lunedì 31 agosto 2015

Post-umano, fondamenti filosofici

di Alberto Carrara, L.C.

Santiago del Cile. Continuano i corsi intensivi per studenti e docenti dell’ Università Finis Terrae all’interno di una delle grandi tematiche contemporanee relativa al trans e post-umanismo. Le lezioni sono iniziate il 10 agosto e concluderanno il 4 settembre. La prima settimana è stata dedicata ad un’estesa introduzione ai corsi: La persona nell’era del post-umano. Tecnologia e neuroscienze al servizio del sogno dell’immortalità: una riflessione interdisciplinare all’interno della neurobioetica contemporanea. La seconda settimana si è svolta all’insegna dello sviluppo tecnologico relativo alla robotica e alle applicazioni neuroscientifiche all’essere umano. I concetti approfonditi lungo il corso sono quelli di: cyborg, coscienza, corporeità, neuroscienze, immortalità, etc. Oggi presento il secondo grande capitolo dedicato ai fondamenti filosofici alla base delle riflessioni trans e post-umanistiche contemporanee. La presentazione Prezi (in lingua spagnola) è disponibile QUI.

Il secondo capitolo del corso La persona nell’era del post-umano presenta all’inizio una riflessione sui concetti di “tecnica” e di “tecnologia”, ques’ultima considerata la versione scientifica della tecnica stessa che si sviluppa a partire dell’età moderna con l’introduzione del cosiddetto metodo sperimentale o empirico.

Dopo aver chiarito ed approfondito la realtà dell’essere umano quale “animale tecnologico”, frutto dell’intrinseca indeterminazione e inespecializzazione della nostra natura organico-biologica permeata dalla razionalità astrattiva, ho presentato brevemente uno degli autori più significativi del movimento post-umanista, mi riferisco a Nick Bostrom.

La parte centrale di questo capitolo ha analizzato i paradossi delle possibili soluzioni al “problema” del rapporto anima-corpo/mente-corpo/mente-cervello, soluzioni che spesso danno il “la” e alimentano certi miti di immortalità immanente. Nell’epoca moderna si realizzano tre operazioni concettuali che oggigiorno sono alla base del post-umanismo:

l’escissione cartesiana delle due realtà che compongono l’essere umano, cioè, la componente materiale (res extensa) e quella psichico-spirituale (res cogitans), di modo ché esse vengano a considerarsi realtà radicalmente eterogenee e incomunicabili. L’autore per eccellenza di quest’operazione è Renato Cartesio;
 
la seconda fase la porta a termine il filosofo John Locke, che identifica la persona umana con l’autocoscienza soggettiva,

mentre la terza e ultima operazione la compie Julien Offray de La Mettrie con la sua operetta L’uomo macchina: dopo aver completamente svincolato il corpo dallo spirito, ed aver ridotto quest’ultimo alla coscienza attuale, con de la Mettrie la corporeità umana viene concepita come un puro meccanismo.

Il capitolo si conclude con una riflessione su tre paradossi emblematici del post-umanismo fondato su una definitiva realtà virtuale e con un approfondimento sulla ciber-tecnologia e il mito dell’immortalità.

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