il concetto “produrre”, sia per le implicazioni scientifiche, come per le profonde disquisizioni filosofico-teologiche su concetto tutt’altro che indifferenti. In una visione realista, come del resto è quella della scienza, i concetti rimandano alla significazione e questa alla realtà significata.

Copertina della rivista in cui a settembre
verrà pubblicato l'articolo
L’esperimento svedese, che si intitola realmente: An organic electronic biomimetic neuron enables auto-regulated neuromodulation, viene presentato e descritto da Caprara sul Corriere in questo modo:

«Un neurone artificiale che riproduce le funzioni compiute da quello umano è stato realizzato al Karolinska Institutet, in Svezia, uno dei templi della ricerca sul cervello. Al suo interno non ci sono parti “viventi” perché si è fatto ricorso ad una materia plastica conduttiva, cioè un polimero nel quale possono scorrere segnali elettrici. Il suo sistema è in grado di agire e comunicare nello stesso modo di una cellula naturale. Così dei segnali chimici sono trasformati in impulsi elettrici trasmettendo gli ordini ad altre cellule. Ma quando per incidente o malattia il processo viene bloccato, la comunicazione si interrompe e possono nascere gravi patologie come alcuni tipi di sordità, il Parkinson o l’epilessia. 

Una speranza contro i disordini neurologici
Finora si cercava di affrontare il problema trasmettendo dei segnali elettrici dall’esterno per cercare di ripristinare la funzionalità ma la tecnica si è sempre rivelata piuttosto rozza perché la stimolazione va a disturbare in maniera indiscriminata tutte le cellule nervose dell’area interessata comprese anche quelle non implicate nel disturbo. Inserendo un neurone artificiale si ripristina invece soltanto la zona del danno. «Il prossimo passo che dobbiamo compiere - nota Angela Richter-Dahlfors, professore di microbiologia e alla guida della ricerca sostenuta da varie istituzioni comprendenti il  Royal Research Council  e la Swedish Academy of Sciences - è quello di miniaturizzare il prototipo in modo da renderlo adatto all’impianto nel corpo umano». Gli autori raccontando il risultato della loro ricerca sulla rivista Biosensors & Bioelectronics mettono in risalto in particolare la prospettiva di poter affrontare con efficacia i disordini neurologici. E in un futuro immaginano di installare cellule artificiali nelle varie parti del corpo dove si siano manifestate delle anomalie ripristinando il funzionamento in modo del tutto automatico con un sistema di governo intelligente al loro interno, oppure facendo ricorso a una tecnologia wireless controllata dall’esterno. 

Il gruppo di Angela Richter-Dahlfors lavora da molti anni sull’ardua frontiera e già nel 2009 aveva annunciato un primo parziale passo verso la meta dimostrando che la strada poteva essere percorsa. Sei anni dopo il risultato, sia pure ancora ristretto al laboratorio, sembra essere stato raggiunto. Naturalmente occorreranno altri anni per rendere la straordinaria possibilità normalmente praticabile in un centro di cura. Ma l’obiettivo finale è ora meno arduo da raggiungere e soprattutto si apre una preziosa speranza».

Due giorni fa, il 24 giugno, la stessa Angela Richter-Dahlfors spiegava la ricerca sul portale NeuroscienceNews.Com che intitolava l’articolo: Artificial Neurons Can Communicate in the Same Way as Human Neurons riassumendolo in questi termini: «Scientists at Karolinska Institutet have managed to build a fully functional neuron by using organic bioelectronics. This artificial neuron contain no ‘living’ parts, but is capable of mimicking the function of a human nerve cell and communicate in the same way as our own neurons do».


Nei prossimi giorni cercherò di approfondire I dettagli e le implicazioni di questa ricerca e delle affini. 

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