venerdì 31 luglio 2015

Robot-soldato vs umanità?

scena dal film Robocop 2014
di Alberto Carrara, L.C.

Dopo aver presentato brevemente nei giorni scorsi i due protagonisti del rapporto promosso dal Pentagono “Visualizzare il campo di battaglia tattico nell’anno 2050”, cioè i robot-soldato e i cosiddetti “uomini-aumentati” o potenziati, e prima di addentrarmi nella presentazione delle 60 pagine di questo rapporto e della recentissima Open letter petitions UN to ban the development on weaponized AI, firmata tra l’altro da Stephen Hawking, Wozniak, Chomsky e centinaia di altri scienziati ed intellettuali e promossa dal Future of Life Institute, oggi riporto l’analisi di Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’ITT.

Roberto Cingolani, co-autore con Giorgio Metta del volume Umani e umanoidi (Il Mulino), è direttore scientifico dell’IstitutoItaliano di Tecnologia (ITT). Martedì scorso 28 luglio a pagina 29 del quotidiano La Repubblica, accanto all’articolo di Maurizio Mucci “2050. La guerra dei robot”, Cingolani spiega che il vero progresso sta nell’aumento del rispetto della vita, vita umana, ovviemente! Ecco alcuni passaggi dell’analisi di questo esperto in materia di tecnologia e cyborg.

giovedì 30 luglio 2015

Matthews Bailey, la forza di volontà corona il sogno

di Alberto Carrara, LC

Si chiama “paralisi cerebrale infantile”. È una malattia neuromotoria che colpisce circa un bambino ogni 500 nati. Dovuta a un danno irreversibile, ma non progressivo del sistema nervoso centrale (SNC), l’eziologia di questo disturbo persistente è multipla. Il termine “persistente” è impiegato per indicare che la lesione a carico del cervello non è suscettibile di guarigione in senso stretto, ma la patologia non tende al peggioramento. Le ripercussioni colpiscono il sistema muscolo scheletrico, progrediscono e peggiorano durante tutta la vita e specialmente durante il periodo di crescita del bambino e possono essere associate a deficit cognitivi.

Un bambino di 8 anni affetto da questa patologia sta commuovendo il mondo per la sua incredibile tenacia e forza di volontà. Matthews Bailey non si è lasciato demordere, ha sognato e ha portato a compimento il suo sogno: correre fino al traguardo una gara di triathlon!

A Castle Howard il sogno è diventato realtà, la volontà di Matthews ha prevalso sulla sua condizione neurofisiologica.

mercoledì 29 luglio 2015

Cybersecurity: nel 2050 insieme ai robot i superumani

p. 28 di Repubblica di ieri
Ieri presentavo e commentavo la prima parte dell’articolo intitolato «2050. La Guerra dei robot. Tra 35 anni il campo di battaglia sarà popolato da automi che non solo combatteranno, ma guideranno le offensive, e da “umani aumentati”. È lo scenario previsto dal Pentagono. Che però sorvola sul rischio hacker» pubblicato sul quotidiano La Repubblica a firma di Maurizio Ricci. Continuo oggi la seconda parte.

Il rapporto “Visualizzare il campo di battaglia tattico nell’anno 2050” sostanzialmente idividua due grandi protagonisti della cybersecurity o cyberguerra. Il primo è il robot. Un robot che evolve sino ad addentrarsi nei meandri misteriosi della coscienza! Il secondo protagonista è una sorta di “superuomo”. Ecco aprirsi l’enorme panorama del potenziamento cognitivo umano, del potenziamento sensoriale, delle interfaccie cervello-computer o cervello-macchina e cervello-cervello, etc.

martedì 28 luglio 2015

Cybersecurity: nel 2050 i robot ci difenderanno?

scena del film Automata (2015)
di Alberto Carrara, L.C.

Se le prospettive trans e post-umanistiche (o presunte tali) che ho descritto negli anni passati in diversi post in questa pagina e in numerose lezioni e conferenze a qualcuno potevano sembrare elucubrazioni fantascientifiche, basterà sfogliare il quotidiano La Repubblica di oggi e leggersi le pagine 28 e 29. Si parla di qualcosa che in lingua inglese suona abbastanza bene: “Cybersecurity”, in italiano sarebbe “cyborg-sicurezza”. Ma qualcuno la chiama anche “cyberguerra” o Cyborg-war. Di cosa si tratta?

venerdì 10 luglio 2015

Humandroid, il futoro è dei robot?

di Alberto Carrara, LC

Non c’è dubbio, almeno per la cinematografia contemporanea, la scommessa è vinta: il futuro è in mano ai robot! Basti considerare film come Automata (2014) e i recentissimi Humandroid-Chappie (2015) ed Ex Machina (2015), per capire che gli scenari fantascientifici sono soltanto un riflesso dei notevoli progressi che in questi ultimi decenni ha compiuto quella simbiosi sempre più stretta tra tecnologia e neuroscienze. Di questo si tratta!

Per avere una breve idea del progresso tecnologico legato alla robotica e alla cosiddetta “umanizzazione” della stessa, consiglio gli 11 brevi minuti del video caricato su YouTube il 6 maggio di quest’anno dal canale “Think Robotics” col titolo emblematico di “Top 5 Humanoid Robots of 2015”.

domenica 5 luglio 2015

Zuckerberg e le “neuro-telepatia”

 di Alberto Carrara, LC

“Mister Facebook” Mark Zuckerberg ne è convinto: nel futuro del social network c’è la telepatia!
Negli ultimi 5 giorni, dal 1° luglio ad oggi, nella stampa nazionale italiana, si sta parlando di “telepatia” quale prossimo futuro delle comunicazioni sociali. Come mai? Di che “telepatia” stiamo parlando? Quali sono i fondamenti neuroscientifici di questa nuovissima frontiera della ricerca sul cervello?

Brain-to-Brain Interface (B2B)
Partiamo dalle affermazioni di Mr. Facebook per introdurre a che cosa ci stiamo riferendo. In un’articolo di Elena Tebano uscito giovedì 2 luglio sulla sezione “cronache” del Corriere della Sera (p. 24), ci si rifà alle recenti affermazioni di Zuckerberg che nella consueta sessione di domande e risposte con i suoi utenti Fb ha detto: “credo che un giorno saremo capaci di inviarci l’un l’altro direttamente pensieri complessi usando la tecnologia. Potrete pensare a qualcosa e, se voi lo vorrete, i vostri amici saranno in grado di vivere la stessa esperienza immediatamente. Sarà questa l’ultima frontiera della tecnologia”.

venerdì 3 luglio 2015

Le neuroscienze e la mente animale e umana

Quest’oggi dalle 15 alle 16:30 al Corso Estivo di Bioetica 2015 dell’Ateneo Regina Apostolorum la lezione Le neuroscienze e la mente animale e umana del Prof. P. Alberto Carrara, LC. La presentazione PREZI si può seguire e rivedere cliccando di seguito QUI. Offriamo una breve introduzione alla tematica che verrà trattata tra poco.

L’intelligenza degli altri”, così titolava, riferendosi con il termine “altri” agli animali, la copertina di uno dei volumi della Rivista Mente & Cervello, il mensile di psicologia e neuroscienze italiano del giugno 2014[1]

In copertina mezzo profilo di un cane con lo sguardo fisso verso il lettore, quasi ad interpellarlo: “sono anch’io intelligente come te?”. In effetti, questo numero 114 della rivista italiana dedicava un intero dossier all’argomento che tratterò in questa lezione intitolata Le neuroscienze e la mente animale e umana in occasione del 14º Corso Estivo Internazionale di Aggiornamento in Bioetica dedicato alla tematica della “Bioetica, questione ambientale ed ecologia umana”.
Perché ci interessiamo della mente animale? E soprattutto, perché la rapportiamo alla nostra di mente?

mercoledì 1 luglio 2015

Neuroscienze e differenza sessuale - intro

Ieri pomeriggio dalle 15 alle 16:30 il prof. P. Alberto Carrara, LC Coordinatore del Gruppo di Neurobioetica (GdN) e Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani è intervenuto al corso estivo sul Gender e la differenza sessuale con una lezione intitolata: Neuroscienze e differenza sessuale

Possono le neuroscienze e la riflessione sulle loro applicazioni all’essere umano aiutare a riappropriarci di un’idea “chiara e distinta” circa la nostra natura umana sessuata nelle due varianti donna/uomo? 

Le neuroscienze oggigiorno possono supportare il fatto che la diversità sessuale non sia soltanto genetica, ormonale, fenotipica (gonadi e caratteri sessuali secondari), ma anche e significativamente neurobiologica, tanto da poter sostenere la presenza di un “cervello sessuato”, maschile e femminile?